(costituente analisi ricorsiva in quanto minchiata)
Ultimamente ho pensato un sacchissimo alle fesserie. Almeno a quelle altrui, le mie chiaramente mi angosciano meno. Tipo ti versi un sambuchino, ci metti il ghiaccino e mentre aspetti che diventi opachino ti chiedi “ma ci pensi, alle minchiate?”
Prendiamo tre esempi a caso partendo dal piccolo: il 13 giugno c’è stata a Bologna una veglia di preghiera antiabortista diversamente simpatica che si sarebbe dovuta tenere prima davanti all’ospedale maggiore, poi boh, poi il prefetto stava per tirar fuori una perla tipo vietare le manifestazioni davanti a “luoghi sensibili” accomunando in un grande abbraccio ospedali e campi rom (true story), poi c’è stato un passo indietro¹ optando per spostamentini on demand a seconda dei casi, e la pregevole iniziativa è stata rimbalzata in piazza San Domenico.
(¹ ogni riferimento ai sit-in davanti al sant’orsola che sarebbero stati contestualmente banditi è puramente casuale)
Localmente l’argomento ha tenuto banco mediatico per un bel po’ finché alla data fatidica si son contati una ventina di disperati in piazza contro circa 300 di contropresidio. Per i quattro gatt gli organizzatori l’iniziativa è stata un successo, soprattutto comunicativo (manco a dirlo). Tutto ciò mi ha fatto un po’ riflettere sulle dinamiche di reazione alle minchiate.
Saliamo di una (mezza) tacca: salvini ha raggiunto la continuità stilistica tipica delle migliori marche di carta igienica tipo libero e il giornale; ora, come direbbe bersani, non è che stiamo a fare aromaterapia nelle discariche, però dietro ha qualche persona in più di una sporca dozzina, il rischio concreto è di ritrovarsi la discarica di fianco a casa.
Salendo ancora (in puri termini di impatto sociale) arrivi al premje le cui fesserie escono poi come riforminchiate ed è per certi versi un campionato a parte.
Ma le regole del gioco sono simili. Uno spara una roba fuori dalla grazia di ganesh con la naturalezza di un gandharva e si mette in moto automaticamente un meccanismo di diffusione capillare che genera un indotto di impasse ideologiche del tipo che senti una superfesseria e non dici che è una superfesseria? sarai mica d’accordo
Poi finisci il sambuchino e ti accorgi che se te ne spari un altro finisci a parlare delle mezze stagioni, quindi la chiuderemo ricordando il principio di asimmetria delle minchiate di Alberto Brandolini:
The amount of energy necessary to refute bullshit is an order of magnitude bigger than to produce it. (*)