La fuga

paulpette:

I pavimentisti hanno stuccato il pavimento con uno stucco che sembrava del colore perfetto per il pavimento e invece è venuto fuori un colore piĂš chiaro del previsto e le fughe sono riconoscibilissime e mio padre potrebbe impazzire, allora hanno iniziato a bestemmiare e hanno chiamato l’architetto che aveva dato il via libera pe la stesura di quello stucco e dopo cinque minuti di madonne hanno deciso di chiamare il signore padre. Il signore padre è partito dall’azienda e tra mezz’ora sarĂ  a casa per un sopralluogo e i poveri pavimentisti sono immobili in un’attesa straziante.

Ne farò un film. Mio padre sarà interpretato da Kim Jong-un. I pavimentisti da degli ufficiali nordcoreani addormentatisi durante una parata militare.

Il buongiorno di Massimo Gramellini

corallorosso:

Il presidente dell’Inps Tito Boeri è diretto, sincero e poco maneggione. Durerà poco. Ma anche ieri si è comportato da galantuomo. Mentre il suo predecessore Mastrapasqua si vantava di nascondere ai giovani le cifre delle loro future pensioni per timore di rivolte (peraltro altamente improbabili in questo clima catatonico), Boeri ha detto con chiarezza che allo stato delle cose un trentenne di oggi potrà smettere di lavorare solo all’alba dei 75 anni, e per percepire dei simpatici assegni da fame. Chi ha avuto l’ardire di nascere dopo il 1980 sgobberà cioè tutta la vita, al fine di irrorare la pensione di chi è cresciuto in un’epoca di diritti sociali, ma anche di privilegiati, ladri ed evasori abbastanza asociali. E ne verrà ricompensato con un epilogo esistenziale a base di fatica e di stenti.
Ovviamente Boeri lo dice perché tutti ne prendano coscienza e facciano qualcosa per modificare il finale. Infatti che il finale sia quello, al momento, non è una profezia: è una certezza. Per fortuna in quarant’anni può ancora cambiare tutto, a cominciare dal concetto stesso di lavoro dipendente. Se nel mondo esistesse una classe dirigente non si dovrebbe occupare d’altro, ma da quando le personalità sono state sostituite dai personaggi e gli statisti dai battutisti, la politica si è appiattita su un eterno presente che coniuga i verbi al futuro solo per illudere e ingannare. Toccherà agli interessati, in questo caso ai trentenni, inventarsi una vita e un’economia diverse. Il tempo è l’unica cosa che non possono togliergli.

Possono, possono. Io esco di casa alle 8 e rientro alle 21. Non ho tempo nemmeno per dormire. A novembre ho fatto 56 ore di straordinario. E a me va ancora bene che me li pagano. Altri amici devono farle lo stesso quelle ore, ma non pagati. Una mia amica giornalista passa tutti i venerdi’ sera a lavorare a casa, a gratis, fino alle 4 di notte, per sistemare una rivista prima che vada in stampa. E non prende un centesimo per quel tempo. Un altro, architetto, e’ ancora impelagato dietro a progetti e concorsi dei quali solo uno su cento va a buon fine. Viene pagato solo ogni tanto, quando capita. Il resto del tempo ce lo mette a gratis, nella speranza che vada bene. Altri ancora si fanno il culo tutto il giorno con lavori di fatica, per una paga da fame.

Se non e’ rubare il tempo questo, non so che cos’altro lo sia.

Blackout informatico in Sicilia, mai cedere i dati sensibili dei cittadini!

Può una Regione appaltare a una società privata la gestione dei dati sensibili dei suoi cittadini,
come quelli sanitari? La Sicilia lo aveva fatto qualche anno fa,
affidandoli alla valdostana Engineering. Solo che non l’ha pagata.
Quando il credito è lievitato a 114 milioni, Engineering ha staccato la
spina, lasciando in brache di tela sportelli ospedalieri, servizi, posta
elettronica, protocollo digitale. La paralisi informatica è durata due giorni, poi stamane il rubinetto è stato riaperto.

Premesso che se il cliente non ha pagato, l’azienda ha fatto benissimo a fermare il servizio (e si meritavano anche piu’ di due giorni di blackout), un porcoddio per gli amministratori che prendono queste decisioni di merda ci sta tutto, eh.

Blackout informatico in Sicilia, mai cedere i dati sensibili dei cittadini!