Primo messaggio quantistico al mondo via satellite

sabrinaonmymind:

Quindi il divertimento sarà nell’intercettare le comunicazioni per renderle non fruibili al ricevente. Lo spacca maroni quantistico.

Io sinceramente questa cosa che la crittografia quantistica e’ immune agli attacchi di tipo man-in-the-middle non l’ho mai capita.

E’ vero che la semplice intercettazione di una particella sul canale di comunicazione la altera a livello quantistico, rendendo nota la presenza dell’attaccante Charlie ai due comunicanti Alice e Bob, ma cosa impedisce a Charlie di interporsi nel canale spezzandolo in due?

Ovvero: mettiamo ipotesi che Charlie riceva le particelle di Alice, le decifri (alterandole alla lettura), ne cifri le informazioni contenute in nuove particelle, CON UNA CHIAVE DIVERSA, e le re-invii a Bob; supponiamo che Charlie si trovi in mezzo al canale fin dall’inizio, quindi anche al momento dello scambio della chiave. Come potrebbe Bob accorgersi che la chiave che ha accettato per cifrare il canale e’ in realta’ stata inviata da Charlie, e non da Alice? E che quindi tutto il canale, seppur sicuro una volta aperto, e’ verso l’attaccante, e non verso il destinatario?

In pratica ci si riconduce al problema classico dello scambio di chiavi pubblico, tipo l’handshake di Diffie-Hellmann, ma allora qual e’ il vantaggio della crittografia quantistica rispetto a quella classica ?

Non so, magari sono io che non ho capito bene eh…

Primo messaggio quantistico al mondo via satellite

Dalla Terra ad Alpha Centauri in 20 anni con la propulsione laser

Il professore di fisica Philip Lubin ha ricevuto una borsa di studio
dalla NASA per studiare la possibilità di realizzare una navicella molto
sottile con propulsione laser capace di raggiungere Alpha Centauri in 20 anni. Può sembrare fantascienza, ma secondo Lubin c’è la possibilità che in futuro questo sogno si possa realizzare.

Lubin e il suo gruppo di lavoro presso l’UCSB Experimental Cosmology
Group saranno impegnati nello studio dell’impiego del laser come mezzo
per alimentare un veicolo spaziale. Il progetto si chiama Directed
Energy Propulsion for Interstellar exploratioN (DEEP-IN), e per
svilupparlo il gruppo ha ricevuto una delle 15 sovvenzioni assegnate dal
programma NASA Innovative Advanced Concepts, che ha l’obiettivo di
trasformare quello che sembra fantascienza in realtà scientifica
attraverso lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia.

“Una delle grandi sfide dell’umanità è quella di esplorare altri
Sistemi Solari con l’invio di sonde […] quello che proponiamo è un
sistema che ci permetterà di compiere il primo passo verso l’esplorazione interstellare
con una nuova propulsione e sonde in miniatura. Grazie al recente
lavoro sulla fotonica su scala wafer, possiamo ora combinare le
tecnologie e consentire un approccio realistico all’invio di sonde molto
al di fuori del nostro Sistema Solare”.

Dalla Terra ad Alpha Centauri in 20 anni con la propulsione laser

Domanda molto particolare: Secondo lei esistono gli alieni ? Se si, come si immagina la loro società ? Se fossero più avanzati di noi, e ci osservassero da tempo, come mai non si presentano ?

kon-igi:

cartofolo:

E’ ormai abbastanza diffusa la convinzione che la vita non è una caratteristica del solo pianeta Terra, Anon. Quindi è plausibile che in altri mondi e in altre galassie si siano sviluppate altre forme di vita, presumibilmente anche molto diverse dalla nostra; magari basate sul silicio invece che sul carbonio, per esempio.
A questo punto immaginare come possano essere o che forma di evoluzione, società o civiltà abbiano formato, è solo una questione di fantasia.
Certamente esisteranno anche civiltà molto più avanzate della nostra, ma non so perché non ci abbiano contattato (oppure lo hanno fatto?).
E’ una domanda che resta in sospeso anche per me con tutti i dubbi che comporta.
E’ certo che non credo a macchinazioni occulte e nemmeno a invasioni nascoste. Piuttosto, se devo ipotizzare qualcosa, sono propenso a credere a un rispetto per la nostra libertà di poter evolvere in autonomia senza interferenze esterne. Rispetto che immagino doveroso per una civiltà tanto evoluta da aver saputo superare le distanze che presumibilmente la divideva dal nostro pianeta.

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Una risposta un tantino piu’ analitica e meno soggettiva potrebbe essere il Paradosso di Fermi, che cerca di raggruppare le possibili spiegazioni alla domanda: “Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché
non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come
trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”

L’equazione di Drake, invece, cerca di stimarne il numero, sebbene i coefficienti che la compongano non siano a loro volta facili da stimare.