alkalineblues:

aliceindustland:

alkalineblues:

Vi ho mai raccontato di come abbia già progettato più volte una casetta su un’isola deserta?

Si ma mica come arredarla, dove mettere le stanze, la piscina o cose così.

Io penso a come avere l’acqua dolce e l’energia elettrica. Come riciclare i rifiuti e dove costruire l’osservatorio astronomico.

In realtà la mia isoletta ideale è un bel po’ più grossa.

Ok, ma mo la domanda è: come la occupiamo?

Come la occupiamo? Eh bella domanda.

All’atto pratico suggerisco un mercantile di piccolissima stazza, si porta il necessario per costruire e si usa come appoggio nelle prime fasi.

Se invece si preferisce la versione wild and free un bel cabinato a vela penso sia la soluzione ideale.

Dovremmo inventarci qualcosa a livello giuridico perché la sola occupazione dubito funzioni, perché per quanto piccoli gli stati come il Vanuatu un po’ si incazzano comunque.

Mi sa che ci serve una Jolly Roger.

Per la parte pratica, suggerirei: acqua potabile da desalinizzazione acqua marina + fogli di condensa dell’umidita’ atmosferica (suppongo sia un clima tropicale, abbastanza umido). Visto che probabilmente la desalinizzazione per evaporazione e condensa non sara’ abbastanza efficiente da fornire un fabbisogno idrico sufficiente per le esigenze dirette, e per le coltivazioni, probabilmente servira’ un impiantino di desalinizazione a osmosi inversa. Alimentato da energia elettrica generata con pannelli fotovoltaici e piccoli generatori eolici a magneti permanenti.

I rifiuti, se l’isola diventa autosufficiente, dovrebbero essere prevalentemente organici, quindi possono essere smaltiti con un sistema di compostaggio che li trasformi in ottimo concime per le piante. Tra l’altro necessario, vista la natura prevalentemente sabbiosa del terreno.

Questo rimarrebbe probabilmente uno dei punti piu’ difficili da superare, insieme alla carenza di alberi e vegetazione, da cui ricavare legname (per costruzione, e per riscaldamento).

rispostesenzadomanda:

nyft:

peterfromtexas:

Isle of Man superbike race POV

The Isle of Man TT race might just be the craziest thing on earth. Each and every year, motorcyclists gather on the small island in the Irish Sea and race bikes of varying classes on a 37-mile mountain course. 245 riders have died competing since 1911, and it’s pretty easy to see why. In this tremendously scary video, 2014 Superbike division winner Michael Dunlop and runner-up Guy Martin race along the course and hit speeds above 200 miles per hour.

The view from the front of the bike literally looks like the Millennium Falcon traveling through hyperspace.

via

C’è tantissimo diomadonna in questo video

“The view from the front of the bike literally looks like the Millennium Falcon traveling through hyperspace” è la migliore definizione di moto sentita finora.

Ma chi ha concepito un circuito con pezzi di strada ALL’OMBRA DEGLI ALBERI, dove non si vede un cazzo, quanto deve odiare i motociclisti ? Gli avranno trombato la moglie ?

gargantua:

corallorosso:

La Morte Spettacolare Di Franz Reichelt: il ‘Base Jumper’, Parigi- Torre Eiffel (1912)
Il sarto francese, di origine austriaca, e inventore Franz Reichelt (1879-1912), saltando dalla Torre Eiffel, mentre provava un paracadute di sua invenzione, è morto accidentalmente
Illustration from French newspaper Le Petit Journal, February 18, 1912, Private Collection, (Photo by Leemage/UIG via Getty Images)