L’IXV, grande – per capirsi – come un suv e pesante due tonnellate – è progettato e costruito in buona parte dalla Thales Alenia
Space di Torino con il coordinamento dell’Agenzia spaziale italiana che fornisce per questo progetto da 150 milioni di euro il contributo principale all’Esa.
Determinante anche il sostegno del Centro italiano di ricerche
aerospaziali (Cira) di Capua che oggi dalle 12 ospiterà le autorità
civili e militari per seguire la missione. La navicella è stata testata
anche di fronte alle coste del Lazio con l’aiuto degli elicotteri da
trasporto Chinook dell’esercito di stanza a Viterbo.
Costruito poi per il 70 per cento dell’Avio a Colleferro il
razzo-vettore Avio che porterà in orbita il veicolo la cui planata sulla
Terra sarà seguita anche dallo storico spazio-porto italiano a Malindi.
Vega, sfrecciando a 28.800 kmh, porterà in 9 minuti l’IXV a circa 430
km di altezza dalla Terra. Una volta libera, la navicella inizierà la
discesa raggiungendo la velocità di 7 km al secondo: stress test, si
chiama, perché saranno messi alla prova in particolare gli scudi termici
che sulla base della fusoliera proteggono il veicolo spaziale. In
questi frangenti lo Shuttle della Nasa raggiungeva la temperatura di
2mila gradi. Una volta superata la fase critica, l’IXV aprirà, uno dopo
l’altro, tre paracadute e infine, poco prima di toccare le onde del
Pacifico, quattro grandi palloni airbag necessari al galleggiamento fino
al recupero da parte della nave attrezzata che in questi giorni
circuita nel tratto di mare obbiettivo della discesa. L’alaborazione dei
dati raccolti dalle strumentazioni richiederà parecchio tempo e
coinvolgerà di nuovo in particolare scienziati italiani.
Full replay from liftoff to splashdown for IXV reentry mission.
ESA’s Intermediate eXperimental Vehicle, IXV, was lofted 340 km into
space atop a Vega rocket, flight VV04, from Kourou in French Guiana on
11 February 2015. After separation from Vega, IXV coasted to 412 km
before beginning a punishing glide back through the atmosphere. During
its autonomous flight, IXV tested the latest technologies and critical
systems to extend Europe’s capability for space exploration. The Nos
Aries recovery ship, waiting for IXV, received precious flight data
transmitted by the spaceplane during its descent and before its safe
splashdown in the Pacific Ocean.
Tutto pronto per i 100 minuti da brivido per il test del ‘mini-Shuttle’ europeo Ixv, il primo veicolo spaziale europeo in grado di rientrare a Terra, il cui lancio è previsto alle 14.00 (oraitaliana) dalla base europea di Kourou. […] E’ una missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) della quale l’Italia è capofila con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che contribuisce per il 40%.
Gli ultimi test eseguiti dai tecnici nella base di Kourou hanno
confermato il pieno funzionamento di tutti i sistemi e quindi tutto
prosegue perfettamente per il lancio previsto alle 14.00 (ora italiana).
Dal
momento del lancio, il test durerà complessivamente poco più di un’ora e
mezza: 100 minuti durante i quali la capsula Ixv sarà portata a 412
chilometri di quota e rientrerà ‘surfando’ nell’atmosfera, raggiungendo
una velocità di 27.000 chilometri orari per concludersi con un
‘delicato’ tuffo nel Pacifico.
“E’ una navetta unica del suo
genere – ha spiegato Giorgio Tumino, responsabile della missione per
l’Esa – a metà tra una capsula senza controllo, come le attuali Soyuz
usate ancora oggi, e una navetta con le ali e quindi capace di planare,
come era lo Shuttle”. Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle) non ha le
ali, ma scenderà a Terra in maniera controllata: sfruttando la sua
particolare forma aerodinamica e i due ‘piedi’, simili ai flap degli
aerei, sarà in grado di ‘surfare’ tenendo il naso all’insù e mantenendo,
grazie anche ai piccoli motori sul retro, sempre la posizione corretta.
Il suo primo volo si concluderà con l’apertura di paracadute e un tuffo
mell’oceano, dove sarà recuperata da una nave in attesa. di 27.000
chilometri orari per concludersi con un ‘delicato’ tuffo nel Pacifico. di 27.000 chilometri orari per concludersi con un ‘delicato’ tuffo nel Pacifico. Per
ildirettore generale dell’Esa, Jean-Jacques Dordain, “l’obiettivo di
Ixv è permettere all’Europa di avere nel futuro una sua navetta di
rientro spaziale”.
Ma perche’ per il test della Orion e della Dragon erano tutti eccitati e di questa cosa non ne parla nessuno? Mi sembra una cosa spettacolare!