IXV: i dettagli del test di successo del mini shuttle europeo

Vorrei ribadire che l’attenzione dedicata a questo evento nei giorni passati, non e’ stata assolutamente sufficiente.

IXV: i dettagli del test di successo del mini shuttle europeo

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Basilica di Sant’Apollinare in Classe (Cathedral of St. Apollinare in Classe), Ravenna, Emilia-Romagna, Italy

The Cathedral dates back to the Byzantine Era (it was consecrated in 549 AC), when the Emperors of the Eastern Roman Empire tried to reconquer the Western one, after the fall of the Rome’s Empire, at that time divided into barbaric kingdoms.

Byzantines occupied part of Italy and its capital, at that time Ravenna (by that time Rome was a less important city): They ruled some Italian lands from 584 until 751 AC. The Italic lands under Byzantines’ rule are known as “Exharchate of Ravenna”.

The Cathedral owes its name (Classe = Fleet), because the area was at that time by the sea and the location of one of the main naval bases of the Roman Empire.

The Cathedral of St. Apollinare is a UNESCO World Heritage Site, as well as other seven sites in Ravenna.

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corallorosso:

Chiude l’Osteria senz’oste
(da “Il Gazzettino)
VALDOBBIADENE – Filosofia dell’ospitalità addio sulle colline trevigiane del Prosecco.
Porta sbarrata, per sempre, all’Osteria senz’oste, una stanzetta in un rustico, gestita da nessuno, dove chiunque poteva entrare, mangiare una fetta di salame e bere un bicchiere di bianco lasciando ciò che credeva. Poesia e romanticismo finiti.
A malincuore Cesare De Stefani ha dato doppia mandata alla porta e ha affisso un cartello spiegandone le ragioni.
«È stata una decisione – ha detto all’Ansa – che stava maturando negli ultimi mesi, ma è esplosa sabato mattina, quando nel riordinare la stanzetta e riportare ciò che era stato abbondantemente consumato la sera prima, all’apertura del salvadanaio, ho trovato 1 euro e 25 centesimi».
De Stefani l’ha considerato un gesto di disprezzo, l’ultimo di una serie da quando l’ufficio delle entrate di Montebelluna (Treviso) l’aveva sanzionato con 62mila euro dopo aver preso a parametro gli incassi di un locale ‘simile’ nel trevigiano, che in realtà non esiste. Cancellata quella che era stata soprannominata anche la ‘taverna degli onesti’, per far sì – raccontava all’epoca – che quando qualcuno passava di lì e non trovava anima viva potesse comunque fermarsi un attimo, versarsi un prosecco e addentare qualcosa, lasciando eventualmente un obolo. Il passaparola è stato veloce e negli anni l’osteria era quasi una tappa obbligata per i turisti che s’avventuravano nella patria del Cartizze. Quanto versavano liberamente non era sempre congruo, ma per l’imprenditore poteva starci. Però dopo che i ‘fari’ si erano accesi per via del fisco sul quell’angolo di Santo Stefano di Valdobbiadene, è andata via via disgregandosi una realtà dell’ospitalità unica nel suo genere che aveva raccolto estimatori da tutto il mondo.
Non ci sono più ormai da mesi nella stalla la mucca (con il vitellino) e l’asino offerti per onorare un’altra multa. Quell’euro e 21 centesimi trovati nella cassetta «sono l’apice di fatti che si stavano ripetendo sempre più frequentemente. Posso con serenità affermare – ammette De Stefani – che siano il frutto di ciò che è stato esponenzialmente amplificato dopo l’intervento del fisco: cioè che quel luogo fosse fonte di reddito esentasse, un’attività in ‘nero’. Che fossi un evasore, un furbo che non paga le tasse. E grazie a questa idea gli ultimi avventori hanno fatto bisboccia gratis, lasciando a soqquadro la stanza».

Ripeto: che tristezza, era un posto che.