guerrepudiche:

heresiae:

gianlucavisconti:

© NASA Kepler Mission (via Matteo Castellani Tarabini – FB)

Paolo Attivissimo ha scritto che con una massa del genere la gravità sarebbe del 60% maggiore di quella presente sulla Terra, quindi chi vuole cominciare a trasferirsi mi sa che deve cominciare a fare palestra.

Pensa a tutte quelle anoressiche che credono di essere grasse…

Oh beh… Poco male.
Passerebbero la vita spalmate a terra senza la forza di alzarsi.

Comunque… Probabilmente ci vorrebbero quelle 4-5 generazioni (Vabbè, magari qualcuna in più), ma sono certo che poi il corpo si evolverebbe di conseguenza per adattarsi alla nuova condizione del pianeta ospite..

Una eventuale nave generazionale con gravita’ artificiale da rotazione, potrebbe incrementarla progressivamente nel corso del viaggio, in modo che le ultime generazioni arrivino a destinazione gia’ adattate alla gravita’ del nuovo pianeta.

The first exoplanet orbiting another star like our sun was discovered in 1995. Exoplanets, especially small Earth-size worlds, belonged within the realm of science fiction just 21 years ago. Today, and thousands of discoveries later, astronomers are on the cusp of finding something people have dreamed about for thousands of years – another Earth.

NASA
(via 3nding)

[Cristo, il canale è già esploso. Per sicurezza riempo il trolley]

(via quattroperquattro)

Mi si è fermato il cervello ti giuro.

(via 3nding)

Un fremito ha appena fatto crollare la sezione ‘fantascienza’ della mia libreria.

(via kon-igi)

Vi offrireste volontari per le prime navi generazionali verso la nuova terra ?

Hoka nr. 1451

antiletterario:

Certi giorni, soprattutto di domenica, quando eravamo tutti a casa, lui per attirare l’attenzione prendeva la rincorsa.
Partiva dall’inizio del corridoio e correva fino al portone e ci sbatteva contro con il muso, ma forte.
La casa era praticamente un corridoio lungo con le stanze da una parte e dall’altra, aveva lo specchio da una parte e il portone dall’altra.
Quando lui partiva e poi alla fine sbatteva noi ci affacciavamo dalle stanza e aspettavamo, di solito lo faceva un po’ di volte, anche quattro, quanto reggeva credo.
Secondo noi si divertiva.
Secondo il padre del ragazzo della prima camera, che veniva a trovarci spesso, il problema era il fumo passivo.
Insomma, stava fatto.
Poco importa fosse un gatto.