Lamentazioni

paz83:

In sintesi, nella giornata di oggi avrei dovuto da fuori Bologna arrivare in provincia di Modena, a San Felice sul Panaro, per una visita specialistica, poi passare a Modena da un cliente e alla fine tornare a casa (verso San Giovanni in Persiceto) recuperare il bagaglio, prendere una corriera arrivare in stazione a Bologna, prendere Italo, arrivare a Porta Garibaldi, prendere trenord in direzione Varese. Ci siete fino a qua?

Ore 7.00: apro gli occhi

Ore 7.05: guardo fuori dalla finestra, che bello la neve

Ore 7.10: realizzo che la neve è tanta, non è più bella, non mi muoverò mai più

Ore 7.20: colazione resa amara dalla consaplevolezza metereologica che aumenta.

Ore 7.30: mi rifaccio alla Regla de Ocha, la Santeria cubana, in cui concentro tutte le mie preghiere.

Ore 7.40: Porchi diii, per andare sul sicuro nel caso le invacazioni alla Santeria fallissero.

Ore 7.50: E’ chiaro il fallimento su entrambi i due fronti

Ore 8.10 provo a disdire la visita medica. Il centralino automatico dell’ASL non va, allora scelgo opzione sposta appuntamento e mi dice la voce robot che mi richiameranno in giornata, quando è una scommessa.

8.11: la visita è chiaramente saltata.

8.20: chiamo contatti modenesi per capire condizione strada, magari dopo anche qua si mette meglio. Il loro monito è chiaro: SCIOCCO, NON VENIRE!

8.30 Comincia a palesarsi la possibilità che salti anche il cliente. 

Ore 8.40: riesco a contattare il cliente. Il suo messaggio è chiaro: SCIOCCO, NON VENIRE, ANCHE PERCHE’ IO NON VENGO. 

Ore 8.43-8.50: tempo dedicato ad una salva di porchi dii da olimpiade

Ore 9.00: mi metto il cuore in pace, vorrà dire che avrò tempo per spostarmi con più calma verso Bologna.

Ore 10.30: Il dubbio scorre potente in me: controllo il sito di tper (trasporto Emilia Romagna) per info sul servizio. Aggiornamenti drammatici: autobus fuggiti per non lavorare, draghi che cagano fuoco e sputano merda, vecchine che sradicano coperture di pensiline, ebola, e neve.

Ore 10.32-10.50: tempo dedicato al pianto a dirotto misto a disperazione varia.

Ore 11.00: sms di Italo: causa neve il suo treno è morto. La spostiamo su altro treno due ore dopo però ancora non ti diciamo i posti assegnati. Surprise. Comunque arriverai a Milano.pg per le 20.30 invece che le 18.30.

Ore 11.01: penso che arriverò dopo le 20 a Milano e poi mi toccherà affrontare trenord.

Ore 11.10 polsi, taglierino, acqua calda. Il kit è pronto! Non vedo alternative.

Ore 11.12: niente polsi tagliati,Ma decido di dedicarmi al lancio di porconi da qui al giorno in cui sarà ammesso come disciplina olimpica.

Ore 11.50 scrivo il post LAMENTAZIONI!

Gli «esclusi», chi è sostanzialmente non legge i giornali, non compra libri, non va al cinema, né a teatro, né al museo, né a un concerto, sono passati dal 35% al 43%. In altre parole, quasi un giovane italiano su due non ha consumi culturali di alcun tipo.

Le piazze del sapere, A. AGNOLI (via mailbuiosipuocolorare)

sento freddo, ho paura

(via aliceindustland)

erm, fermi tutti: ma se uno non compra un cazzo (perché 16 euro a libro nun ce li ha), ma nel mentre s’è letto mezza biblioteca del quartiere, dove rientra? (scusate, chiedo per un amico. Lui pure non va a teatro o al cinema, però se guarda tutto sull’internette.) 

(via sovietcigarettesandstuff)

E allora vi dovreste trovare con gli altri quattro italiani che fanno come voi e fondare il circolo ‘Ultimo Baluardo Contro l’Analfabetismo Funzionale’.

(via kon-igi)

In effetti queste statistiche lasciano un po’ il tempo che trovano.

Anche io fino a pochi anni fa ricadevo nella categoria descritta da sovietcigarettesandstuff: cinema, teatro e concerti niente, perche’ portando apparecchi acustici, non capisco un cazzo (almeno finche’ non si decideranno a mettere i sottotitoli al cinema).

Per i libri non avevo una lira, per cui approfittavo ampiamente delle biblioteche della zona, dell’universita’, e anche del prestito interbibliotecario (grandissima scoperta).

I giornali li compravo solo le rare volte in cui cercavo approfondimenti che non trovavo online, e anche in quei casi restavo spesso deluso. Un
po’ meglio con le riviste specializzate (per un periodo sono stato anche
abbonato a Le Scienze e al National Geographic), ma anche li, si
riduceva a una questione di soldi e di tempo, non di contenuti, e smisi dopo poco.

Per quanto riguarda i musei, da quando hanno instituito gli ingressi gratis nella prima domenica del mese, ho iniziato ad andarci
molto piu spesso di prima. Perche’ non sono solo i 20 euro di biglietto
per entrare agli Uffizi o i 30 per il complesso museale del Duomo di Siena, e’ anche il dover andare fino a Firenze o Siena, il
pranzo, e tutte le altre piccole spese che comporta una giornata fuori.
Sicuramente e’ una spesa piu’ sensata di molte altre cose, ma comunque non e’
una cosa che puoi fare tutti i giorni.

Da quando lavoro, qualche soldino ce l’ho, e i libri mi piace comprarli di carta (no, gli ebook non mi piacciono). Pero’ ho ancora il problema dello spazio: ho 7 librerie piene e non mi c’entra piu’ nemmeno un foglietto nel monolocale dove vivo. Per cui sono costretto ad andarci piano con gli acquisti.

Cio’, tuttavia, non mi rende automaticamente un analfabeta funzionale.