Quando parliamo del Big Bang o della struttura dello spazio, quello che stiamo facendo non è la continuazione dei racconti liberi e fantastici che gli uomini si sono narrati attorno al fuoco nelle sere di centinaia di millenni.

È la continuazione di qualcos’altro: dello sguardo di quegli stessi uomini, alle prime luci dell’alba, che cerca fra la polvere della savana le tracce di un’antilope – scrutare i dettagli della realtà per dedurne quello che non vediamo direttamente, ma di cui possiamo seguire le tracce.
Nella consapevolezza che possiamo sempre sbagliarci, e quindi pronti ogni istante a cambiare idea se appare una nuova traccia, ma sapendo anche che se siamo bravi capiremo giusto, e troveremo.

Questo è la scienza.

La confusione fra queste due diverse attività umane, inventare racconti e seguire tracce per trovare qualcosa, è l’origine dell’incomprensione e della diffidenza per la scienza di una parte della cultura contemporanea.

La separazione è sottile: l’antilope cacciata all’alba non è lontana dal dio antilope dei racconti della sera. Il confine è labile. I miti si nutrono di scienza e la scienza si nutre di miti.
Ma il valore conoscitivo del sapere resta. Se troviamo l’antilope possiamo mangiare.

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica

starsurvivor:

Jesus by Night (hier: Playa De La Concha. San Sebastian. Donostia)

Se per caso ci passate d’estate, e pensate di fare un pisolino pomeridiano in spiaggia, tenete conto che la Playa de la Concha non si affaccia sul mare, ma sull’oceano. Le maree sono alte, arrivano quasi al livello della balaustra lungo la strada, e arrivano in fretta.

E prima di esservi svegliati del tutto, vi ritrovate in acqua ancora vestiti, con lo zaino e l’asciugamano che prendono il largo 😀

Comunque San Sebastian e’ bellissima 🙂