Come secondo Andy Warhol a Firenze c’era una
sola cosa bella ed era McDonalds, per la mia compagna a Berlino c’è una sola cosa
che vale la pena vedere, e non è il muro, ma Primark.Per quelli di voi che non lo conoscono,
Primark, è come l’inferno, ma con le donne assatanate di sconti al posto dei
diavoli col forcone e, vi assicuro, sono più terrificanti le prime.A Berlino ci sono due Primark, uno ad
Alexanderplatz e uno a Steglitz. Se volete fare shopping e farvi fratturare due
rotule andate a Steglitz, se invece puntate direttamente all’invalidità, fatevi
due ore ad Alexanderplatz.Primark apre alle 10 del mattino. Alle 9,50
è pulito e ordinato come un ospedale giapponese, alle 10 e 05 sembra la
discarica di Malagrotta. E sono entrate solo due clienti.Il fatto che da Primark l’abbigliamento
costi, diciamolo, poco, fa si che le donne si sentano in diritto di trattarlo
male ancora prima di averlo comprato, anzi, proprio per il fatto di non averlo
comprato. Lo provi, non ti sta? Buttalo per terra. Lo prendi in mano, non ti
piace il tessuto? Buttalo per terra. Lo guardi, ti piace il modello ma non il
colore? Buttali tutti per terra. E picchia il commesso.A tre ore dall’apertura ci sono più vestiti
per terra che sulle relle, complice anche la diversa attitudine allo shopping
delle donne ripetto agli uomini.Un uomo entra in camerino con due paia di
jeans: uno della taglia dell’ultimo paio di jeans che ha comprato e uno un po’
più grande, nel caso in cui da quando hanno abbattuto le Torri Gemelle lui sia
leggermente ingrassato.La donna entra in camerino con: i jeans
della sua taglia, i jeans della taglia che vorrebbe, i jeans della taglia che
pensa di avere, i jeans della taglia che farebbe invidia alle colleghe, i jeans
della taglia di Lady Gaga, il reggiseno di Katy Perry, le mutande di Nicki
Minaj, si guarda allo specchio, sembra Donatella Versace appena pippato,
vorrebbe il photoshop di Madonna, si incazza, butta tutto per terra. E picchia
il commesso.Però Berlino è bella.