Potresti elencare tutti gli avvenimenti importanti nella tua vita in ordine cronologico?

kon-igi:

Preferirei in ordine alfabetico:

  • Ammazza e chi lo immaginava che la benzina messa in un secchio esplodesse! (1984).
  • Brutto ateo senzadio, adesso chiamo il prete! (La mia maestra, 1981).
  • Carolina (La Mucca), me l’hanno data come premio i dottori del pronto soccorso al 100° punto di sutura nell’arco di sei mesi (1986).
  • Datassette, il mio compagno inseparabile di lunghe attese… un po’ meno lunghe dopo il Turbotape (1983-1987).
  • Eccheccazzo, trombano tutti tranne me! (1986-1993).
  • Forza, Destrezza, Costituzione, Intelligenza, Saggezza, Carisma. Mai 6 sul d6, in compenso venti naturale sui tiri per scaldare il dado (1986).
  • Goemon Ishikawa. La mia spada più affilata e invincibile veniva da una cassetta per la frutta (1980).
  • Ho una strana sensazione. (1991, prima che i carabinieri ci arrestassero sotto il tiro delle mitragliette per attività terroristiche e invece stavamo girando un film)
  • I fichi d’india possono essere mangiati con la buccia (1978)
  • Jedi. La mia religione. (1977)
  • Ken il Guerriero e da quel momento ogni cosa ebbe un punto di pressione (1986).
  • L. La mia metà (1993).
  • M. Tre giorni per nascere. 18 anni di gioia (1997).
  • Non sono stato io… [e invece, sì] (since 1972).
  • Operativo! (1994-1995).
  • Posso essere giustificato? Avevo judo. (1986-1991).
  • Qui si mette male… (quando non avevo judo, 1986-1991).
  • Rocky Horror Picture Show (1988).
  • S. Venti minuti per nascere (benedetta sia l’ossitocina). 13 anni di gioia uguale uguale (2002).
  • Tolkien. Grazie (1980).
  • Una. Una porzione ancora e poi basta. (Ad ogni pasto)
  • Vampiri (1990).
  • W la droga. Che dio la benedoca. (1992)
  • X. A volte il tesoro è proprio lì, basta scavare con calma e a fondo (1997 – adesso).
  • Yggdrasill. Non mi veniva in mente niente con la Y però l’Albero Cosmico è figo e mi piace. 
  • Zombie. Da sempre.

I miei non sono proprio in ordine. Ma la vita non lo é mai.

  • Chissa’ cosa succede se pigio questo… (primo Commodore 64, 1988)
  • Ma PERCHE’ fa così? Come fa a farlo ? Vediamo com’é fatto dentro. (primo pc smontato, 1994)
  • Ma si puó riparare! (qualsiasi cosa, 1994-oggi)
  • Secondo me si puó anche migliorare (qualsiasi cosa, 2000-oggi)
  • E se mettessi un autorun su quel CD da distribuire a scuola, in modo che copi un autoexec.bat col comando “format c: /s” su tutti i pc del laboratorio ? (1997, Escape from ITIS)
  • Topolino (1989)
  • La scoperta del nonnismo coi “bollini” alla colonia estiva. (palline da ping pong tirate in fronte in modo da lasciare il segno, 1989)
  • Signora maestra, ma lo devo fare per forza questo concorso di poesia? Pffft… vabbe’. (5 righe senza senso per farla contenta, scritte in modo da sembrare ermetico e profondo. Primo classificato in due concorsi a livello nazionale, pubblicato in due antologie di poesia.) (1990)
  • No in chiesa no dai, cheppalle, voglio dormire la domenica mattina. Va bene ci vengo, pfffft. Ma solo perche’ nonna mi compra il giornalino. (1990)
  • Scusi signora catechista, ma come faceva il roveto a non consumarsi mai mentre bruciava? Cioè, se nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, cos’é che bruciava? Si, ok, va bene, vado fuori. (1991)
  • Non sono giornalini, sono fumetti! E non li aprire tanto che li rovini! (1988-oggi)
  • Nooo, ma sono tutti collegati! (La scoperta delle saghe con i libri di Giulio Verne, 1991)
  • Nooo, ma sono tutti collegati! (la scoperta dell’universo Star Trek, 2005)
  • Nooo, ma sono tutte collegate! (la scoperta del prestito interbibliotecario, 2001)
  • Chissà cosa succede se uso questa bomboletta di lacca per capelli rubata a nonna come lanciafiamme, nel bosco secco ad agosto. (1992)
  • Ok, abbiamo l’arco di avorniello fatto con la lenza rubata a babbo, la fionda fatta con la gomma dei copertoni del motorino di nonna, adesso ci vorrebbero dei nunchaku. Potrei usare la catena del pozzo e i manici delle forbici da siepe di mamma. (1993)
  • Ma perché tutti gli altri hanno tutti un motorino nuovo e io devo andare con questo Ciao scassato che bisogna pedalare mezz’ora per metterlo in moto, e di notte il fanale fa luce solo in discesa ? (1995)
  • Si mamma, tranqui, non lo trucco il motorino nuovo (via i fermi, marmitta nuova, massette al variatore, cambio dei gigle’ al carburatore, filtro dell’aria, e giù a 110 in discesa, accucciato per essere piu’ aerodinamico) (1997)
  • Si mamma, entro mezzanotte a casa. (Alle due di notte per le vie sterrate del padule, a 10 km dalla casa piú vicina) (1998)
  • I ponti delle vie di bosco da saltare col motorino, prendendo la rincorsa come fosse una moto da cross. Al secondo salto, filtro dell’aria sfondato contro un sasso. Ritorno a casa spingendo il motorino per 8 km. (1999)
  • No basta, quello ha rotto i coglioni. Non me ne frega un cazzo se’ grosso il doppio di me, appena usciamo da scuola lo gonfio. (rissa, botte, e poi migliori amici per gli anni successivi) (1998-2001)
  • Eccheccazzo, trombano tutti tranne me. (1996-2006)
  • No, basta donne. Dopo questa, mai più. (1996-oggi)
  • Bimbi, quest’anno si va all’Elba, la macchina ce la metto io! (una Fiesta del ‘90 scassatissima, con un solo sportello apribile e che perdeva pezzi a ogni curva) (2001)
  • Cazzo bimbi, tutte le sere me la distruggete la capanna! (2001-2011)
  • Oh, hai mangiato il pollo ? Passala! (2001-2011)
  • No Maresciallo, era solo per uso personale! (Isole Tremiti, 2005)
  • In Spagna? Ma figuriamoci… Te in Spagna, da solo, senza soldi, senza conoscere nessuno, e senza sapere la lingua. Un reggi neanche una settimana. Oltretutto con codesti apparecchi non capisci una sega neanche in italiano, figuriamoci in spagnolo.” (2005. Challenge accepted.)
  • Adonde coño estoy ? Qué pasó ayer por la noche ? (2006, Valencia, svegliandosi su un divano a casa di sconosciuti)
  • Ho conosciuto questi tizi di Siviglia e di Grenada che ci ospitano! Vamos! Uh, hanno degli amici a Madrid e Zaragoza, vamos! Questo australiano di Santander va a Pamplona per San Fermin! Vamos! Come cazzo ci sono arrivato a Santiago de Compostela? Pero’ ormai siamo vicini a Porto e Lisbona, e la tizia dell’ostello di ieri mi ha insegnato qualche parola di portoghese. Vamos! (2006)
  • Come faccio a portare in Italia 90 chili di libri e bagagli? Non c’ho una lira. Proviamo con l’autostop in Francia… (2007)
  • Vabbe’ adesso mi metto sotto e mi laureo davvero. (2001-2011)
  • Come sarebbe a dire che non mi pigliano perché ho fatto informatica e non ingegneria? (2010. Challenge accepted.)
  • Mi stai dicendo che dopo un anno che ci sclero sopra a gratis, il relatore ha pubblicato un articolo col MIO lavoro, senza citarmi, e firmandolo a nome suo? Ok, può bastare. Addio università e ricerca. Cerchiamo lavoro. (2011)
  • Sal, we gotta go and never stop going till we get there.” “Where we going, man?” “I don’t know but we gotta go.” (i viaggi in moto a bischero sciolto, 2010-oggi)
  • Stavolta é stata pesa. S’é rotto qualcosa, mi sa. Non mi ripiglio più. (2007)
  • Come ho fatto a ripigliarmi ? Forse é quella giusta. (2013)
  • É ora di cominciare a mettere radici. (2015)