E-residency, in Estonia la cittadinanza digitale si ottiene con un clic

Bastano 50 euro, una smart card con chip e
un software da installare sul pc per creare una compagnia online,
firmare documenti a distanza, concludere transazioni digitali in
sicurezza e interagire via internet con la pubblica amministrazione. Un
sistema che non solo abbatte i costi e il lungo iter burocratico – che
noi italiani conosciamo fin troppo bene – ma che attrae investitori e
denaro nella piccola e-Estonia.
[…]
Da chi e da dove arrivano le richieste?
“I più interessati sono sicuramente gli imprenditori che amano il
business online. Tra i servizi più gettonati ci sono proprio quelli
legati alla gestione di aziende internazionali indipendenti nel web. Gli
e-resident possono costituire una società online in un giorno,
amministrarla da qualsiasi parte del mondo senza la necessità di un
rappresentante locale, possono fare trasferimenti di denaro online,
dichiarare le tasse online e firmare documenti e contratti con i partner
esterni.

Preciso pari pari come in italia.

E-residency, in Estonia la cittadinanza digitale si ottiene con un clic

autolesionistra:

E’ arrivata in redazione una telefonata di Ganesh da Aurangabad che chiede “ma abbiamo qualche numerello su come sta andando la legalizzazione della ganjamanna in Colorado?”

Ma certo che ce l’abbiamo caro Ganesh, qui c’è un bell’articolo che andremo a ricapitolare rapidamente.

Iniziamo dicendo che il Colorado è un ridente stato federato degli U.S.A. che arriva circa terzo nei motori di ricerca italiani dopo l’omonima brutta trasmissione televisiva e soprattutto ha meno di 1/10 della popolazione italiana, tanto per contestualizzare le cifre che seguiranno.

Nell’agosto 2014 le vendite di ganjamanna per uso ricreativo (escludendo quindi usi medico-terapeutici) han toccato 34 milioni di dollaranze dei quali circa 3 e mezzo finiscono in investimenti legati alla scuola, per una stima annuale di ganjatasse sui 30 milioni di rastadollari. Ve l’ho già detto che stiamo parlando di uno stato con 5 milioni di abitanti? Forse sì.

Pur con lo scetticismo che ci contraddistingue, forti del fatto che correlazione non implica causalità e tutte quelle robe lì, vale la pena far notare che dalla legalizzazione la percentuale di crimini in colorado è calata di un 15% e gli omicidi del 42%. Uno potrebbe dire che l’intenzione a delinquere e il consumo di cannoni monumentali non sono correlati. Uno che non si è mai fatto una canna.

Spostandoci sempre di più dalle cifre alle ipotesi plausibili, un altro lato positivo non indifferente è che quel giro da 400 milioni di sberle (in uno stato da 5 milioni di abitanti, non so se ne abbiamo già parlato) sia in termini economici che occupazionali non s’è creato dal nulla ma è stato spostato da ambienti e da giri poco carini. Ma per colpire lo spaccio organizzato suppongo che chiudere le discoteche sia un metodo altrettanto valido.

Si potrebbe anche dire che questa latente ostilità nei confronti del profitto sia conseguenza della nostra cultura cattolica e dunque socialista, che considera sempre un po’ spregevole chi si dedica all’arricchimento personale, e che molto weberianamente il nord Europa sia meno affetto da sensi di colpa quando si tratta di guadagnar soldi. […] Ritornando invece al senso di colpa, pare che da noi l’imprenditore, per espiare le sue, sia come costretto per riscattarsi alla redistribuzione dei redditi attraverso l’istituto aziendale, ma per l’appunto, l’unico obbligo che ha un’azienda privata è quello di produrre degli utili, tutti gli altri oneri sociali che i sindacati vorrebbero appiopparle sono secondari ed eventuali. Questo andrebbe ricordato tutte le volte che si apre una vertenza.