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http://www.ipp.mpg.de/livestream_e_16

A questo link potete seguire oggi per le 15:35 la diretta del primo plasma da fusione in idrogeno in quel di
Wendelstein 7-X, Germania. Ad Angela Merkel l’onore di fare il countdown per l’evento.

Speriamo che non succeda Half Life, speriamo che non succeda Half Life…

Il futuro è oggi

*eccitazione eccitazione*

Il collegamento è down.

*maporcaputt*

Che poi il primo plasma lo avevano già fatto la settimana scorsa, ma porcamiseria però.
(intanto mi fa assai piacere che un post del genere abbia fatto 20 note, bravi bravi bravi)

Comunque io volevo vederlo ma oggi mi hanno costretto a lavorare, non ci capisco un cazzo ma ero curioso, riassuntino?

Premetto che vi faccio solo un compendio in pillole, che potrete approfondire con zio google.

Come sapete il plasma è uno stato della materia, e non è altro che un gas ionizzato (ovvero portato a temperature elevate nell’ordine dei keV). 

Per creare la fusione si opera con elementi a basso numero atomico (operazione in antitesi con la fissione che necessita invece elementi pesanti). Di solito si opera con idrogeno e i suoi isotopi (deuterio e tritio). Per far avvenire la reazione di fusione è necessario portare il gas in una condizione di densità e temperatura tali che poi la reazione si autosostiene (cosa che per ora avviene solo sul sole). Il problema dei plasmi da fusione è il loro confinamento, in quanto il plasma è un signorino molto delicato e basta poco per farlo spegnere o disrompere (ovvero quando sbatte sulle pareti della macchina). Per confinarlo però non si possono usare pareti fisiche, viste le enormi temperature in gioco che nessun materiale è in grado di sostenere, ma magnetiche. Quindi si usano i campi magnetici per costruire attorno al plasma una specie di camicia di contenimento.
Si sono studiate diverse configurazioni, tra le quali appunto quella di Wendelstein.

Wendelstein 7-X è una macchina a fusione in configurazione stellarator (nella figura in blu sono le bobine magnetiche, in giallo il plasma). E’ stato dimostrato che il plasma, sotto certe condizioni di campo magnetico, si autoconfigura spontaneamente arrotolandosi come in figura, ragion per cui lo stellarator riprende tale configurazione già a livello costruttivo. Altri stellarator sono presenti in Australia, a Camberra.

Altre configurazioni sono per esempio il tokamak (presente a IPP (Garching, Germania, o JET ad Oxford) che come si vede dall’immagine è una camera torodidale (a forma di ciambella per internderci) dove viene iniettato dell’idrogeno o deuterio e il plasma ha quasi sezione circolare, dipendentemente dal tipo di campo magnetico e dal divertore (la parte bassa del toro in fig, serve per raccogliere la ‘spazzatura’ che trasporta plasma).

Altra configurazione è l’RFP (Reversed Field Pinch) simile al tokamak per costruzione ma con diversa configurazione del campo magnetico e quindi delle bobine per crearlo. L’Italia ha il più grande RFP del mondo (altri per es a Madison negli Stati Uniti).

Ulteriori informazioni le trovate qui:
http://www.ipp.mpg.de/16900/w7x

http://www.ccfe.ac.uk/Tokamak.aspx

http://www.igi.cnr.it/?q=content/rfp-physics

Non posso capirlo… ci devo credere per fede.

Che bel post, molto interessante!

Comunque, a quanto mi pare di capire (correggetemi se sbaglio, non e’ il mio campo e ci capisco poco), il reattore di Wendelstein e’ ancora in fase di test. Lo stanno collaudando per vedere se il campo magnetico sagomato regge, ma ancora non hanno innescato reazioni di fusione.

E anche quando le innescheranno (si parla del 2019), non genereranno ancora piu’ corrente di quella necesaria per l’avviamento.

Insomma, e’ un ottimo inizio, ma la strada per arrivare a delle reazioni di fusione autosostenute mi pare ancora lunga.

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