Il catalogo della mostra di Tamara de Lempicka a Verona

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catalogo della mostra Tamara de Lempicka a Verona, a cura di Gioia Mori, Edizione 24 Ore Cultura.

Catalogo della mostra Tamara de Lempicka a Verona, a cura di Gioia Mori, Edizione 24 Ore Cultura.

Il catalogo della mostra di Tamara  de Lempicka a Verona è una miniera di informazioni ed è avvincente come un romanzo.
In generale le notizie avvalorano l’idea della donna disinibita e trasgressiva, ma la biografia di Tamara de Lempicka mette in luce anche aspetti meno noti della sua personalità e del suo lavoro.

catalogo mostra tamara de lempicka

La messa (La polacca) 1933

“La sua vita familiare è burrascosa: Tadeusz non tollera le sue relazioni, maschili e femminili, l’uso di cocaina, le notti passate tra locali e bordelli, le lunghe sedute di lavoro ascoltando a tutto volume Wagner.“1)
Nella vita di Tamara de Lempicka non c’è nulla di ordinario: fugge dalla Russia in rivolta, compie molti viaggi, cambia spesso residenza, alterna successi professionali a stroncature radicali ed esplora ogni possibile variante dei rapporti umani. Per una spettatrice che corre e bruca soia come me, è il modo più sicuro per sentirsi irrimediabilmente provinciale.
In ogni caso, esiste un lato meno terreno e conosciuto della sua personalità, testimoniato da opere a carattere religioso realizzate tra gli inizi degli anni Venti e la fine degli anni Trenta. 

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Vergine blu 1934

Si tratta di opere che inizialmente Lempicka non esponeva, quasi a certificarne la natura privata .
In molti dei suoi dipinti religiosi Tamara conserva il suo stile più personale, quello colto e ricercato e costruisce rappresentazioni mentali di una bellezza perfetta, che generalmente coincidono con quelle di analoghe madonne rinascimentali.

 La sua variante personale è, anche in questo caso, fatta  di rossetti brillanti, ombretti bruniti e cuffiette traforate per neonati nobili.

tamara de lempicka quadro

Vergine col bambino (madre con bambino) 1931

Che l’incarnato delle sue modelle fosse diafano o dorato e i tessuti impalpabili o pesanti, appare chiaro come la principale capacità di Tamara sia  stata quella di saper  cristallizzare l’universo.  

L’unico aspetto su cui rimane un dubbio è il realismo accentuato di Madre superiora, che riprende l’iconografia quattrocentesca della Mater dolorosa e inquadra, con un dettagliato primo piano, un viso segnato dal tempo, senza contorno e senza contesto, quasi fosse un ritaglio di giornale. Tamara non aveva voluto separarsi dal quel dipinto nemmeno di fronte a un’offerta di 25.000 dollari.
Non ci si spiega cosa potesse avere spinto Tamara, (se non motivi strettamente personali) a prediligere tra i suoi dipinti la citazione letterale di una addolorata quattrocentesca così generica e lontana dalle sue corde.

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Madre Superiora 1935-39

<La suora ritratta è la Madre superiora di un convento vicino a Parma, dove l’artista andò durante un soggiorno a Salsomaggiore, negli anni in cui soffriva di un’estenuante depressione. Pensava di rinchiudersi tra le mura di quel convento: ad accoglierla fu la Madre superiora che portava sul volto “i segni di tutta la sofferenza del mondo.”>
Nel corso della sua esistenza Tamara agisce frequentemente al servizio di attività assistenziali e di beneficenza (stando a quanto leggo, senza finalità autocelebrative) e lascia parte della sua eredità ad un orfanotrofio; dipinge santi e Madonne, ma al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1940 presenta la figlia come sorella minore.

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Kizette al balcone 1927

“Quando la Lempicka arriva a Hollywood nel 1940 si presenta come pittrice di fama presso reali e intellettuali, regina dell’eleganza parigina nobile in fuga dalla brutalità nazista, una vita scandita dagli impegni modani e dalle mostre. Dichiarerà alla stampa di non avere figli considerandosi madre solo dei suoi dipinti: occulta -come sempre- la sua reale età, e una figlia di oltre vent’anni non era plausibile […] In ogni caso, Kizette era all’epoca una presenza ingombrante, per Tamara. Ed era sempre stato così, perché la Lempicka considerava la maternità un ostacolo alla sua indipendenza.”

tamara de lempicka verona

Kizette in rosa 1926

Nei
ritratti della figlia, l’approccio è il medesimo delle scene più
sensuali e di quelle religiose;  sono modelli perfettamente
integrati nel loro ambiente: la bambina-bambola è un concentrato di
bellezza e di educazione. Le  due amiche di Prospettiva si
inseriscono in un contesto coordinato ed equilibrato e,
allo
stesso modo delle immagini religiose, recuperano
forme classiche..

Anche senza soffermarci troppo sui suoi rapporti conflittuali noi ammiriamo Tamara per il suo aplomb nella descrizione delle passioni: se le cose non sono perfette nella realtà che lo siano almeno nella loro rappresentazione.
Come se le norme fondamentali di Tamara fossero il dovere della perfezione, l’attenzione alla comunicazione e la volontà di “fare tutto ma con disinvoltura”.

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La comunicanda 1928

Paola.

1) Tutte le citazioni che ho inserito nel testo sono parte del catalogo della mostra Tamara de Lempicka a Verona, a cura di Gioia Mori, Edizione 24 Ore Cultura.

Se è la stessa di Torino, è veramente fantastica!

@tsuki-nh, da aggiungere alla lista !

La conquista della Luna diventa business: due aziende in pole position per il 2017

Il primo sbarco di un’azienda privata sulla Luna potrebbe avvenire fra due anni, o forse meno.
Moon Express, la società statunitense che vuole organizzare missioni
commerciali sulla Luna e contribuire allo sfruttamento delle risorse, ha
firmato un contratto con Rocket Lab per cinque lanci, di cui i primi due si terranno nel 2017.

La conquista della Luna diventa business: due aziende in pole position per il 2017

pgfone:

Da 3 giorni gira questo elicottero sopra il mio paese, a bassa quota, talmente basso che riesco a vedere il tipo sul portellone aperto, come al solito ho pensato a qualcuno che si fosse perso nei boschi, ma poco fa mi arriva la telefonata di un mio amico preoccupatissimo che abita a una ventina di chilometri da qui e che mi dice… sono arrivati anche da te???? hai gli operai in campo??? chiudi tutto! scappa via! La mia risposta come al solito molto fine e pacata è stata…. che cazzo stai a dì? arrivati chi?? ma che sei mbriacu???

insomma, per farvela breve dice che con questo elicottero stanno scansionando tutte le vigne  gli uliveti e i boschi per contrastare il lavoro nero; scansionato bene il territorio piombano via terra direttamente nei campi e controllano tutti gli operai presenti…..

dice pure che non si possono avere nemmeno degli amici o dei parenti in campo, e si rischiano multe fino a 3900 euro a persona non regolarizzata.

La domanda che mi porgo quindi è:

come faccio a regolarizzare mio nonno novantenne?

P.S mi scuso per eventuali errori ortografici e di sintassi presenti in questo post ma sono fuori con un vento a 30 nodi e sto mangiando un panino con la porchetta mentre scrivo.

Credo che il tuo amico si riferisse alla storia del contadino che ha avuto una multa di 20mila euro per aver vendemmiato con 4 amici.

Pero’ nei giorni scorsi il ministero ha riconosciuto la cazzata, e ha annullato la multa.

heresiae:

gigiopix:

Ma sta mangiando un’amanita muscaria? Non è velenosa per gli animali come lo è per l’uomo?

Cito da wikipedia perché son pigra:

“Il consumo di questo fungo causa l’insorgenza della cosiddetta sindrome panterinica, che prende il nome da un altro fungo appartenente alla stessa famiglia, Amanita pantherina. L’insorgenza di tale sindrome è dovuta alla presenza combinata di sostanze neuroattive nel fungo, come: l’acido ibotenico, ilmuscimolo e il muscazone. La sindrome è caratterizzata da manifestazioni come: disturbi gastrointestinali (non sempre manifesti), formicolio, delirio, allucinazioni visive e olfattive, depersonalizzazione, sensazione di sognare (stato onirico), depressione, talvolta agitazione psicomotoria e mania suicida[2][3].”

Dopo di che puoi andarti a leggere gli usi, in pratica già nei tempi antichi lo usavano per sballarsi e vedere gli dei. Il che ci fa capire che pure alle volpacchiotte piace sballarsi ogni tanto.

(Che io poi l’ho scoperto leggendo Gea di Enoch…)

Mea culpa, ho dimenticato Gea. Toccherà fare un ripassino 😀 Ma per caso era l’episodio in cui conosceva Tara, la tipa con tante braccia tipo Kali’ ?

Pisa porta le cellule umane in orbita per studiare l’invecchiamento

Il progetto di “bio-medicina spaziale”  “Endothelial cells” è  condotto dalla ricercatrice Debora Angeloni
del Sant’Anna di Pisa, preparato nell’arco di anni e culminato con il
lancio di queste cellule nello spazio, per caratterizzare l’effetto
della microgravità sulla cellula endoteliale capillare. Il progetto è
stato selezionato dalla European Space Agency (Esa) e ha ricevuto il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Pisa porta le cellule umane in orbita per studiare l’invecchiamento