Gli «esclusi», chi è sostanzialmente non legge i giornali, non compra libri, non va al cinema, né a teatro, né al museo, né a un concerto, sono passati dal 35% al 43%. In altre parole, quasi un giovane italiano su due non ha consumi culturali di alcun tipo.
Le piazze del sapere, A. AGNOLI (via mailbuiosipuocolorare)
sento freddo, ho paura
(via aliceindustland)
erm, fermi tutti: ma se uno non compra un cazzo (perché 16 euro a libro nun ce li ha), ma nel mentre s’è letto mezza biblioteca del quartiere, dove rientra? (scusate, chiedo per un amico. Lui pure non va a teatro o al cinema, però se guarda tutto sull’internette.)
(via sovietcigarettesandstuff)
E allora vi dovreste trovare con gli altri quattro italiani che fanno come voi e fondare il circolo ‘Ultimo Baluardo Contro l’Analfabetismo Funzionale’.
(via kon-igi)
In effetti queste statistiche lasciano un po’ il tempo che trovano.
Anche io fino a pochi anni fa ricadevo nella categoria descritta da sovietcigarettesandstuff: cinema, teatro e concerti niente, perche’ portando apparecchi acustici, non capisco un cazzo (almeno finche’ non si decideranno a mettere i sottotitoli al cinema).
Per i libri non avevo una lira, per cui approfittavo ampiamente delle biblioteche della zona, dell’universita’, e anche del prestito interbibliotecario (grandissima scoperta).
I giornali li compravo solo le rare volte in cui cercavo approfondimenti che non trovavo online, e anche in quei casi restavo spesso deluso. Un
po’ meglio con le riviste specializzate (per un periodo sono stato anche
abbonato a Le Scienze e al National Geographic), ma anche li, si
riduceva a una questione di soldi e di tempo, non di contenuti, e smisi dopo poco.
Per quanto riguarda i musei, da quando hanno instituito gli ingressi gratis nella prima domenica del mese, ho iniziato ad andarci
molto piu spesso di prima. Perche’ non sono solo i 20 euro di biglietto
per entrare agli Uffizi o i 30 per il complesso museale del Duomo di Siena, e’ anche il dover andare fino a Firenze o Siena, il
pranzo, e tutte le altre piccole spese che comporta una giornata fuori.
Sicuramente e’ una spesa piu’ sensata di molte altre cose, ma comunque non e’
una cosa che puoi fare tutti i giorni.
Da quando lavoro, qualche soldino ce l’ho, e i libri mi piace comprarli di carta (no, gli ebook non mi piacciono). Pero’ ho ancora il problema dello spazio: ho 7 librerie piene e non mi c’entra piu’ nemmeno un foglietto nel monolocale dove vivo. Per cui sono costretto ad andarci piano con gli acquisti.
Cio’, tuttavia, non mi rende automaticamente un analfabeta funzionale.