autolesionistra:
E’ arrivata in redazione una telefonata di Ganesh da Aurangabad che chiede “ma abbiamo qualche numerello su come sta andando la legalizzazione della ganjamanna in Colorado?”
Ma certo che ce l’abbiamo caro Ganesh, qui c’è un bell’articolo che andremo a ricapitolare rapidamente.
Iniziamo dicendo che il Colorado è un ridente stato federato degli U.S.A. che arriva circa terzo nei motori di ricerca italiani dopo l’omonima brutta trasmissione televisiva e soprattutto ha meno di 1/10 della popolazione italiana, tanto per contestualizzare le cifre che seguiranno.
Nell’agosto 2014 le vendite di ganjamanna per uso ricreativo (escludendo quindi usi medico-terapeutici) han toccato 34 milioni di dollaranze dei quali circa 3 e mezzo finiscono in investimenti legati alla scuola, per una stima annuale di ganjatasse sui 30 milioni di rastadollari. Ve l’ho già detto che stiamo parlando di uno stato con 5 milioni di abitanti? Forse sì.
Pur con lo scetticismo che ci contraddistingue, forti del fatto che correlazione non implica causalità e tutte quelle robe lì, vale la pena far notare che dalla legalizzazione la percentuale di crimini in colorado è calata di un 15% e gli omicidi del 42%. Uno potrebbe dire che l’intenzione a delinquere e il consumo di cannoni monumentali non sono correlati. Uno che non si è mai fatto una canna.
Spostandoci sempre di più dalle cifre alle ipotesi plausibili, un altro lato positivo non indifferente è che quel giro da 400 milioni di sberle (in uno stato da 5 milioni di abitanti, non so se ne abbiamo già parlato) sia in termini economici che occupazionali non s’è creato dal nulla ma è stato spostato da ambienti e da giri poco carini. Ma per colpire lo spaccio organizzato suppongo che chiudere le discoteche sia un metodo altrettanto valido.