Ho trovato il soggetto per il mio primo film: https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Goiânia.
La sceneggiatura praticamente si scrive da sola: due spazzini, approfittando del giorno di malattia preso dalla guardia per andare al cinema con la famiglia a vedere uno dei film della serie del maggiolino tutto matto, rubano un apparecchio per la radioterapia da un ospedale abbandonato.
Pensando di poterlo rivendere come rottame, cominciano a smontarlo.
Subito cominciano i primi malesseri, che non fermano i lavori. Il giorno dopo, il uno dei due ha una bruciatura sulla mano con la forma del foro fatto sull’apparecchio. Due giorni dopo, i medici della clinica dove si farà visitare gli dicono di andare a casa a riposare ché i sintomi sono quelli di un avvelenamento alimentare. Un mese dopo, gli verrà amputato il braccio.
Nel frattempo il secondo personaggio continua a smontare l’apparecchio, comodamente seduto sotto il mango del suo giardino.
Liberata la capsula di Cesio-137, riesce persino a praticarci un buco con un cacciavite e vede una luce blu provenire dall’interno della capsula. Pensa sia polvere da sparo e allora prova a dargli fuoco (!).
Vende infine il tutto a un vicino sfasciacarrozze, che nota il bagliore blu proveniente dalla capsula. Pensa si tratti di qualcosa di soprannaturale e invita parenti e amici a casa (dove nel frattempo ha portato la capsula) promettendo una ricompensa a chiunque fosse riuscito a estrarre il materiale magico.
La sua idea è di usarlo per farne un anello per la moglie.
Sarà proprio la moglie a avvertire le autorità (che sulle prime pensarono a un avvelenamento dovuto a una bevanda fatta in casa) della scia di persone che si ammalavano gravemente attorno a lei, fortunatamente prima che lo sciagurato progetto dell’anello fosse portato a compimento.
Nel frattempo però il cesio era stato estratto dalla capsula e distribuito a amici e familiari.
Tra questi, il fratello dello sfasciacarrozze, che ne porta un po’ a casa. Sua figlia, sei anni, nota la polvere blu sul pavimento (persa durante il trasporto) e comincia a giocarci, mentre mangia un panino.
La bambina verrà sepolta in una bara rivestita di piombo, per impedire il diffondersi delle radiazioni. Oltre 2.000 persone tentarono di bloccare il funerale con barricate lungo la strada che portava al cimitero, nel timore di una contaminazione. Già prima, nell’ospedale dove era stata inizialmente ricoverata in isolamento, il personale aveva terrore di avvicinarsi.