sovietcigarettesandstuff:

heresiae:

gigiopix:

Sono parecchino scettico pure io. L’ultima volta che sono dovuto passare per un ufficio postale (per rinnovare una postepay scaduta) ci ho perso 4 ore, condite da moccoli creativi & cortesi inviti alla morte lenta.

Un’app non puo’ nulla contro gli impiegati incompetenti e i software obsoleti e fatti a cazzo che usano.

io più che incompetenti li ho sempre trovati molto stanchi, frustrati o stressati. ricordo di una volta in cui dovevo ricaricare la postepay e la tizia si è messa a bestemmiare contro il computer che si era piantato a metà dell’operazione e ha dovuto riavviarlo. che poi a occhio e croce sono software piuttosto leggeri, quindi devono avere proprio della merda assurda con cui lavorare. e non parliamo della simpaticissima clientela che decide di sfogare l’attesa sull’impiegato. una volta invece dovevano appena aver cambiato burocrazia perché ci hanno messo mezz’ora a cercare chi sapeva del cambiamento e quale modulo farmi usare.

questa app funzionerebbe benissimo… in un altro paese.
poi voglio vedervi io spiegare ai vecchi che vi vedono entrare cinque minuti prima e saltare la coda. 

A Trieste scoppia la terza guerra mondiale, gioventù del (19)20 vs. fuorisede tech savvy. 

Guarda, lungi da me fare di tutta l’erba un fascio eh. Ci saranno sicuramente anche impiegati competenti. Pero’ questa e’ stata la mia ultima esperienza con le poste.

Rinnovo della postepay scaduta: la spediscono a casa, ma poi va attivata. Dal sito dice che basta telefonare al numero verde.

Peccato che io non posso telefonare (porto apparecchi acustici). Faccio provare alla mia ragazza, ma appena sentono una voce femminile la bloccano dicendo che solo il titolare e’ autorizzato.

Allora faccio provare a mio padre. Due giorni per riuscire a riprendere la linea con l’operatore, per sentirsi dire che a loro risulta un indirizzo diverso da quello dichiarato, per cui non possono accertare correttamente l’identita’ del chiamante. Notare che la postepay E’ ARRIVATA A CASA, per cui l’indirizzo giusto da qualche parte devono avercelo. Ma la tizia al telefono non sente ragioni: non posso dimostrare di essere io, i dati non tornano.

Allora vado all’ufficio postale; un’ora di fila, e l’impiegata allo sportello mi dice che loro non possono attivarla, ma che devo chiamare il numero verde (grazie al cazzo). Le spiego la situazione, ma lei niente, dice di chiamare il numero verde.

Chiedo di parlare con la direttrice, che nota che comincio leggermente a sfavarmi, e mi prende da parte (dietro partono le urla dei vecchietti “eh ma ci siamo anche noi eh! per lui aprite un altro sportello?”). Le spiego la situazione, e comincia a controllare i dati sul software.

Trova OTTO indirizzi a nome mio, tutti leggermente diversi: “via bruno”, “via DEL bruno”, “via g.bruno”, “via di bruno”, eccetera. A quanto pare ogni volta che andavo alla posta per qualcosa, l’impiegato non selezionava l’indirizzo precedentemente memorizzato, ma LO INSERIVA DI NUOVO. Ogni volta diverso.

Prova a fare pulizia di tutti gli indirizzi e rimetterne uno solo, ma il software non glielo consente. Chiama tutti gli altri impiegati (dietro i vecchietti stanno gia’ accendendo le fiaccole e facendo la punta ai forconi), ma anche loro niente.

Allora riesuma un secondo software PER DOS, e stavolta riesce a cancellare gli indirizzi. Ma non a rimetterne uno nuovo. Torna al primo software che si incazza perche’ gli indirizzi sono stati cancellati. Richiama gli impiegati e tutti insieme riescono a inserire l’indirizzo.

Deo gratias, finalmente ci siamo.

E invece no: HA SBAGLIATO A SCRIVERE. L’indirizzo non corrisponde a quello sulla carta d’identita’, e il software si incazza. Ricominciamo daccapo con cancellazione e reinserimento.

Dopo circa due ore abbiamo finalmente tutti i dati coerenti e ordinati. Adesso e’ il momento di attivare la postepay. Come si fa? Devo telefonare. Le chiedo se ci sono altre alternative, magari via web (siamo nel 2015, cazzo), ma no, va fatto per telefono. Allora le chiedo se puo’ attivarla lei.

Gentilissima e paziente (questo le va riconosciuto), dice che ci prova. Sparisce dietro per un’altra mezz’ora, affacciandosi ogni tanto per dirmi che non riesce a prendere la linea.

45 minuti dopo la sparizione, mi chiama dentro, facendomi passare dalla porta laterale, e mi fa andare nel suo ufficio. Mette il vivavoce, e la tizia al telefono parte col pippone sul trattamento dei dati personali, e della privacy.
Io ovviamente non capisco un cazzo (quale parte di “porto apparecchi acustici e non riesco a capire voci artificiali come quelle al telefono” ti sfugge?).

Commetto l’errore di dire “benissimo, non ho capito un cazzo” al telefono. La tizia riparte col pippone.

Nel frattempo la direttrice mi scrive sul foglietto cosa dire al telefono, che devo dire “consento”, poi nome, indirizzo, eccetera. E devo dirlo io, altrimenti l’identificazione telefonica non puo’ andare a buon fine.
Quando mi chiede il nome, commetto l’errore di dire PRIMA IL COGNOME E POI IL NOME.
Errore, grave errore. Bisogna ricominciare daccapo, i dati non tornano. Pippone again, e ricominciamo.

Poi arriviamo alla parte dei documenti: mi chiede LA PATENTE. Sul software la direttrice ha registrato la carta d’identita’. I dati non coincidono. Io sto per sclerare, ma la direttrice, nella paura di dover ricominciare daccapo anche lei, sclera prima di me, e le dice che e’ assurdo. Comunque tiro fuori la patente e ne leggo i dati. La tizia mi fa notare che la scadenza della patente che hanno registrato loro era a settembre 2014. I dati non coincidono.
Ma dio lupo inculato a péora, potrebbe mica essere che l’ho rinnovata, visto che siamo nel 2015 ?

Alla fine la tizia si placa. Missione compiuta.

Uscendo (sono arrivato la mattina presto, ed e’ ora di pranzo), la direttrice mi dice: “La prossima volta non la rinnovare: si fa prima a farne una nuova da zero. Quella la puoi fare qua in ufficio postale. Si paga qualcosina, ma eviti tutto lo sbattimento.

Tranquilla. Non credo proprio che ci sara’ proprio una prossima volta.

Ora, con tutto il rispetto per la pazienza e la gentilezza di quella particolare direttrice. Vi sembra una situazione sostenibile ? Vi sembra personale preparato e competente ? I software fatti coi piedi sicuramente non aiutano, ma deh…

sovietcigarettesandstuff replied to your link: Poste Italiane azzera le code agli sportelli con…

voglio vedere quanti eoni ci mettono a implementare sto servizio a Trieste (Android nulla può contro i vecidemerda con eccessivo tempo libero)

Sono parecchino scettico pure io. L’ultima volta che sono dovuto passare per un ufficio postale (per rinnovare una postepay scaduta) ci ho perso 4 ore, condite da moccoli creativi & cortesi inviti alla morte lenta.

Un’app non puo’ nulla contro gli impiegati incompetenti e i software obsoleti e fatti a cazzo che usano.

Doc, lavoro e faccio una vita pesante e sono sempre stanca, mi potrei addormentare anche in piedi, mentre la notte pur morendo di sonno non riesco ad addormentarmi. O i nervi impazziscono o mi sembra di cadere appena chiudo gli occhi. Cos’è?

kon-igi:

Essere adulti.

Nessuno ti restituirà più le lenzuola fresche di bucato che da bambina vedevano i tuoi occhi chiudersi non appena poggiata la testa sul cuscino.

E adesso datemi il Nobel per la medicina e letteratura insieme.

coff coff tsuki-nh coff

Poste Italiane azzera le code agli sportelli con un’app

Dalla prossima settimana, progressivamente in tutta Italia, sarà possibile usare l’app “Ufficio Postale” per prenotare (a distanza) il proprio turno allo sportello.

Il servizio funziona già a Roma, Milano, Palermo, Napoli, Torino, Padova e Venezia, ma forse non se n’è accorto quasi nessuno. Adesso Poste Italiane lo vuole estendere a tutto il paese.

In pratica si istalla l’applicazione sul proprio terminale (iOS o
Android), si attiva la geolocalizzazione, si sceglie l’ufficio postale
più vicino e si prenota. Il sistema invia un ticket virtuale
che indica anche quante persone abbiamo davanti, così si può stimare la
tempistica. Per altro quando mancano 10 persone al proprio turno si
riceve anche un alert.

Dopodiché basta presentarsi allo sportello quando è il proprio turno,
magari dopo aver fatto altre commissioni o parcheggiato con calma.
Invece di mostrare un ticket cartaceo basta lo schermo dello smartphone.

Poste Italiane azzera le code agli sportelli con un’app

guns-gas-trenches:

UB-110 was a Type III U-boat. It was sank on July 19th 1918, was probably the last u-boat sank during world war one. Twenty three of her thirty one crew died during her destruction. On October 4th 1918 she was raised from her watery grave and sold for scrap metal. 

These pictures were taken just prior to her being broken up for scrap. They show the cramped conditions on board that the crew had endured. 

txchnologist:

Device Captures Energy From Chaotic Motion

Though we go scrambling for an electrical socket or a new battery when our smartphones or other electronics need a boost, the energy to do the job is all around us. A ship bobbing up and down in the water or a jogger running in the park unleashes enough energy in their movements to potentially provide usable power. If only we could figure out how to harness the energy unlocked by chaotic movement and store it for use when it’s needed.

The machine above is called the WITT (Whatever Input to Torsion Transfer) device. It consists of two pendulums, which pivot around shafts that transfer chaotic movement in any direction to an attached flywheel. The torque from the spinning shafts is funneled into spinning the flywheel in a single direction, which stores energy in its rotation. That stored energy can then be tapped to generate smooth power output. Two patents have been issued for the chaotic motion energy harvester. Learn more below.

Keep reading

masuoka ma il sistema di cui parlavi nell’altro post sulla centrale mareomotrice, sfrutta questo principio qua (magari in scala piu’ grossa) ?