Possiamo negare il passato, ma e’ impossibile sfuggire ai suoi tormenti, perche’ il passato e’ un’ombra che mormora, e ci segue passo dopo passo, segue la verita’ di cio’ che siamo, fino alla morte.
 
Dalla tavolozza viola e rosa del giorno nacque una notte blu e nera.
Ci tuffammo insieme alla brezza marina in gallerie di luce. Il mantello del tramonto scivolo’ dalle spalle della citta’.
[…]
Mi lanciai nella notte, nelle strade affollate, sfrecciando con la moto nella ragnatela di luci della citta’. Non provavo nulla: niente paura, niente panico, neanche un brivido d’eccitazione. Nel gergo dei motociclisti spingere sul rosso significa dare tutto gas a ogni cambio di marcia, in modo che l’ago del contagiri schizzi sempre oltre il limite rosso che indica il massimo dei giri.

Ognuno a modo suo, era quello che facevamo tutti, io, Karla, Didier, e Abdullah: spingevamo sul rosso le nostre vite. E lo stesso faceva Lisa. E Maurizio. Spingevamo l’ago in quell’esigua zona rossa.
 
Un mercenario olandese a Kinshasa mi aveva detto che l’unico momento in cui smetteva di odiarsi era quando il rischio era talmente grande da costringerlo ad agire senza pensare e senza provare nessuna emozione.
Avrei preferito che non me lo dicesse, perche’ sapevo esattamente cosa significava.
 
Guidai a tutta velocita’ nella notte, e l’indifferenza che provavo somigliava molto a una sensazione di pace.

Gregory David Roberts, Shantaram