tsuki-nh:

Il pezzo più bello del nostro albero supervintage sono i fiaschi di fagioli trovati in soffitta! #vintage #xmas #anni70 #tuscany

Ma quanto erano belle le palline di natale di una volta? Tra quelle di nonna non ce ne sono due uguali. Pigne, candele, lanterne, casette, fiocchini, spirali fatte di carta stagnola, babbi natali, pinocchietti, campanelle, fiaschetti di fagioli, palline di vetro dalle forme piu’ strane, perfino dei soldatini di plastica, messi forse da babbo quando era piccino. Quelle di oggi sono banali, al confronto, tutte uguali.

heresiae:

spettriedemoni:

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Sunken Warship Vasa- Stockholm, Sweden: November 2015.  17th Flagship on the Swedish Fleet, Sunk in 1628 during the maiden voyage.  Recovered in 1961 and preserved.

Il Vasa è ancora il mio museo preferito.
E rido come una deficiente ogni volta che ripenso alla storia della nave.
Un po’ meno quando mi ricordo che i committenti non in quasi 400 anni non hanno ancora cambiato abitudini.

Com’è la storia della nave? Fammi ridere @heresiae che oggi ne ho bisogno 😛

è meravigliosa.
allora, nel 1600 qualcosa il Re Gustavo Adolfo II di Svezia ordina una nave da guerra che doveva fare da ammiraglia nella sua armata. il 1600 era l’epoca delle battaglie navali mega epiche quindi tutti prendevano molto sul serio le navi da guerra.
la nave fu progettata, il progetto e approvato e gli ingegneri cominciarono a costruire la chiglia. a chiglia ultimata il Re venne a sapere che navi simili stavano venendo costruite anche altrove, quindi andò dagli ingegneri e gli disse che la voleva più lunga (i problemi di compensazione esistevano già all’epoca).
quando il Re di Svezia ti viene a chiedere modifiche alla nave tu puoi provare a nicchiare, ma se quello le vuole a te ti tocca farle. un po’ come avere un megacliente che però può far saltare la testa a te, la tua famiglia e se vuole pure ai tuoi conoscenti. 
la nave venne allungata.
nel mentre uno degli ingegneri morì. sai com’è, la vita era precaria sul serio all’epoca, un giorno c’eri ma mica eri sicuro che il giorno dopo stavi ancora lì. le preghiere fatta la sera prima di andare a dormire erano sentite.
nel frattempo il Re ponderò che un solo ponte di cannoni non gli bastava, ne voleva due. 
“ma sire, sono troppo pesanti…”
“non me ne frega una cippa. ne voglio due e due saranno!”
“come vuole altezza…”
*la regina sospira e vuota un altro calice di vino*
la nave venne alzata per aggiungere il secondo ponte di cannoni. per compensare il peso aggiuntivo dei cannoni venne aumentata la zavorra fino al possibile, che riequilibrò il peso dei cannoni ma fece alzare ulteriormente la linea di galleggiamento.
la nave venne finita, addobbata (che nel 1600 una nave ammiraglia che se ne andava in giro senza sculture, stuccature a bardature avrebbe fatto una gran misera figura) e testata.
il test delle navi si fa così: ci piazzi sopra trenta marinai e li fai correre avanti e indietro per vedere se la nave, rollando, torna sempre su e non va mai oltre un certo limite di angolazione.
il test venne interrotto perché il Vasa cominciò a oscillare così tanto che probabilmente tutti e trenta i marinai cominciarono a urlare come ragazzini davanti alla strega della casa di marzapane.
al Re, però, del test fallito non glie ne fregava niente. anzi, voleva che il varo avvenisse il prima possibile, prima del possibile, insomma lo voleva per ieri.
la gente si guardò in faccia e disse: “evabbeh” e il varo fu organizzato.
ora viene il bello. 
il 10 agosto 1628 tutta Stoccolma si affollò al porto per vedere la nuova meravigliosa nave dell’armata e in tanti ci salirono anche sopra. 
il Vasa era armato di tutto punto e portava molte più persone di quelle previste durante una regolare battaglia (parliamo di intere famiglie, donne e bambini etc. insomma, tante).
il Re benedice la nave, le vele vengono spiegate e questa si avventura lungo le fredde acque svedesi.
fa un un po’ di strada, tutto bene. ne fa un po’ di più e comincia a oscillare, ne fa ancora un po’ di più, oscilla molto di più. la gente guarda il mare e non capisce perché vista la giornata bella e calma. oscilla ancora più. la gente comincia a cadere. oscilla veramente tanto. la gente comincia a urlare e tra gridi e strepiti il Vasa oscilla un’ultima volta e si adagia nell’acqua portandosi dietro cannoni, stucchi e persone. 500 metri era riuscito a fare.
vedi il punto è che la buona riuscita di una nave parte dal suo inizio, ovvero la chiglia. dati i presupposti iniziali gli ingegneri progettano una chiglia adatta a sostenere il peso previsto: meno peso = più stretta e slanciata, più peso = bella larga e stabile. il Vasa aveva una chiglia media, ma portava il peso di galeone spagnolo dopo un paio di mesi di razzie nelle americhe ed era anche troppo alta. la zavorra poteva aiutare fino a un certo punto, ma non bastava. forse sarebbe sopravvissuto all’allungamento, ma l’aggiunta di un ulteriore ponte, che tra l’altro trasportava cannoni, gli fu fatale. 
e il Re vide il suo mastodontico vascello che avrebbe dovuto rappresentare la sua armata affondare pochi minuti dopo il suo varo.
non ricordo cosa fece il secondo ingegnere (la pagina in inglese è troppo lunga e io teoricamente sarei al lavoro) ma il primo probabilmente si ritenne fortunato a essere morto prima di dover andare a spiegare al Re cos’era successo al suo giocattolo nuovo.

and that’s folks, è la parabola che andrebbe raccontata a tutti i clienti che a metà progetto chiedono modifiche alle specifiche funzionali.