
Vi ho mai raccontato di come abbia già progettato più volte una casetta su un’isola deserta?
Si ma mica come arredarla, dove mettere le stanze, la piscina o cose così.
Io penso a come avere l’acqua dolce e l’energia elettrica. Come riciclare i rifiuti e dove costruire l’osservatorio astronomico.
In realtà la mia isoletta ideale è un bel po’ più grossa.
Ok, ma mo la domanda è: come la occupiamo?
Come la occupiamo? Eh bella domanda.
All’atto pratico suggerisco un mercantile di piccolissima stazza, si porta il necessario per costruire e si usa come appoggio nelle prime fasi.
Se invece si preferisce la versione wild and free un bel cabinato a vela penso sia la soluzione ideale.
Dovremmo inventarci qualcosa a livello giuridico perché la sola occupazione dubito funzioni, perché per quanto piccoli gli stati come il Vanuatu un po’ si incazzano comunque.
Mi sa che ci serve una Jolly Roger.
Per la parte pratica, suggerirei: acqua potabile da desalinizzazione acqua marina + fogli di condensa dell’umidita’ atmosferica (suppongo sia un clima tropicale, abbastanza umido). Visto che probabilmente la desalinizzazione per evaporazione e condensa non sara’ abbastanza efficiente da fornire un fabbisogno idrico sufficiente per le esigenze dirette, e per le coltivazioni, probabilmente servira’ un impiantino di desalinizazione a osmosi inversa. Alimentato da energia elettrica generata con pannelli fotovoltaici e piccoli generatori eolici a magneti permanenti.
I rifiuti, se l’isola diventa autosufficiente, dovrebbero essere prevalentemente organici, quindi possono essere smaltiti con un sistema di compostaggio che li trasformi in ottimo concime per le piante. Tra l’altro necessario, vista la natura prevalentemente sabbiosa del terreno.
Questo rimarrebbe probabilmente uno dei punti piu’ difficili da superare, insieme alla carenza di alberi e vegetazione, da cui ricavare legname (per costruzione, e per riscaldamento).