Giorno: 19 ottobre 2015
SOS Castello di Sammezzano, l’asta fra tre giorni
Per dare un’idea di chi era Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona,
ecco alcune notizie circa la sua biografia: esperto di scienze,
filantropo, mecenate, collezionista, amante di Verdi, membro di
innumerevoli enti, fra cui l’ Accademia dei Georgofili (1855), vice
presidente della Società di Orticultura, Accademico onorario
dell’Accademia di Belle arti e promotore per il monumento a Dante
Alighieri in piazza S.Croce in occasione del sesto centenario dalla
nascita, fu anche fine uomo politico.Liberale, fiero
oppositore della Chiesa, fu consigliere nel Municipio di Reggello e di
Firenze tra il 1859 e 1865 e consigliere del Consiglio Compartimentale
(poi Consiglio Provinciale) tra il 1860 e 1864. Fu eletto per due volte
deputato del Regno tra il 1865 e il 1867. e per capirne la personalità,
riportiamo anche la sua decisione, sempre nel 1867, di dimettersi per protesta contro la legge sull’asse ecclesiastico, trovandola inesorabilmente in contraddizione con quanto egli stesso aveva promesso ai suoi elettori.La dice lunga anche la frase in latino, vergata nel 1870 nella nicchia del Corridoio delle Stalattiti, che riguarda l’Italia e la sua unità.
“Mi vergogno a dirlo, ma è vero: l’Italia è in mano a ladri, esattori,
meretrici e sensali che la controllano e la divorano. Ma non di questo
mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”.ok, è molto triste e tutto, ma se non ho capito male il castello è ed è sempre stato di proprietà privata, non è mai appartenuto allo Stato, o sbaglio?
non è l’unico bene storico in mani private in Italia (anzi) quindi i casi sono due: o lo compra la regione (seeeeee) o i beni culturali si appollaiano sulla spalla del prossimo compratore e stanno ben attenti che non facciano stronzate, come già fanno con un botto di altre cose.A quanto ho capito, (prevalentemente per sentito dire, quindi non prendetelo come oro colato, non ho fonti certe), é sempre stato privato, si, e i due proprietari hanno litigato pesantemente. Si odiano cosí tanto che pur di impedire ciascuno all’altro di trarne profitto, lo hanno lasciato volutamente in stato di abbandono. Sono entrambi cosí pieni di soldi, che se lo possono permettere.
Adesso, dopo anni di incurie, torna all’asta, ma é messo parecchio male. Alcuni piani non sono agibili, la torre é pericolante, le balaustre della scala esterna perdono pezzi, dal tetto cadono tegole e calcinacci… Dentro é messo meglio, gran parte delle docorazioni sono ancora in ottimo stato. Ma i lavori di restauro da fare sono enormi, e ai 22 milioni della base d’asta probabilmente ne andranno aggiunti almeno altrettanti per renderlo agibile.
La speranza era che intervenisse lo stato. Avrebbe dovuto intervenire parecchio prima, non avrebbe dovrebbe permette uno spreco del genere solo per faide personali. Ma a quanto pare il ministero dei beni culturali sembra fregarsene altamente. Probabilmente non avrebbe comunque tutti quei soldi. Figuriamoci la regione.
Se lo prende un privato, probabilmente il massimo che il ministero dei beni culturali potrá imporgli, sará la preservazione delle decorazioni e delle altre caratteristiche di rilevanza storica e artistica. Peró se verrá di nuovo trasformato in hotel, resterá chiuso al pubblico, tranne che per quei pochi privilegiati che potranno permettersi una stanza. Ed é veramente un peccato, perché é bellissimo, una piccola Alhambra nel mezzo della Toscana.
Per questo nell’articolo dice “comunque vada, sara’ una sconfitta”.
direi che la sconfitta è arrivata tempo fa, qui la si reitera solo. lo Stato non se ne occuperà mai (e fin lì, se ne sbatte il cazzo di monumenti molto più in vista figuriamoci di questo) ma non basterebbe farlo dichiarare patrimonio dell’umanità per avere un minimo di manovra in più e impedire che ne facciano chissà che? cioè, non è dall’altro ieri che è messo così e mi pare di capire che sia abbastanza unico nel suo genere.
Si puo’ richiedere lo status di patrimonio dell’umanitá per una proprietá privata ? Lo possono richiedere dei privati che non ne sono nemmeno proprietari? Non so quale sia l’iter burocratico da sottoporre all’UNESCO, e se sia possibile. E in ogni caso, probabilmente i tempi sarebbero lunghi, e i risultati incerti, se consideri che in tutta la toscana, ne sono stati riconosciuti solo sette. E poi, chi se ne occuperebbe ?

Tom Hardy, “Mad Max: Fury Road” (George Miller, 2015).
É precisamente il motivo per cui, per me, i teardown e i repair index di iFixit sono il fattore che influisce maggiormente sulla decisione di comprare o meno un nuovo portatile o cellulare. E il principio vale per tutto.
Per adesso, il mio portatile di 9 anni perfettamente funzionante e veloce, dopo millemila riparazioni casalinghe, e la mia Focus di 12 anni col circuito di pressione della geometria variabile della turbina rattoppato usando un pezzetto di tubicino di compressore e un accendino (in culo a tutti i meccanici che dicevano che non ci si poteva fare nulla, toh), sono due giganteschi “PUPPA” all’obsolescenza programmata.

SOS Castello di Sammezzano, l’asta fra tre giorni
Per dare un’idea di chi era Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona,
ecco alcune notizie circa la sua biografia: esperto di scienze,
filantropo, mecenate, collezionista, amante di Verdi, membro di
innumerevoli enti, fra cui l’ Accademia dei Georgofili (1855), vice
presidente della Società di Orticultura, Accademico onorario
dell’Accademia di Belle arti e promotore per il monumento a Dante
Alighieri in piazza S.Croce in occasione del sesto centenario dalla
nascita, fu anche fine uomo politico.Liberale, fiero
oppositore della Chiesa, fu consigliere nel Municipio di Reggello e di
Firenze tra il 1859 e 1865 e consigliere del Consiglio Compartimentale
(poi Consiglio Provinciale) tra il 1860 e 1864. Fu eletto per due volte
deputato del Regno tra il 1865 e il 1867. e per capirne la personalità,
riportiamo anche la sua decisione, sempre nel 1867, di dimettersi per protesta contro la legge sull’asse ecclesiastico, trovandola inesorabilmente in contraddizione con quanto egli stesso aveva promesso ai suoi elettori.La dice lunga anche la frase in latino, vergata nel 1870 nella nicchia del Corridoio delle Stalattiti, che riguarda l’Italia e la sua unità.
“Mi vergogno a dirlo, ma è vero: l’Italia è in mano a ladri, esattori,
meretrici e sensali che la controllano e la divorano. Ma non di questo
mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”.ok, è molto triste e tutto, ma se non ho capito male il castello è ed è sempre stato di proprietà privata, non è mai appartenuto allo Stato, o sbaglio?
non è l’unico bene storico in mani private in Italia (anzi) quindi i casi sono due: o lo compra la regione (seeeeee) o i beni culturali si appollaiano sulla spalla del prossimo compratore e stanno ben attenti che non facciano stronzate, come già fanno con un botto di altre cose.
A quanto ho capito, (prevalentemente per sentito dire, quindi non prendetelo come oro colato, non ho fonti certe), é sempre stato privato, si, e i due proprietari hanno litigato pesantemente. Si odiano cosí tanto che pur di impedire ciascuno all’altro di trarne profitto, lo hanno lasciato volutamente in stato di abbandono. Sono entrambi cosí pieni di soldi, che se lo possono permettere.
Adesso, dopo anni di incurie, torna all’asta, ma é messo parecchio male. Alcuni piani non sono agibili, la torre é pericolante, le balaustre della scala esterna perdono pezzi, dal tetto cadono tegole e calcinacci… Dentro é messo meglio, gran parte delle docorazioni sono ancora in ottimo stato. Ma i lavori di restauro da fare sono enormi, e ai 22 milioni della base d’asta probabilmente ne andranno aggiunti almeno altrettanti per renderlo agibile.
La speranza era che intervenisse lo stato. Avrebbe dovuto intervenire parecchio prima, non avrebbe dovrebbe permette uno spreco del genere solo per faide personali. Ma a quanto pare il ministero dei beni culturali sembra fregarsene altamente. Probabilmente non avrebbe comunque tutti quei soldi. Figuriamoci la regione.
Se lo prende un privato, probabilmente il massimo che il ministero dei beni culturali potrá imporgli, sará la preservazione delle decorazioni e delle altre caratteristiche di rilevanza storica e artistica. Peró se verrá di nuovo trasformato in hotel, resterá chiuso al pubblico, tranne che per quei pochi privilegiati che potranno permettersi una stanza. Ed é veramente un peccato, perché é bellissimo, una piccola Alhambra nel mezzo della Toscana.
Per questo nell’articolo dice “comunque vada, sara’ una sconfitta”.
Salta l’asta per il Castello di Sammezzano: nessuna offerta presentata. Nuovo tentativo il 27 ottobre, con incanto
L’appuntamento è per il 27 ottobre, quando si svolgerà l’asta a incanto: a
differenza di quella che era in agenda per domani, questa non prevede
un’offerta depositata in busta chiusa, ma una vendita al miglior
offerente, a colpi di rialzi. La base d’asta scende da 22 milioni e
200mila euro a 20 milioni tondi.
Siamo giá alle speculazioni al ribasso. Ottimo.
Chicago. Il convegno di neuroscienze è un mix tra il Lucca comics e il Festival di Sanremo. Però vestiti peggio.
Per ora la cosa più interessante, oltre la gente sulla linea 4 del bus da casa mia al convegno, è stato un cinese che ha parlato per 15 minuti di fila in cinese convinto che fosse inglese. Al “ci sono domande?” un francese, in perfetto francese, gli ha chiesto spiegazioni che ha prontamente ricevuto in cinese. E si va avanti così, guardando le figure.
SOS Castello di Sammezzano, l’asta fra tre giorni
Per dare un’idea di chi era Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona,
ecco alcune notizie circa la sua biografia: esperto di scienze,
filantropo, mecenate, collezionista, amante di Verdi, membro di
innumerevoli enti, fra cui l’ Accademia dei Georgofili (1855), vice
presidente della Società di Orticultura, Accademico onorario
dell’Accademia di Belle arti e promotore per il monumento a Dante
Alighieri in piazza S.Croce in occasione del sesto centenario dalla
nascita, fu anche fine uomo politico.Liberale, fiero
oppositore della Chiesa, fu consigliere nel Municipio di Reggello e di
Firenze tra il 1859 e 1865 e consigliere del Consiglio Compartimentale
(poi Consiglio Provinciale) tra il 1860 e 1864. Fu eletto per due volte
deputato del Regno tra il 1865 e il 1867. e per capirne la personalità,
riportiamo anche la sua decisione, sempre nel 1867, di dimettersi per protesta contro la legge sull’asse ecclesiastico, trovandola inesorabilmente in contraddizione con quanto egli stesso aveva promesso ai suoi elettori.La dice lunga anche la frase in latino, vergata nel 1870 nella nicchia del Corridoio delle Stalattiti, che riguarda l’Italia e la sua unità.
“Mi vergogno a dirlo, ma è vero: l’Italia è in mano a ladri, esattori,
meretrici e sensali che la controllano e la divorano. Ma non di questo
mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”.


