Abbiamo 27 anni e, sia per il nostro lavoro precarissimo, sia per la situazione in cui ci troviamo (non possiamo permetterci una casa nostra. In realtà non posso permettermi neanche un auto…) una gravidanza ora non è minimamente contemplata allora il mio primo pensiero è stato quello di chiedere la pillola del giorno dopo ma per averla avrei avuto bisogno di una prescrizione e il mio medico di base la domenica non è rintracciabile allora ho pensato di rivolgermi alla di rivolgermi alla guardia medica. Chiamo e mi risponde un uomo, con un po’ di imbarazzo gli racconto la situazione e lui con molta professionalità mi dice che esiste un’altra pillola, la “Pillola dei 5 giorni” che purtroppo non è così conosciuta come dovrebbe essere, per averla non c’è bisogno di prescrizione, basta avere 18 anni e chiederla in farmacia. Mi dice che nel caso in cui la farmacista di turno non me l’avesse voluta dare avrei dovuto richiamarlo e in quel caso avrebbe registrato la telefonata, mi sarei dovuta recare nell’ambulatorio della guardia medica e mi avrebbe dato la prescrizione per la pillola del giorno dopo. Io sono andata nella farmacia di turno, era piena di gente e non volevo raccontare la mia storia davanti a tutti quegli sconosciuti, allora arrivata al bancone le ho detto direttamente: “Buonasera, avrei bisogno di Ella One (il nome della pillola dei 5 giorni)” … e quella, da sorridente e cordiale che era prima, si è trasformata in un’indignata e pure un po’ incazzata farmacista. Mi ha guardata per qualche secondo e poi mi ha chiesto un documento, le ho dato la patente e mi ha detto di aspettare, è andata a prendere la pillola e me l’ha messa dentro al sacchetto di plastica, mi ha fatta pagare e a quel punto le ho chiesto se sapeva dirmi il modo di somministrazione e lei tutta risentita mi guarda e mi dice “È una pillola!” So benissimo che queste cose non vanno prese alla leggera, che prendere una pillola come questa non è come prendere una caramella e infatti io non ho assolutamente preso tutto questo alla leggera, anzi ero pure piuttosto incazzata perché, anche se so che il preservativo non è efficace al 100% (solo l’astinenza lo è), almeno la precauzione l’avevamo presa!Alcuni medici dovrebbero capire che quando una persona arriva a rivolgersi a loro lo fa per bisogno. Io domenica avrei avuto bisogno di essere rassicurata un po’, di non essere trattata come un’incosciente. Non pretendo che mi venga rivolto un gran sorriso ma neanche un trattamento del genere! Mi scuso per la molteplicità delle ask ma come lei sa c’è un limite di caratteri e la mia storia ne richiedeva un po’…
La prossima volta sarà molto più semplice se manderai una fanmail o un submit, con l’impegno da parte mia che lo pubblicherò in anon.
Diciamo che nella sfiga ti è andata bene, nel senso che avrebbe potuto negartela raggirando l’obbligatorietà della dispensa con la scusa di non averne in magazzino (succede e molto spesso).
Professionisti del genere ci sono, purtroppo, e il fatto che dal loro personale punto di vista tu stia commettendo un omicidio*, non cambia minimamente che in quel momento tu eri il soggetto debole e loro il soggetto forte e che quindi doveva tutelare la tua sensibilità e un tuo diritto, oltretutto sancito dalla legge (ulipristal per tutte le maggiorenni senza obbligo di ricetta, se minorenni con ricetta).
Ne approfitto per dire che prossimamente, insieme ad altri due tambleri, vedremo di trovare il tempo per creare e rilasciare un app che avrrà la pretesa di mappare tutte le farmacie d’Italia con indicazione di ‘friendlità’ per ciò che riguarda contraccezione classica e di emergenza.
[gentile reblog per diffusione, grazie di cuore]
*C’è un forte dibattito etico-farmacologico in merito perché sembra che l’ulipristal, a differenza del levonorgestrel (pillola dei tre giorni dopo) sia un antiovulatorio solo nelle prime 72 ore, dopodiché ha anche un effetto antiannidatorio dell’ovulo fecondato (quindi omicidio per i pro life).