L’Agenzia spaziale europea è riuscita a riportare nell’orbita corretta uno dei due satelliti Galileo lanciati il 22 agosto scorso fuori orbita. Si tratta di due dei 30 esponenti della costellazione Galileo per l’attivazione del sistema GPS europeo alternativo al Global Positioning System controllato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Si trattava per la precisione del quinto e del sesto satellite della costellazione Galileo. Inizialmente si era pensato che l’errato posizionamento fosse dovuto a un problema software, ma ad ottobre la commissione nominata da Arianspace ha individuato la causa in un difetto di progettazione del vettore russo Soyuz. Per la precisione, si tratta di un problema di alimentazione del Fregat, l’ultimo stadio del razzo che ha appunto il compito di effettuare le manovre deputate a portare un satellite nella sua orbita. L’ESA insomma non aveva sbagliato nulla, anzi ha lavorato in maniera eccellente ed è riuscita a recuperare la situazione.
Da grande voglio lavorare alla ESA.
Satellite Galileo torna in orbita dopo le manovre correttive