
Questa gif è la migliore e più bella spiegazione del ‘ma perché le rotule’…
qualcuno di voi saprebbe dirmi come fare delle riprese subacquee e visualizzare in diretta su Smartphone/Tablet quel che vedo? anche senza registrare.
voglio dire, ho visto diverse action cam che hanno la funzione wi-fi, ma mica mi è chiaro come funzionano, mi serve una roba tipo la telecamerina dei droni, solo che vada sott’acqua.
sott’acqua 30 cm attaccata ad un bastone che tengo in mano io eh, mica devo mandare un coso sul fondo dell’oceano.
‘zie 🙂
Aiutatelo e poi lui contraccambia insegnandovi mille nodi e a fare cose di mare tipo orzare la trinca… no, a trincare l’orza, no… a… a… a non naufragare.
Uno smartphone in un guscio impermeabile con la fotocamera accesa, in cima a un bastone da selfie, acceduto da remoto da pc (o da un secondo smartphone) con programmini tipo Teamviewer ?
Non so se il wifi e’ abbastanza potente da superare 30 cm d’acqua. Usa frequenze abbastanza alte, potrebbe degradarsi a distanza molto breve. Pero’ 30 cm sono pochi… Va provato, penso.

Wernher von Braun stands in front of the Saturn V’s first stage
Source: https://imgur.com/fwGGyN3
Premio della critica a:
Il record negativo – spiega il Codacons – spetta alla Sicilia, regione che vede sul proprio territorio ben 215 opere rimaste incompiute (il valore assoluto massimo anche se la crescita dipende dal fatto che nell’anno precedente la regione non aveva comunicato il numero di incompiute).
Il paese in cui pure la lista delle opere incompiute era incompiuta
(riciclabile anche come tagline di italia.it)
Delrio: opere incompiute, rottura patto fiducia con cittadini – Economia
Nasce così la CFD (Computational Fluid Dynamics), uno
dei maggiori campi di utilizzo della matematica applicata. Grazie a
essa è possibile verificare la bontà delle intuizioni degli aerodinamici
prima di testarle in pista. La capacità di calcolo richiesta è però
notevole, tanto più alta quanto più si vuole che la simulazione sia
precisa. Per molti anni solo i super computer a disposizione delle
grandi aziende aeronautiche raggiungevano la potenza di calcolo
necessaria ma, alla fine degli anni ’90, grazie al miglioramento delle
tecnologie, divenne possibile anche per le scuderie di F1 dotarsi di
computer in grado di analizzare una intera vettura di F1 alla CFD, con
una precisione, però, ancora scarsa.Negli anni successivi, con l’aumento della potenza dei computer e lo
sviluppo dei software, la CFD divenne uno strumento così efficace da
costringere le scuderie a dotarsi di un proprio centro di calcolo
e di un team di matematici che lavorassero alle simulazioni. Non deve
sorprendere perciò che la F1 negli anni 2000, tramite collaborazioni con
le università e le aziende di sviluppo, software abbia contribuito allo
sviluppo della CFD. Il risultato è stato un enorme raffinamento
dell’aerodinamica delle vetture fino a produrre gioielli come la Ferrari, la McLaren o la BMW del 2008.Dal 2009 è stata imposta dalla FIA (la Fédération Internationale de l’Automobile) non solo una semplificazione delle vetture, ma anche un limite
ai test, alle ore di prova in galleria del vento e alla quantità di
calcoli utilizzata nelle simulazioni, il tutto nel tentativo di limitare
le spese. Negli ultimi anni perciò le scuderie non hanno più potuto
beneficiare del vertiginoso aumento della potenza di calcolo dei
computer, né delle nuove tecniche di simulazione. Anche se oggi è
diventato possibile simulare direttamente quale sia la superficie
migliore per raggiungere un certo scopo, le nuove tecniche non possono
essere usate in F1 a causa dell’elevato costo
computazionale. Eppure le scuderie continuano a investire molti soldi
nella CFD per ottenere più dati possibili entro gli asfissianti limiti
in cui sono costrette. Rispetto agli anni 2000, però, il ritorno è di
dubbia utilità al di fuori del regno dei regolamenti della FIA, la nuova
Ferrari e tutte le altre vetture a breve presentate saranno quindi il
frutto di enormi investimenti in un lavoro di CFD ormai abbastanza antiquato e superato.
Possiamo negare il passato, ma e’ impossibile sfuggire ai suoi tormenti, perche’ il passato e’ un’ombra che mormora, e ci segue passo dopo passo, segue la verita’ di cio’ che siamo, fino alla morte.
Dalla tavolozza viola e rosa del giorno nacque una notte blu e nera.
Ci tuffammo insieme alla brezza marina in gallerie di luce. Il mantello del tramonto scivolo’ dalle spalle della citta’.
[…]
Mi lanciai nella notte, nelle strade affollate, sfrecciando con la moto nella ragnatela di luci della citta’. Non provavo nulla: niente paura, niente panico, neanche un brivido d’eccitazione. Nel gergo dei motociclisti spingere sul rosso significa dare tutto gas a ogni cambio di marcia, in modo che l’ago del contagiri schizzi sempre oltre il limite rosso che indica il massimo dei giri.Ognuno a modo suo, era quello che facevamo tutti, io, Karla, Didier, e Abdullah: spingevamo sul rosso le nostre vite. E lo stesso faceva Lisa. E Maurizio. Spingevamo l’ago in quell’esigua zona rossa.
Un mercenario olandese a Kinshasa mi aveva detto che l’unico momento in cui smetteva di odiarsi era quando il rischio era talmente grande da costringerlo ad agire senza pensare e senza provare nessuna emozione.
Avrei preferito che non me lo dicesse, perche’ sapevo esattamente cosa significava.
Guidai a tutta velocita’ nella notte, e l’indifferenza che provavo somigliava molto a una sensazione di pace.