Ho pensato che a Lorenzo vorrei dare gli strumenti per uscire bene dall’adolescenza. Se non a pieni voti, comunque in tempo. Ci sono in giro moltissimi adolescenti fuori corso, cinque, dieci, vent’anni in ritardo. L’adolescenza è il momento in cui i ragazzi devono tarare le proprie emozioni, si passa dall’euforia che è il superlativo della gioia, alla disperazione che è il superlativo dell’infelicità in un attimo. Serve a delimitare le soglie del dolore, della felicità, a tracciare il campo di gioco. E allora ci sta l’amore urlato contro, ci sta il melodramma, ci stanno le forzature. Ci stanno per un po’, poi basta. Vorrei che Lorenzo diventasse un uomo capace di vivere i rapporti forte delle proprie emozioni, e non un eterno adolescente in balia di emozioni forti