La sonda spaziale giapponese Akatsuki è riuscita a entrare nell’orbita di Venere cinque
anni dopo il primo tentativo fallito a causa di un guasto al motore
principale. La Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA) ne ha dato
conferma il 9 dicembre. Nel 2010 Akatsuki (che significa “alba” in
giapponese) avrebbe dovuto entrare in orbita per studiare nubi, clima e
atmosfera del pianeta per almeno due anni, in modo da capire meglio i
motivi che hanno portato Venere a diventare così caldo e inospitale.
Il motore principale della sonda però si bloccò durante la manovra
cruciale di inserimento in orbita e Akatsuki fu spinta di nuovo in
orbita attorno al Sole. Da allora gli ingegneri giapponesi hanno usato i
motori secondari che erano stati progettati per piccole correzioni
d’assetto. Domenica 6 dicembre c’è stata la seconda occasione e questa
volta è andata bene. Il motore principale non si è più ripreso, ma la
manovra con quelli secondari è durata 20 minuti e ha permesso ad
Akatsuki di raggiungere il suo obiettivo.
Adesso finalmente i funzionari JAXA possono affermare che “il periodo di orbita è di 13 giorni e 14 ore, che l’orbiter sta volando nella stessa direzione di quella di rotazione di Venere ed è in buona salute”.
La sonda sta seguendo un’orbita che la porta a 400 chilometri dalla
superficie di Venere nel punto di massimo avvicinamento e di 440.000 km
in quello più distante. Come intuibile si tratta di un’orbita molto ellittica,
ben più di quella che Akatsuki avrebbe dovuto raggiungere cinque anni
fa, e che avrebbe dovuto avere un periodo di 30 ore e un apogeo (il
punto più lontano da Venere) di 80.000 km circa.
Entro aprile 2016 la sonda dovrebbe avere corretto parzialmente
l’orbita ed essere riuscita a posizionarsi su un percorso meno
ellittico, con un periodo di circa 9 giorni e un apogeo di circa 310.000
km.

Nel frattempo i tecnici attiveranno e testeranno tre dei sei strumenti presenti sulla sonda,
per accertarsi che siano funzionanti – degli altri tre si sa già che
sono in buone condizioni. Nonostante il ritardo e l’orbita non ideale
Akatsuki dovrebbe essere comunque essere in grado di portare a termine
la maggior parte dei suoi obiettivi scientifici.