sci-universe:

Far Side of the Sun

This image of the sun was taken on July 15, 2015 with the NASA’s Solar Terrestrial Relations Observatory Ahead (STEREO-A) spacecraft. It collects images in several wavelengths of light that are
invisible to the human eye and here’s the sun in wavelengths which are typically colorized in blue. 

So what makes it special is that STEREO-A has been on the far side of the sun since March 24 and the first images in over three months were
received on July 11. It orbits the sun as Earth does, but in a slightly smaller and
faster orbit. The orbit ensured that over the course of years, Earth
and the spacecraft got out of sync, with STEREO-A ending up on the other
side of the sun from Earth, where it could show us views of our star
that we couldn’t see from home.

STEREO mission was launched in October 2006 and it has provided a unique and revolutionary view of the sun-Earth system. credit: NASA/STEREO

nipresa:

Comunque dovrebbe funzionare così: tu ti presenti in questo ufficio e dici “Salve, sono qui per la caccia al leone”. Scuci 50.000 dollari e loro ti danno una zagaglia. “Prego, si diverta, buana”.

E’ da quando, alle medie, mi sono fatto la maratona dei libri di Wilbur Smith, che non sento usare la parola “zagaglia” 😀

Lexus mostra nuovamente il suo Hoverboard: verrá presentato il 5 agosto!

Per funzionare necessita di superfici metalliche,
nessuna tecnologia rivoluzionaria in stile cinematografico è stata
ancora scoperta ma siamo certamente curiosi di conoscere maggiori
dettagli in merito. Non dovremo attendere molto, Lexus ha infatti
annunciato il lancio del suo Hoverboard per il 5 agosto prossimo, giorno in cui tutti i riflettori verranno puntati verso questo inedito mezzo che tanto incuriosisce pubblico e media. 

Lexus mostra nuovamente il suo Hoverboard: verrá presentato il 5 agosto!

Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di sinistra. Povertà non è “comunismo”, come credono i miei rozzi obiettori di destra. Povertà è una ideologia, politica ed economica. Povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua. (…) Povertà è assaporare (non semplicemente ingurgitare in modo nevroticamente obbediente) un cibo: il pane, l’olio, il pomodoro, la pasta, il vino, che sono i prodotti del nostro paese; imparando a conoscere questi prodotti si impara anche a distinguere gli imbrogli e a protestare, a rifiutare. Povertà significa, insomma, educazione elementare delle cose che ci sono utili e anche dilettevoli alla vita

Sanità, Gino Strada: “Gratuita e per tutti”. “Costa troppo? Tagliamo i profitti”

vito:


Il fondatore di Emergency in un post su Facebook interviene nel dibattito sul taglio ai costi del sistema sanitario: “Dieci milioni di italiani non possono permettersi un’assistenza adeguata, servono ospedali e non aziende”
“Dieci milioni di italiani non possono curarsi come dovrebbero perché non possono permetterselo”.
Parte da questo dato l’analisi che Gino Strada ha affidato ad un post pubblicato sul suo profilo Facebook nei giorni in cui impazza il dibattito sull’opportunità dei maxi tagli alla sanità annunciati per dare respiro ai conti dello Stato: “Quanto deve costare la ‪sanità‬?” si chiede il fondatore di Emergency: “A mio avviso, l’unica risposta intelligente (e carica di giustizia) è: quanto serve, quanto serve per curare al meglio le persone che ne hanno bisogno. Tutte. Idealmente, non un euro in più, né un euro in meno”.

Poi continua: “La spesa sanitaria italiana è di poco superiore ai 100 miliardi di euro annui. Troppi? Pochi? Chissà. La spesa sanitaria è però il costo per lo Stato, o meglio per la collettività, del ‘sistema sanitario’, non è quanto viene speso per curare le persone. C’è molto di più in quei 100 miliardi l’anno. Certamente ci sono un uso poco razionale delle risorse e la dannosa ‘medicina difensiva’ a dilapidare danaro pubblico“.

A pesare sulla spesa sanitaria, sottolinea Strada, è proprio il profitto: “C’è però una cosa nella sanità che costa più di tutto il resto e che viene ostinatamente censurata: il profitto. In tutte le sue forme, nelle strutture pubbliche come in quelle private ‘convenzionate’, che ormai da noi funzionano esattamente nello stesso modo. Aziende, non più ospedali. Il profitto stimato nel settore della sanità si aggira attorno ai 25 miliardi di euro annui. E se si iniziasse a tagliare da lì? Con i soldi risparmiati – conclude Strada – dando vita ad ospedali non-profit, cioè a strutture che abbiano come obiettivo le migliori cure possibili per tutti e non il pareggio di bilancio, si potrebbe ricostruire una vera sanità pubblica, cioè un servizio totalmente gratuito, di alta qualità… e molto meno costoso”.

ilfattoquotidiano.it 29 luglio 2015