Ci risiamo, i neutrini tornano a far parlare di sé!

Ci risiamo, i neutrini tornano a far parlare di sé! E stavolta c’è qualcosa di epocale che bolle in pentola.
Non bastava la scoperta delle onde gravitazionali, il 2016 vuole a
tutti i costi passare alla storia come l’anno più turbolento della
fisica moderna! Abbiamo indizi sulla natura della… materia oscura??

Già. Perché dopo la Relatività Generale, stavolta tocca al
Modello Standard far discutere. Per capire cosa è successo lascio la
parola a Simone, dottorando di Fisica Teorica, che ci ha già parlato una
volta del Modello Standard (https://goo.gl/GdRrlr), in occasione di una importante misura che era stata fatta a settembre!
-Lorenzo

1) Che cos’è un neutrino?
Molti voi forse hanno familiarità con il concetto di elettrone, protone
e neutrone, i costituenti dell’atomo. Dagli anni ‘50 in poi si è
scoperto che le particelle credute “elementari” sono in realtà
costituite da particelle ancora più piccole, dette sub-atomiche,
organizzate in una specie di “tavola periodica delle particelle”. La
complessa teoria che descrive questi mattoncini e il modo con cui
interagiscono viene chiamato “Modello Standard”, che include la forza
elettromagnetica, la forza nucleare debole e la forza nucleare forte.
Purtroppo la gravità, trattata dalla Relatività Generale, non è
attualmente descritta a livello microscopico. I neutrini sono le più
leggere e sfuggenti di queste particelle fondamentali, e sono
particolarmente difficili da rivelare e studiare.

2) Come sono stati scoperti, se sono così sfuggenti?
All’inizio del 1900 si iniziarono a studiare i decadimenti radioattivi,
in particolare il decadimento β, nel quale un nucleo atomico emette un
elettrone. Tuttavia, misurando l’energia di elettroni emessi da atomi
identici, si scoprì che non assumevano sempre lo stesso valore. Molto
strano: quando un atomo decade ci si aspetta che lo faccia sempre
nello stesso modo e che emetta un elettrone sempre con la stessa
energia. Visto che l’energia in natura viene sempre conservata, si
ipotizzò allora che qualcosa stesse rubando l’energia che spettava
all’elettrone.
Una particella molto leggera e priva di carica
elettrica, che venne battezzata “neutrino”, facendo eco al suo cugino,
il “neutrone”.

3) Cosa hanno di speciale?
Il neutrino,
nonostante il nome, è qualcosa di totalmente diverso dal neutrone: privo
di carica elettrica e incapace di interagire con le particelle atomiche
(che si parlano con la forza nucleare forte), il neutrino può
interagire solo tramite la forza nucleare debole. E come fa pensare il
nome, questa forza rende i neutrini quasi del tutto insensibili al resto
della materia, il che li rende un vero grattacapo per i fisici
sperimentali che sono costretti a costruire esperimenti enormi sotto
montagne o chilometri di ghiaccio antartico. Pensate che ogni secondo
miliardi di neutrini vi attraversano indisturbati! (https://goo.gl/B5dkiF)

I neutrini possiedono anche un’altra caratteristica: hanno massa,  
piccolissima certo, ma non nulla. Questo dettaglio sembra
insignificante, ma è in realtà importantissimo! Perché secondo il
Modello Standard non dovrebbero averla per niente! Questa è una prova
sperimentale che c’è fisica “oltre il Modello Standard”. Una scoperta
che è valsa il premio Nobel 2015 per la Fisica (https://goo.gl/nF043K, leggetelo, perché è parte integrante di questo post)

In breve i neutrini esistono in 3 “abiti”, o “sapori”, e il fisico
italiano Bruno Pontecorvo predisse che, se i neutrini possiedono massa,
allora sono in grado di “oscillare” e di cambiarsi d’abito, grazie alle
bislacche leggi della meccanica quantistica. Ed è proprio quello che è
stato scoperto: sappiamo che il Sole produce tot neutrini elettronici
nel suo nucleo, ma solo un terzo giunge ai nostri rivelatori: il resto
ha oscillato e ha cambiato “sapore”. Il Modello Standard proibisce ai
neutrini di avere massa, ma loro se ne fregano ed oscillano lo stesso.

Le sorprese provengono, di nuovo, dalle oscillazioni dei neutrini: ci
sono nuovamente dei neutrini “scomparsi”!
Sembra cioè che alcuni di
questi (il 6% circa) si siano trasformati in un quarto “sapore”
sconosciuto!

Questo neutrino misterioso viene chiamato
neutrino sterile”, perché non possiede neanche l’interazione debole. È
la particella più indifferente dell’intero Universo! Una menefreghista
cercata da molto tempo, poiché ci può dare molti indizi sulla fisica
oltre il Modello Standard, visto che già la predizione di Pontecorvo ha
mostrato l’incompletezza della teoria.

In particolare, ci
potrebbe dire qualcosa su cosa sia la famigerata Materia Oscura: cugini
più pesanti del neutrino sterile potrebbero spiegare questa materia
misteriosa che tiene assieme le galassie e l’universo, e persino far
luce sull’inspiegabile asimmetria tra materia e antimateria!

Per ora gli esperimenti hanno una significatività statistica di 3-sigma,
non ancora sufficiente per annunciare una scoperta. Serve il 5-sigma,
fino ad allora si puà parlare solo di indizio! Vedremo cosa ci riserverà
il futuro: i neutrini ci devono ancora dire molte cose sulle leggi
fondamentali della natura. Stay tuned!

-Simone A.

https://www.sciencenews.org/article/reactor-data-hint-existence-fourth-neutrino

(via Chi ha paura del Buio ?)

Ci risiamo, i neutrini tornano a far parlare di sé!

nubbsgalore:

“one stormy night my girlfriend saw what we thought was a dead sparrow below our balcony. he was barely breathing, covered in ants and completely blind.

“we brought him home and put him in a box. after spending a night in our bedroom, he woke us up with high pitched tweeting. we tried feeding him, but without any luck, so we placed him on our balcony. he continued tweeting non stop for three hours.

“finally, his father found him and started feeding him. he brought his chick huge bugs and bread every 10-15 minutes all day long for two weeks straight.

“he was getting bigger every day, but he was still blind. i called a vet, and he told me to try simple eye drops. it worked like a charm! he even started hiding from us behind our flowers. soon, his father started showing him how to fly trough the window.

“one day he just left – we knew this day would come eventually. we became really worried because that same night, and for the next few days, there was really stormy weather. however, three days later, he came back and fell asleep in one of our pots.”

(source)

ninnuzza:

Ennio che con la voce rotta e le mani che tremano, dedica l’Oscar a sua moglie Maria.
Nella più assoluta semplicità. Come se fossero a Roma al chioschetto della pizza bianca.

Amare ed essere amati.
Questa è davvero l’unica vittoria nella vita.

embolo:

paludini:

cose che ho imparato:

1) wow! si può programmare di tutto con tutto! ma che spreco. oggi ho visto per la prima volta cosa succede con array a migliaia di indici e confesso che spero di non averci molto a che fare!
2) finalmente apprezzo la specializzazione delle variabili del Java e del C++, sino ad oggi ne vedevo solo l’impraticità, ma usare un int di 32 bit (cioè 2 elevato 32) per immagazzinare un numero tra 0 e 10 per un migliaio di volte mi disgusta perché odio gli sprechi
3) immagino che i videogiochi di venti anni fa fossero così pixellati e privi di colori perché per ridurre al minimo lo spreco di memoria dovevano usare il numero minimo di bit per immagazzinare informazione. 1 byte (tipo char del C++) contiene 256 bit, e se consideriamo 16 colori, ogni valore di un char può indicare un elemento di una matrice 4×4 (un modo per implementarlo è questo: (c % 16) restituisce il valore della cella, (c % 16) % 4 il valore della colonna, (c % 16) / 4 il valore della riga, (c / 16) il colore dell’elemento c). che bella l’efficienza!
4) sono felice di trovare punti di forza e di bellezza in linguaggi diversi. w il Python! w il C++
5) persino il codice un videogioco rudimentale richiede una certa riflessione

Mi sono perso alla terza riga. Sono troppo vecchio!

Nella programmazione embedded in C, questi ed altri trucchetti per risparmiare memoria si usano ancora oggi. Ad esempio le variabili bit a bit.

Se devi avere 16 bool, invece di usare 16 variabili di tipo bool (che occupano 1 byte l’una, 16 byte in totale), puoi fare un’unica variabile short (da 2 byte), e 16 define per i 16 bit dello short:

short var;

#define VAR_1 0x1
#define VAR_2 0x2
#define VAR_3 0x4
#define VAR_4 0x8
#define VAR_5 0x10
#define VAR_6 0x20
#define VAR_7 0x40
#define VAR_8 0x80
#define VAR_9 0x100
#define VAR_10 0x200
#define VAR_11 0x400
#define VAR_12 0x800
#define VAR_13 0x1000
#define VAR_14 0x2000
#define VAR_15 0x4000
#define VAR_16 0x8000

A questo punto, per mettere a true o a false le variabili, alzi o si abbassi i singoli bit:

var |= VAR_1;
var &= ~VAR_1;

Se invece del C usi il C++, puoi anche usare le struct bit a bit:

struct var {
   unsigned short var_1:1;
   unsigned short var_2:1;
   unsigned short var_3:1;
   unsigned short var_4:1;
   unsigned short var_5:1;
   unsigned short var_6:1;
   unsigned short var_7:1;
   unsigned short var_8:1;
   unsigned short var_9:1;
   unsigned short var_10:1;
   unsigned short var_11:1;
   unsigned short var_12:1;
   unsigned short var_13:1;
   unsigned short var_14:1;
   unsigned short var_15:1;
   unsigned short var_16:1;
};

In questo modo dici al compilatore che i singoli campi della struct, pur essendo chiamati short, possono assumere solo il valore 0 o 1. Il compilatore ottimizzerá la struct facendola pesare 2 byte, invece dei 16 che avresti usato usando i bool.