
Il
progetto di questo LVAD è il diretto frutto della ricerca spaziale: è
la miniaturizzazione di una delle pompe del carburante dello Shuttle,
ideata dal Prof. Michael DeBakey, rinomato cardiochirurgo di Houston, e
dall’Ing. David Saucier del NASA’s Johnson Space Center.
La versione più moderna del dispositivo (che si chiama HeartAssist 5)
pesa meno di 110 grammi ed è lunga un decimo delle altre pompe cardiache
artificiali: per funzionare richiede meno di 10 watt e pompa 5 litri di
sangue al minuto ad una pressione di 100 mm di mercurio. Al 2010 erano
stati eseguiti 451 impianti di cui 19 pediatrici.
Quando io,
medico, sento dire che la ricerca spaziale non ci cambia la vita,
rispondo a queste persone che farebbero meglio a star sempre in buona
salute, perché se dovessero avere bisogno di un’ecografia o di una
risonanza magnetica, di un defibrillatore o un pacemaker, di una pompa
automatica per l’insulina o anche di un semplice termometro da orecchio a
infrarossi… beh, per coerenza dovrebbero astenersi.
Buon sabato a tutti voi!
Un abbraccio,
Massimiliano
Photo Credits: Karen Warren
Se volete approfondire: http://science.howstuffworks.com/innovation/nasa-inventions/nasa-breakthroughs-in-medicine.htm
http://www.houstonchronicle.com/news/health/article/Machinist-is-unsung-hero-of-heart-treatment-5114872.php
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3014118/
(via)


















