– Oggi dev’essere giovedì – si disse Arthur chinandosi sopra la sua birra. – Non sono mai riuscito a capirli, i giovedì.
Arthur Dent – Guida galattica per gli autostoppisti (di Douglas Adams.)
Cose che odio:
essere preso sul serio quando sparo una battuta o dico una stronzata
non essere preso sul serio quando parlo seriamente
O sono circondato da gente empatica quanto un sasso, o ho seri problemi di comunicazione. Devo cominciare a girare col cartello “sarcasm” per gli Sheldon di turno.
Ci sono alcuni extracomunitari che hanno piazzato ben 480 bombe nucleari in sei Paesi europei: 150 in Germania, 110 in Gran Bretagna, 90 qui da noi in Italia, 90 in Turchia, 20 in Belgio e 20 in Olanda. Ognuno di questi ordigni ha una capacità distruttiva fino a quindici volte quella di Hiroshima e messi insieme avrebbero la capacità di disintegrare in pochi attimi l’intera Europa.
A questi ordigni si sommano missili, caccia e varie armi di distruzione nelle basi di Camp Derby (Toscana), a Longare (Veneto), e a Sigonella (Sicilia).
Poi ci sono altri extracomunitari che ti portano a posto il carrello della Coop. Ecco, questi sono pericolosissimi e vogliono invaderci.
Il momento tragicomico in cui ti accorgi di avere un’ape in macchina e il tuo istinto di sopravvivenza ti impone di accostare immediatamente e scendere dalla macchina al volo e senza criterio.
Su una strada trafficata in prevalenza dai tir.
All’ora di punta.
A me è capitato su una superstrada tra Campania e Calabria.
Non ho accostato. Sono impazzito. Sbraitavo e smanacciavo a destra e manca. Nello smanacciamento mi è rimasto in mano il pomello del cambio.
Il primo punto è importante: Non ho accostato. Ne ho rallentato.
Donna era accanto a me in quel momento. Ho visto la morte nei suoi occhi.
(Ammetto che quando m’è rimasto il pomello in mano mentre s’andava a 80km/h pure io non è che ho esattamente raggiunto il Nirvana…)
Per la stessa ragione l’anno scorso una donna ha invaso con una monovolume la corsia opposta falciando due motociclette.
Ho pensato che a Lorenzo vorrei dare gli strumenti per uscire bene dall’adolescenza. Se non a pieni voti, comunque in tempo. Ci sono in giro moltissimi adolescenti fuori corso, cinque, dieci, vent’anni in ritardo. L’adolescenza è il momento in cui i ragazzi devono tarare le proprie emozioni, si passa dall’euforia che è il superlativo della gioia, alla disperazione che è il superlativo dell’infelicità in un attimo. Serve a delimitare le soglie del dolore, della felicità, a tracciare il campo di gioco. E allora ci sta l’amore urlato contro, ci sta il melodramma, ci stanno le forzature. Ci stanno per un po’, poi basta. Vorrei che Lorenzo diventasse un uomo capace di vivere i rapporti forte delle proprie emozioni, e non un eterno adolescente in balia di emozioni forti