È un ragazzo dalla carnagione color terra bruciata, è italiano. Tirato a lucido nel suo chiodo di pelle, nero, di pelle nera, con pochi inserti bianchi e rossi, aperto perché questo sole scalda già bene.
Troppo magro per quel chiodo. Non per i jeans stretti stretti sotto al ginocchio e alle caviglie, dove sfiorano gli scarponi neri lucidi.
È sorridente in divisa con i volantini in mano, davanti all’ingresso principale della COOP di quartiere. A Firenze.La spilletta FN sulla camicia a quadri che indossa toglie ogni dubbio: è qui per fare volantinaggio, spedito dal comando. Appare molto ingenuo, sorridente, forse inviato per levarselo di torno, forse come test d’ingresso, orgoglioso nella sua divisa, con in mano il suo compito.
Un’anziana signora, seduta su un muretto, lo guarda di traverso, con un viso che lascia trasparire una miscela di emozioni tra le quali spiccano sorpresa ed amarezza.
Gli si fa incontro la guardia giurata di turno: “Senti forse non è mica caso che tu distribuisca volantini qui eh”
“Ma io do solo questi, non disturbo” risponde lui.
“Eh ma tu sei davanti a la ‘hoppe” di nuovo la guardia.
Al ché, con sguardo imbarazzato, l’innocente aspirante fascio: “Ma che ci posso fare, mi hanno mandato qui… dove posso mettermi?”
“Senti, mettiti laggiù” gli indica la guardia “di fianco a quel ragazzo di colore, che sta sempre solo a vendere le sue cosine, così vi fate compagnia”.
“Ah ok”
Silenzio.
“No magari mi metto all’altro ingresso, su dalla strada che c’è più passaggio…”E va via, ma la signora gli butta lì la sua: “È che voi non avete visto com’era, non vi garberebbe”.
“Signora, si guarda solo al presente”.In tutta questa scena, la cosa che trovo più spaventosa è l’ultima frase.
Giorno: 8 aprile 2015
La Sala dei Gessi della Galleria dell’Accademia, a Firenze.
Tre amici, un jihadista
La storia di tre ragazzi del Cairo, che crescono insieme negli anni in cui l’Egitto è scosso dalla primavera araba e dal ritorno dei militari al potere.

Two Scottish soldiers in Italy, 1944
Se le nonne funzionano tutte allo stesso modo… studiava il modello per rifarlo a casa.
I miei malanni si sono acquietati,
e ho trovato un lavoro. Sono meno
ansioso e più bello, e ho fortuna.
È primavera ormai e passo il tempo
libero a girare per strada. Guardo
chi non conobbe il dolore e ricordo
i giorni perduti. Perdo il mio tempo
con gli amici e soffro ancora un poco
per la mia solitudine.
Ora ho tempo per leggere per scrivere
e forse faccio un viaggio, e forse no.
Sono felice e triste. Sono distratto
e vagando m’accorgo di che è perduto.Beppe Salvia
questa me la prendo e me la metto sotto al cuscino










