Spiega Bruce Friedrich, direttore esecutivo di The Good Food
Institute, che la “carne coltivata è sostenibile, crea molti meno gas
serra rispetto alla carne convenzionale, è più sicura e non danneggia
gli animali. Per le persone che vogliono mangiare carne, quella
coltivata è il futuro”.
Memphis Meats assicura che i suoi prodotti saranno del tutto privi di
antibiotici, materia fecale, agenti patogeni e altri agenti
contaminanti presenti nelle carni convenzionali.
Sento gia’ l’odore di napalm dei flame sui vegani.
detta com’è, a un certo punto mi sono annoiato. ho apprezzato il tono della discussione, ma resta un abisso che non ho nessuna voglia di colmare. se vuoi continuare a credere in un dio d’amore onnipotente che tromba la moglie di un altro e condanna il proprio figlio a una morte straziante per redimere l’umanità dai peccati che lo stesso dio ha deciso, prima di tutto la conoscenza (teneva adamo ed eva in modi illegali secondo la legge basaglia), se di tutto quello che il povero pazzo capellone ha fatto ti va bene il simbolo sia solo la morte atroce e non, chennesò?, un fiasco di kjantimani a rammemorazione della storia dell’acqua e del vino, cosa ti devo di’? per me il livello intellettuale del dialogo è basso e ho perso interesse nella cosa. anni di catechismo per me sono solo una spezia per le mie continue bestemmie. ne facevo a meno. mio figlio ne fa a meno, ché non è battezzato e non fa religione. mi è abbastanza quel rito tribale trogloditico della salma di padre pijo, che tenta di dare un po’ di vita a quella merda fiacca di giubileo (bella invenzione, il giubileo. come il purgatorio, del resto. nei vangeli ovviamente nessuna traccia). padre pijo, quello tanto ignorante da aprirsi le ferite sui palmi delle mani con l’acido fenico. sui palmi anziché sui polsi (i chiodi piantati sui palmi col peso avrebbero fatto venire giù il corpo, lacerando la mano. sui polsi sono fermati dalle ossa). sempre nel nome di quel dio che è in tutte le cose, specie in una caata d’elefante che ha mangiato malissimo
A questo link potete seguire oggi per le 15:35 la diretta del primo plasma da fusione in idrogeno in quel di
Wendelstein 7-X, Germania. Ad Angela Merkel l’onore di fare il countdown per l’evento.
Speriamo che non succeda Half Life, speriamo che non succeda Half Life…
Il futuro è oggi
*eccitazione eccitazione*
Il collegamento è down.
*maporcaputt*
Che poi il primo plasma lo avevano già fatto la settimana scorsa, ma porcamiseria però. (intanto mi fa assai piacere che un post del genere abbia fatto 20 note, bravi bravi bravi)
Comunque io volevo vederlo ma oggi mi hanno costretto a lavorare, non ci capisco un cazzo ma ero curioso, riassuntino?
Premetto che vi faccio solo un compendio in pillole, che potrete approfondire con zio google.
Come sapete il plasma è uno stato della materia, e non è altro che un gas ionizzato (ovvero portato a temperature elevate nell’ordine dei keV).
Per creare la fusione si opera con elementi a basso numero atomico (operazione in antitesi con la fissione che necessita invece elementi pesanti). Di solito si opera con idrogeno e i suoi isotopi (deuterio e tritio). Per far avvenire la reazione di fusione è necessario portare il gas in una condizione di densità e temperatura tali che poi la reazione si autosostiene (cosa che per ora avviene solo sul sole). Il problema dei plasmi da fusione è il loro confinamento, in quanto il plasma è un signorino molto delicato e basta poco per farlo spegnere o disrompere (ovvero quando sbatte sulle pareti della macchina). Per confinarlo però non si possono usare pareti fisiche, viste le enormi temperature in gioco che nessun materiale è in grado di sostenere, ma magnetiche. Quindi si usano i campi magnetici per costruire attorno al plasma una specie di camicia di contenimento. Si sono studiate diverse configurazioni, tra le quali appunto quella di Wendelstein.
Wendelstein 7-X è una macchina a fusione in configurazione stellarator (nella figura in blu sono le bobine magnetiche, in giallo il plasma). E’ stato dimostrato che il plasma, sotto certe condizioni di campo magnetico, si autoconfigura spontaneamente arrotolandosi come in figura, ragion per cui lo stellarator riprende tale configurazione già a livello costruttivo. Altri stellarator sono presenti in Australia, a Camberra.
Altre configurazioni sono per esempio il tokamak (presente a IPP (Garching, Germania, o JET ad Oxford) che come si vede dall’immagine è una camera torodidale (a forma di ciambella per internderci) dove viene iniettato dell’idrogeno o deuterio e il plasma ha quasi sezione circolare, dipendentemente dal tipo di campo magnetico e dal divertore (la parte bassa del toro in fig, serve per raccogliere la ‘spazzatura’ che trasporta plasma).
Altra configurazione è l’RFP (Reversed Field Pinch) simile al tokamak per costruzione ma con diversa configurazione del campo magnetico e quindi delle bobine per crearlo. L’Italia ha il più grande RFP del mondo (altri per es a Madison negli Stati Uniti).
Comunque, a quanto mi pare di capire (correggetemi se sbaglio, non e’ il mio campo e ci capisco poco), il reattore di Wendelstein e’ ancora in fase di test. Lo stanno collaudando per vedere se il campo magnetico sagomato regge, ma ancora non hanno innescato reazioni di fusione.
E anche quando le innescheranno (si parla del 2019), non genereranno ancora piu’ corrente di quella necesaria per l’avviamento.
Insomma, e’ un ottimo inizio, ma la strada per arrivare a delle reazioni di fusione autosostenute mi pare ancora lunga.