Quadriplegic woman flies F-35 simulator with nothing but her thoughts

kon-igi:

iceageiscoming:

Però non doveva pensare in russo

+1 per la citazione

(questi giovini che conoscono le antiche basi mi fanno ben sperare)

Ma quando realizzeranno il primo prototipo, il computer di bordo lo chiameranno Max, vero ?

Quadriplegic woman flies F-35 simulator with nothing but her thoughts

Di alberi e radici

La stanza dove vivo adesso e’ un monolocale ricavato dalla ex stalla abbandonata dietro casa dei nonni.
Durante gli anni dell’universita’, non avendo una lira, ci ho lavorato da solo, nei ritagli di tempo, e con calma e pazienza, l’ho ristruttrata: pavimento, contropareti per isolamento termico, impianto elettrico e idraulico, isolamento del tetto, camino, eccetera.
Dopo circa 3 anni di lavoretti, la stanza e’ diventata abitabile, ed e’ diventata “La Capanna”, il ritrovo degli amici del paese, dove far casino la sera.

Poi sono partito per la Spagna.

Un anno dopo, al ritorno, ho ripreso i lavori alla Capanna, ampliato, tirato su un piccolo bagno, allacciato telefono e connessione a internet, costruito un soppalco per il letto, ricavato una zona cucina, e mi sono trasferito li.

Due anni fa ho buttato giu’ il vecchio pollaio abbandonato, e ci ho ricavato un giardino, dove ho lasciato crescere un piccolo pesco che era nato spontaneamente, e dove ho piantato dei gelsomini lungo la rete, e un piccolo acero.

Col tempo l’acero ha attecchito ed e’ cresciuto.

Non sapevo ancora se fosse una buona idea piantare un albero senza sapere dove sarei stato qualche anno dopo, ma ho rischiato, nella speranza di poter rimanere li.

Da qualche mese a questa parte, la capanna e’ diventata piccola, ci viviamo in due adesso. Cosi’ abbiamo deciso di ricominciare daccapo, e ristrutturare un’altra vecchia casa, in un paese vicino, appartenuta una volta ai nonni paterni, e ormai disabitata da anni. Il cantiere e’ a buon punto, e presto arrivera’ il momento del trasloco.
L’idea di rimanere nel posto dove siamo adesso e’ stata abbandonata. La vita costringe a compromessi a volte, ed e’ inutile fossilizzarsi sul passato.

Pero’ un albero mette radici.

Ieri, nonna, senza dirmi niente, ha fatto tagliare l’acero. Vorrei dire “potare”, ma l’ha fatto fare da un incompetente che non distingue l’erba dall’insalata, e ha fatto un lavoro a cazzo, rovinandolo. Magari a primavera si riprendera’, ma non sara’ piu’ lo stesso.

Alla richiesta di spiegazioni, ha risposto “tanto fra poco voi ve ne andate”.

Fine del pippone. La morale della storia e’: non piantate mai alberi dove non avete ancora deciso di mettere radici voi stessi. Ve ne pentirete, poi.

Scusate lo sfogo.