‘Loving Vincent’ by Dorota Kobiela & Hugh Welchman.
“yaşamda da resimde de tanrıdan pekala vazgeçebilirim.ama ben, acı çeken kişi, benden daha büyük olan, yaşamımın kendisi olan şeyden, yaratma gücünden nasıl vazgeçebilirim?”
Ok, sono in Veneto, in una pizzeria locale in un piccolo paesino in provincia di Vicenza, c’è una tavolo vicino a me con tre persone che stanno chiacchierando e son 20 min che parlano e son 20 min che me credevo fossero stranieri, poi se so messi a parla’ del sasso lungo e sasso corto (e ce so stata e quindi so cosa sono) e lì ho capito che erano italiani.
Stanno solo parlando veneto.
Le reazioni al figlio di Vendola ci dimostrano che il problema non è l’assenza di una mamma, ma l’invadenza delle altre. Come per tutti noi.
Quanto ve piace rompe il cazzo ai figli altrui (via spaam)
Oggi ne parlavo con una mamma che ha adottato un figlio in Etiopia. L’unica sua perplessità è che una volta in grado di farsi un paio di domande, questi figli chiederanno notizie della mamma. Lo fanno tutti i figli adottati. La sensazione che manchi qualcosa è un vuoto che non riguarda i genitori ma solo i figli, sia che siano stati affidati consapevolmente sia che siano stati abbandonati, e pure anche quando questi nuovi genitori siano perfetti e la famiglia vada alla grande. Però, lei mi diceva, un conto è arrivare a situazione già creata, altro è crearla noi con un utero in affitto. Io non so cosa dire sinceramente, sarà che io non voglio diventare un genitore a tutti i costi. Non so nemmeno se saprei rispondere alle eventuali domande di un mio figlio naturale, figuriamoci di uno creato ad hoc. La retorica sui soldi spesi lascia il tempo che trova, pure se si affronta l’adozione internazionale si spendono decine di migliaia di euro e devi avere un discreto patrimonio.
Altra storia, direi al limite, è quella di una padovana di 56 anni che ha partorito due gemelle. Purtroppo questa donna non ha retto al peso della nuova famiglia e ha iniziato a bere. E’ seguita dagli assistenti sociali.
Io credo che a fare figli siamo tutti buoni, a fare davvero i genitori mi pare di no.
Onestamente, il problema della richiesta di notizie sulla mamma è un aspetto che perplime un po’ anche me.
Invece, pare che molti siano rassicurati dal fatto che siccome l’ovulo proviene da una donna, ma a covarlo è un’altra, non si possa parlare di “madre” e quindi sia più semplice. Più semplice liberarsi di un figlio che sì, hai portato in pancia, ma non è biologicamente tuo – dal punto di vista della madre ci può stare.
Da quello del neonato, essere privato del contatto del corpo della “portatrice” – che ovviamente percepirà come madre – non so se sia un affare. Da quello del bambino di poi, scoprire che non esiste nemmeno un’entità che possa identificare come madre naturale, neanche.
Certo, capita a molti bambini in adozione, di non poter sapere chi davvero fossero i genitori biologici, ma sono d’accordo che, volente o nolente, si tratta di una situazione preesistente, non creata ad hoc.
Quanto alla restante parte della polemica, solo un paio di pensieri:
Pur non essendo in toto contraria all’utero in affitto, a chi paragona donare il seme a donare l’utero, sostenendo che “per un’amica lesbica lo farebbero anche gratis” vorrei far presente che un conto è una scopata di 10 minuti (e sono buona), un conto è una gravidanza + parto. Le due cose, dal mio punto di vista non hanno termini di paragone.
Credo che si tratti di una pratica che sarebbe bene accettare, non tanto perché “le donne con il loro utero fanno quello che vogliono” quanto perché, un po’ come la prostituzione, preferirei fosse una pratica disciplinata per legge, invece che una clandestina. Possibilmente una legge che tuteli la parte più debole.
A quelli poi che sostengono che se verrà legalizzata verrà utilizzata soprattutto da coppie etero danarose per evitare a lei di sformarsi, forse vorrei dire solo “pirla”. Perché solo un coglione può pensare che una donna, per quanto ricca e scema, possa affidare senza ragione ad un’altra su cui non ha controllo la gestazione del proprio bambino solo per non farsi cadere le tette.
Infine, per concludere, forse la cosa migliore sarebbe consentire adozioni con un iter un po’ meno farraginoso e costoso. Ovviamente a tutti, coppie etero e gay, e pure ai single. Bambini da adottare ce ne saranno anche pochi (ne dubito) ma è una cosa ridicola ridurre le loro possibilità di miglioramento di vita perché o la coppia è perfetta, o ciccia. A parte che di coppie così perfette non ne conosco, né gay, né etero, né altro. E spesso, le meno perfette sono quelle che hanno figli naturali in magna cum copia.
E non lo so, se avete opinioni a riguardo esprimetele, che spesso il confronto aiuta.
Anche io sono molto d’accordo con @tentochu, soprattutto sulla questione del semplificare le adozioni. Non capisco perché qualsiasi coglione possa sfornare figlioli come se fossero pizze, ma per adottarne uno si debba dimostrare di essere perfetti.
Non dico ovviamente di darli via al primo bischero che passa senza controlli, ma magari un po’ piú di elasticitá non farebbe male.
E diró di piú, per me é un limite pure l’obbligo di essere una coppia. Se un genitore single vuole crescere un figlio da solo, e ha sia i mezzi che le capacitá per farlo, perché impedirglielo ?
In che cosa sarebbe diverso dalle migliaia di genitori vedovi in seguito alla morte del coniuge, ragazze madri con padre sparito nel nulla, o divorziati con ex marito/moglie assente ? Non é comunque meglio, per il bambino, crescere con un solo genitore, piuttosto che senza ? Non é comunque meglio che trascorrere l’infanzia passando da una casa famiglia all’altra ?
Metti che tu gli risponda: you know, ANSA is the leading wire service in Italy, and one of the leaders among world news agencies. ANSA is a not-for-profit cooperative, whose members and owners are 36 leading news organizations in Italy. Its mission is the distribution of fair and objective news reporting. (*)
Sounds figo, allora non siete messi di shit come sembr’
Yeah, dibbrutt:
(aspettiamo fiduciosi fra una settimanina specialoni sull’otto marzo around the world)
Mio papà si sta lentamente spegnendo a soli 58 anni per una brutta malattia degenerativa. Nelle ultime settimane, forse a causa di una nuova medicina, continua a parlare e parlare, fa un sacco di discorsi in cui soggetti e verbi rimangono nella sua testa, ma tutti terminano con magone e pianto.
Il nostro cuore diventa una nocciolina e si frantuma di dolore.
Io e mia mamma riusciamo a capire il contesto delle sue frasi e sono tutti rimpianti.
Fino a quattro anni fa era un uomo di successo, ma ha vissuto la sua vita per gli altri, per far arricchire gli altri, per avere un minimo di approvazione da genitori di merda.
Ancona non si capacita cosa ha fatto di male, perché lo hanno trattato così, perché per suo padre è stato un fallimento.
Io purtroppo gli somiglio molto.
L’unica cosa che posso fare è imparare da questa triste storia e smetterla di vivere in funzione degli altri e lottare per stare bene ed essere serena.
Quanti “no” devo imparare a sputare fuori! 😦