– Una volta fui addirittura un politicante riformatore; ma una volta sola. I politici riformatori tendono ad essere non soltanto disonesti, ma stupidamente disonesti, mentre il politico affarista é onesto.
– Non capisco, Lazarus. La storia sembra dimostrare…
– Adopera il cervello, Ira. Non dico che un politico affarista non rubi; rubare é il suo mestiere. Ma tutti i politici sono improduttivi. L’unico bene che un politico puó offrire é rappresentato dalle sue mandibole. La sua onestá personale… voglio dire, se lui ti dá la sua parola, ci si puó contare ? Un politico affarista di successo lo sa, e difende la sua reputazione mantenendo gli impegni presi, perché vuol continuare a fare il suo mestiere… continuare a rubare, cioé, non solo per questa settimana, ma anche per l’anno venturo e per chissá quanti anni ancora. Quindi se é abbastanza in gamba per aver successo in questo difficile mestiere, puó avere la morale d’una tartaruga carnivora, ma si comporta in modo da non mettere a repentaglio l’unica cosa che ha da offrire: la reputazione di mantenere le promesse.
Ma un politico riformatore non dispone di questa bussola.
Lui é votato al bene di tutti… un’astrazione di altissimo ordine, e quindi soggetta a innumerevoli definizioni. Se pure puó venir definita in termini significativi. Di conseguenza il politico riformatore assolutamente sincero e incorruttibile, é capace di venir meno alla sua parola tre volte prima di colazione… non per disonestá personale, perché si rammarica sinceramente di quella necessitá, e te lo dice in faccia, ma per incrollabile devozione al suo ideale.
Per indurlo a venir meno alla sua parola, basta che qualcuno lo convinca che é necessario nel superiore interesse di tutto il popolo. E lui ci casca.
Quando ci si é abituato, é capacissimo di barare anche mentre fa i solitari. Per fortuna é difficile che resti in carica a lungo… tranne durante la decadenza e la caduta di una cultura.
Robert A. Heinlein, Time enough for love, 1973