Certi giorni, soprattutto di domenica, quando eravamo tutti a casa, lui per attirare l’attenzione prendeva la rincorsa.
Partiva dall’inizio del corridoio e correva fino al portone e ci sbatteva contro con il muso, ma forte.
La casa era praticamente un corridoio lungo con le stanze da una parte e dall’altra, aveva lo specchio da una parte e il portone dall’altra.
Quando lui partiva e poi alla fine sbatteva noi ci affacciavamo dalle stanza e aspettavamo, di solito lo faceva un po’ di volte, anche quattro, quanto reggeva credo.
Secondo noi si divertiva.
Secondo il padre del ragazzo della prima camera, che veniva a trovarci spesso, il problema era il fumo passivo.
Insomma, stava fatto.
Poco importa fosse un gatto.