kon-igi:

gigiopix
ha risposto alla tua foto “E cosa faresti, windows, stai cercando i driver o la sigaretta…”

Adesso aspettiamo il primo virus per sigarette elettroniche, che sovrascriva il firmware facendogli aprire, ad ogni boccata, la valvola di aspirazione del liquido al massimo 😀

In realtà, visto che il liquido filtra a caduta, sarebbe come se Skynet cercasse di prendere possesso del Landini che tengo nella stalla.

😀

Hai un testacalda ? Ma funzionante ? Il mio (ex, per fortuna) vicino ne ha una collezione, e va a tutti i raduni. E li mette in moto rigorosamente la domenica mattina alle 7.

Comunque i testacalda sono i mezzi ideali in caso di scenario post-nucleare dove tutti i circuiti elettrici vengono fritti alle correnti indotte dall’EMP generato da un’esplosione atomica.

forgottenbones:

haidaspicciare:

Se passate dalla parte sud di Livorno, poco prima della scogliera alzate gli occhi verso terra, vedrete un curioso cubo bianco in mezzo alla macchia mediterranea che guarda il mare.
Si tratta delle rovine di quello che doveva essere il grandioso Mausoleo di Costanzo Ciano, gerarca fascista ghermito all’affetto dei cari nel 1939, e che doveva sobriamente sorreggere non solo un gigafaro alto 50 metri a forma di fascio littorio, ma anche un Kaiju di marmo del mite gerarca.
E invece quello che resta è questo cubo cavo, abbandonato ai rifiuti, alle sterpaglie e alle scorie dell’amore in camporella.

Da qui, completamente vittima del mio senso civico, rendo nota quindi l’iniziativa di cui mi vorrei far promotore: salviamo il Mausoleo di Ciano, TRASFORMANDOLO NEL DEPOSITO DI ZIO PAPERONE.

Ecco, allego un paio di immagini-prova; la forma c’è, le dimensioni anche. SINDACO, ASSESSORI, AMICI DISNEY: restituiamo nuova dignità e prestigio a questo relitto dimenticato da Dio e dagli uomini – con l’esclusione di qualche babbeo nostalgico – e ridiamo impulso al turismo migliore nella nostra città!

P.S. Sono serio.

Daniele Caluri

Ecco, chiariamoci.

Petizione online subito !

Cara Merkel così non va,

Mi trovavo a passare ieri tra l’Austria e la Germania, in realta’ andavo da Linz a Innsbruck e nel mio vagone c’erano tre famiglie non tedesche, non europee, siriane. Persone a modo, che parlavano bene l’inglese, ovviamente di buona istruzione. Marito e moglie con figlio adolescente. Le famiglie si conoscevano, nel viaggio da Linz a Salisburgo si scambiavano i caricatori dello smarphone e giocavano su internet. Persone normali, se di normalità si puo’ parlare, persone comuni. Il padre della famiglia accanto a me mi ha aiutato con la valigia e la montagna di borse che mi portavo e che non si sapeva dove sistemare per far passare il carrello delle vivande. Ho pensato, è bello trovare persone gentili, ha pensato a me e alla mia aria trafelata, sempre di corsa.

Si viaggia in silenzio. Da Vienna il treno era diretto a innsbruck con fermata a Salisburgo, poi Innsbruck.

Il treno si ferma, dal finestrino vedo arrivare due montagne di uomini in blu armati di pistole con scritto Polizei sulla maglietta. Prima rimangono alle porte, salgono e scendono. Poi salgono ed iniziano a camminare nel vagone, io ero la prima seduta vicino la porta, non mi guardano. Si fermano ai sedili avanti al mio. Vedono una donna con la sciarpa sui capelli, un ragazzino e un bambino. Gli chiedono il passaporto in tedesco, loro non capiscono, poi ripetono la domanda in inglese. Rispondono che non hanno i documenti. Panico nel vagone. Il poliziotto gli dice di scendere dal treno ma loro non si muovono. I poliziotti si allontanano e scendono dal vagone. Il Gelo. Dopo 2 minuti tornano con un altro poliziotto uno biondo, alto e minaccioso e una poliziotta anche lei armata, e una ragazza bruna con i capelli neri lunghi e un gilet giallo, una traduttrice, adesso sono in 5 sul treno ed altri polizziotti in divisa fuori dal treno. Il tono e’ perentorio vogliono i passport!. La donna lo consegna e dice “…we come from Siria…" l’ariano enorme sentenzia a brutto muso…. “You have to get out of the train now!”.

Non ce la faccio a stare zitta…. Non ce la posso fare. Mi vengono le lacrime agli occhi, ma sono troppo arrabbiata per tacere. A cosa stavo assistendo? Al remake della “La vita e’ bella” che fece piangere la mia amica tedesca Ute quando lo vedemmo insieme ai tempi di Oxford? Ma che roba era quella? La ghestapo del 2015?
Qui si fa la storia adesso e che razza di storia stiamo facendo!? Quindi parlo. Guardo l’ariano e gli dico in inglese…"what are you doing? It’s not right what you are doing, let them stay”e lui con voce dura, seccata ed arrogante mi risponde “This is not your business, they have to get out” Io gli chiedo “why?” e lui “.. This is not you business” gli dico che si “it’s my business, I am European, we are in Europe and you can’t throw away people travelling in Europe”. Lui continua e dice di farmi gli affari miei e io rispondo che sono affari miei. Tutti tacciono e guardano in basso. Poi l’ariano biondo li ha costretti ad alzarsi ed è riuscito a far scendere loro e altre persone siriane che erano circa 10. Li ho seguiti fini all’uscita continuando in inglese a dire alla polizia che stavano sbagliando uno di loro mi risponde “… this train pass across Germany and we Austran have the order not to let anybody pass Germany”. Ma noi stavamo andando a Innsbruck con un treno veloce senza fermate, la Germania era solo di passaggio, che scusa e’ questa?!

Ecco che un’altra voce si fa piu’ forte dentro di me… We follow… the orders…. Noi seguiamo gli ordini…. No. Non ci siamo proprio. Non avete imparato nulla?

Io ho ho l’email della donna siriana, gliel’ho chiesta mentre scendeva dal treno, voglio sapere dove li avete mandati. I bambini fatti scendere da quel treno erano terrorizzati, guardavano i genitori con gli occhioni spalancati e noi con gli sguardi interrogativi, “perche”’?
Ma e’ questa l’Europa?

La storia siamo noi, facciamo che ognuno di noi abbia un pezzetto di responsabilità, il cielo è uno, la terra è una, i confini non esistono, l’ignoranza è il nostro confine piu’ grande, insieme alla mancanza di immedesimazione, di compassione, di empatia.
Siamo tutte persone uguali su questa terra a prescindere da dove si nasce, tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di vivere una vita felice, e soprattutto nessuno dovrebbe avere il diritto di farti scendere da un treno… a meno che tu non abbia il biglietto… ovviamente.

Candida Nastrucci
25 Settembre 2015

da un post qua

Piano nazionale banda ultralarga

Tre mesi fa, avevo consultato il nuovo sito Infratel (molto ben fatto una volta tanto), e avevo visto che nel mio comune era prevista la stesura di una nuova tratta in fibra ottica, nel 2016.

Ad oggi noto con piacere che tale tratta e’ sparita. Rimane la tratta di fibra gia’ stesa, ma ad oggi non utilizzata perché in centrale non sono stati installati i DSLAM adatti.

Qua di ultralarga c’é solo la fava che ci stioccano nel baugigi.