Meningite in Toscana: 5 mesi per vaccinare il 70% della popolazione

Partirà solo la prossima settimana
la campagna di vaccinazione intensiva contro la meningite in Toscana,
decisa dal Ministero della Salute in un vertice con la Regione, sempre
che sui mercati internazionali vengano reperite le dosi necessarie.

Lo
ha ribadito ieri l’assessore regionale Stefania Saccardi spiegando
che la giunta dovrà comunque approvare prima una delibera ad hoc (sarà
pronta martedì 16 febbraio). I tempi per riuscire a vaccinare quanti ne
avranno diritto (oltre 1 milione e 289 mila persone ad oggi) saranno
comunque lunghi: l’Azienda Usl Toscana Centro stima 5 mesi per il 70%
della popolazione.

La Regione ha iniziato subito la ricerca delle
dosi necessarie in tutti i mercati internazionali, in collaborazione con
l’Aifa che ha annunciato di aver avviato “l’importazione di 250 mila
dosi” di vaccino contro il meningococco C dall’Inghilterra e dalla
Francia,
per fare fronte all’emergenza. Il direttore generale dell’Agenzia
italiana del farmaco, Luca Pani, ha poi detto che sono state localizzate
“oltre un milione di altre dosi di vaccino”.

Per arrivare a
vaccinare la popolazione prevista occorrerà in ogni
caso “riorganizzare e omogeneizzare tutte le procedure di prenotazione e
accesso” agli ambulatori dell’Usl, che dovranno effettuare aperture
straordinarie e implementare così l’offerta. Una riorganizzazione
complessiva il cui studio, assicura l’Azienda Usl Toscana Centro, è già
stato avviato.

Meningite in Toscana: 5 mesi per vaccinare il 70% della popolazione

Qualche figata sulle onde gravitazionali

noneun:

  1. Le onde gravitazionali osservate (e confermate ufficialmente oggi) sono state emesse durante l’impatto di due buchi neri, uno di 29 masse solari e uno di 36. Sì è così venuto a formare un buco nero di 62 masse solari. Ma 29 + 36 fa 65! E le 3 masse solari mancanti? Energia emessa sotto forma di onde gravitazionali (E = mc2).
  2. I buchi neri avevano ognuno un raggio di circa 180 Km. Pochi? Se il Sole collassasse seduta stante in un buco nero, senza perdere materia, avrebbe un diametro di soli 6 km (vedi Raggio di Schwarzschild).
  3. L’interferometro di Michelson utilizzato per le misurazioni delle onde gravitazionali fu inventato e utilizzato a fine ’800 per cercare di misurare le variazioni della velocità della luce rispetto al vento d’etere, misurando la differenza di fase di due fasci di luce quando percorrono due cammini perpendicolari fra loro. Finì col dimostrare che non era necessario ipotizzare l’esistenza dell’etere per spiegare la fisica dell’elettromagnetismo, ma bastava postulare che la velocità della luce nel vuoto fosse invariante per qualsiasi sistema di rifermento, idea in contrasto con la relatività galileana. Partendo da questo postulato Einstein creò la teoria della Relatività Generale, da cui discese l’ipotesi delle onde gravitazioni, la cui esistenza è ora dimostrata grazie all’utilizzo di un interferometro di Michelson. Un cerchio che si chiude.
  4. L’interferometro Virgo, situato nel comune di Cascina, ha un braccio lungo 3 km. Le onde gravitazionali rilevate, emesse dalla collisione di due buchi neri distanti 1,3 miliardi di anni luce da noi, hanno deformato lo spaziotempo di una quantità piccolissima: la variazione di spazio corrispondente al ritardo di fase, misurato con il laser, corrisponde ad un 50milionesimo del diametro di un atomo di Idrogeno.
  5. La voce di Wikipedia (che non modificherò) sull’interferometro americano LIGO scrive erroneamente che “Il raggio laser nell’interferometro può rilevare i piccolissimi movimenti degli specchi causati dalle onde gravitazionali”. Gli specchi in realtà sono immobili, è lo spaziotempo che si deforma a causa del passaggio delle onde gravitazionali, è questa la figata! Altrimenti sarebbero semplicemente come le vibrazioni dovute al passaggio di un camion nelle vicinanze.

OSSERVATE LE ONDE GRAVITAZIONALI 
A 100 ANNI DALLA PREVISIONE DI EINSTEIN

sabrinaonmymind:

gigiopix:

COME RIVELIAMO LE ONDE GRAVITAZIONALI: GLI INTERFEROMETRI
Rivelare
le onde gravitazionali è un’impresa complessa perché l’interazione
gravitazionale è la più debole dell’universo. I fisici hanno così
progettato speciali rivelatori, la cui realizzazione ha richiesto nuove
soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Sono gli interferometri laser:
costituiti da due bracci perpendicolari lunghi chilometri (4 km in LIGO e
3 km in VIRGO) al cui interno sono fatti propagare fasci laser,
riflessi da specchi per allungarne il percorso, e quindi ricombinati a
formare una figura di interferenza. Quando un’onda gravitazionale
attraversa l’interferometro produce una variazione nella lunghezza dei
bracci: uno si allunga mentre l’altro si accorcia. Queste variazioni di
lunghezza, che sono molto più piccole del diametro del nucleo di un
atomo, producono uno sfasamento della luce laser che viene osservato dal
rivelatore.

ho un brivido da piacere scientifico ^____^

Ho visto solo adesso il link al presskit, in fondo alla pagina, con username e password pubbliche per l’accesso.

HANNO RILASCIATO 7,8 GB DI ROBA.

Video, animazioni, fotografie, approfondimenti, infografiche, tutto. Alla faccia della trasparenza! Ovviamente la mia connessione a criceti stima 22 ore per il download. Faccio prima ad andarci di persona con la chiavetta.

OSSERVATE LE ONDE GRAVITAZIONALI 
A 100 ANNI DALLA PREVISIONE DI EINSTEIN

OSSERVATE LE ONDE GRAVITAZIONALI 
A 100 ANNI DALLA PREVISIONE DI EINSTEIN

COME RIVELIAMO LE ONDE GRAVITAZIONALI: GLI INTERFEROMETRI
Rivelare
le onde gravitazionali è un’impresa complessa perché l’interazione
gravitazionale è la più debole dell’universo. I fisici hanno così
progettato speciali rivelatori, la cui realizzazione ha richiesto nuove
soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Sono gli interferometri laser:
costituiti da due bracci perpendicolari lunghi chilometri (4 km in LIGO e
3 km in VIRGO) al cui interno sono fatti propagare fasci laser,
riflessi da specchi per allungarne il percorso, e quindi ricombinati a
formare una figura di interferenza. Quando un’onda gravitazionale
attraversa l’interferometro produce una variazione nella lunghezza dei
bracci: uno si allunga mentre l’altro si accorcia. Queste variazioni di
lunghezza, che sono molto più piccole del diametro del nucleo di un
atomo, producono uno sfasamento della luce laser che viene osservato dal
rivelatore.

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A 100 ANNI DALLA PREVISIONE DI EINSTEIN