Visto che @Kon-igi ha scritto che sei un soccorritore ti chiedo questa cosa. Oggi tra mamme si parlava di disgrazie e mi son preoccupata, cosa fare se mio figlio soffoca o peggio gli si dovesse fermare il cuore? ( ha 2 anni )
Prima però assicurati che non abbia un bolo alimentare incastrato in trachea.
Se non riesci a rimuoverlo con le dita, visto che la manovra di Heimlich classica è pericolosa per un bimbo così piccolo, cingi la sua pancia con il braccio sinistro e con il destro dai 5 pacche robuste in mezzo alle scapole, poi lo metti su un tavolo e comprimi 5 volte con una mano in mezzo alle mammelle. Ripeti finché non si disostruisce. Se sei sola continua a farlo e fai chiamare i soccorsi da qualcun’altro.
Mi rendo conto di aver scritto dando per scontato parecchie cose.
Che tuo figlio di due anni possa avere un arresto cardiaco improvviso è una cosa tanto rara da sfiorare la fantascienza; piuttosto è MOLTO più facile che le funzionalità cardiache siano compromesse in seguito ad un problema respiratorio e qua, con l’ostruzione delle vie aeree, entriamo già nel più concreto.
Nei bambini è molto frequente l’aspirazione di boli alimentari ma è importante che una madre capisca una cosa: se il figlio TOSSISCE, NON HA DEL CIBO INCASTRATO NELLE VIE AEREE, quindi non percuotetelo, non scuotetelo e non fategli prendere paura più di quanto abbia. Se invece vedete che diventa rosso in faccia, NON EMETTE ALCUN SUONO e sbarra gli occhi, magari indicandosi la gola (se è grandino), allora è facile che si stia soffocando con un pezzo di cibo incastrato in gola.
Un’ultima cosa: il massaggio cardiaco si fa solo se il bambino è in evidente stato di incoscienza perché pur comprendendo quanto sia difficile in quei momenti concitati rilevare il battito cardiaco, se piange, si lamenta, mugola e si muove ALLORA IL CUORE STA BATTENDO.
Già che ci siamo e visto che c’è una quasineomamma:
QUALSIASI LIQUIDO NOCIVO abbia ingerito, non fate vomitare vostro figlio: se è una sostanza acida/caustica si ustionerebbe due volte; se è un detersivo, gli spasmi gastrici lo farebbero schiumare nelle vie aeree; se è un veleno, fatelo rimuovere con una sicurissima lavanda gastrica e un purgante in PS.
Se vostro figlio si ustiona NON RIMUOVETE I VESTITI (non vi spiego cosa succederebbe, fidatevi e basta) ma bagnatelo subito con il doccino della vasca e poi chiamate i soccorsi.
Se vostro figlio si conficca qualcosa in corpo NON PROVATE A TOGLIERLO perché i danni maggiori si hanno nella rimozione non in ambito ospedaliero: coprite tutto con una garza o un asciugamano e chiamate i soccorsi.
Se vostro figlio ha le CONVULSIONI durante un episodio febbrile, NON FATE NIENTE. Non ha l’epilessia (cioè, sì ma non come intendete voi), non si sta ingoiando la lingua e non sta morendo. Capisco sia particolarmente brutto ma pensate solo ad abbassargli la temperatura con una borsa del ghiaccio nell’interno coscia e quando sono passate, a dargli da bere bevande zuccherate (così l’organismo non va in carenza di zuccheri e non deve usare il glicogeno epatico che è ricco di corpi chetonici –> ‘acetone’).
Una volta un ragazzo è stato rianimato dopo 50 minuti che si trovava sul fondo del lago di Iseo, ed è vivo, dipende per cosa intendi per vivo… Il cuore batte ancora, ma il cervello assolutamente no. Il problema in questi casi è il danno anossico celebrale che si instaura dopo pochi minuti dall’assenza di battito. Sono casi rari quelli di cui si parla sopra ma è sempre bene sapere cosa fare… Un ultima considerazione: chi risponde al 112 ( ex 118 ) non è assolutamente un idiota, è gente addestrata e con i contro coglioni ( proprio come me e @cardioversione), sapranno sicuramente aiutarvi a gestire al meglio l’emergenza, vi diranno come effettuare delle semplicissime valutazioni per capire se l’infortunato è o no in arresto cardiaco o in qualsiasi altra situazione.
Intendevo dire che può anche succedere che non beva dell’acido, che non si Strozzi con la brioche, non si infilzi un chiodo in una rotula e non si cerchi genericamente di autodistruggere prima dei 6 anni! 😀 O almeno, spero
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA! Prepara confezione cerotti formato guerra in vietnam. Non dovrai rianimarlo ma rattoppare senza ombra di dubbio.
il pediatra una volta ha lanciato uno sguardo inquisitore a mia madre perché si faceva prima a contarmi le parti del corpo senza lividi e croste. per fortuna si conoscevano fin da ragazzini e lei l’ha mandato a quel paese in direttissima. e poi c’è quella volta che mi sono quasi tagliata il pollice con la tenaglia. o sono cascata di testa nel canaletto della fogna a cielo aperto (credo fosse lo stesso periodo in cui sono cascata di testa giù dal letto a castello). o ho ingoiato il sapone del water. a 10 mesi cmq sono scappata dal cortile della baita e sono andata a piazzarmi allegramente sotto una mucca pascolante.
ah, mia sorella si è lanciata nella piscina grande a 2 anni mentre papà era distratto, io per fortuna ero a due metri. lei comunque era una specialista delle altezze, i miei improvvisamente non erano troppo felici della loro libreria a tutta parete.
tutto ciò prima dei sei anni e bada che noi eravamo bambine tranquille. mia cugina il primo osso se l’è rotto a otto mesi. la scapola. cercando di evadere dal lettino. (se devo dirti gli ossi rotti di mio cugino grande invece non la finiamo più. diciamo che si è rotto pressoché tutto tranne la testa).
A 4 anni in montagna sono caduto nella fonte ghiacciata mentre cercavo di bere e le sbarre di ferro mi bloccavano sott’acqua.
mi sono infilato un coltello nel polpaccio perchè la sera prima Rambo lo aveva fatto in tele.
non ho ginocchia, ho i segni del bombardamento degli alleati sui bunker tedeschi.
Posso continuare per ore, ma essendo colui su cui @tentochu stasera riverserà l’odio, le paure, le paturnie di giovine madre, mi blocco 😀
Io ero abbastanza tranquillo, da piccino. Dunque, vediamo.
A due anni e mezzo ho cercato di uscire dal lettino con le sbarre, scavalcandolo, e precipitando di sotto. Spalla lussata, e primo giro al pronto soccorso.
Poi e’ iniziata la fase del lasciare dita ovunque: nel cancello, nella porta, nello sportello della macchina, tra le feritoie dello scarico del lavandino, ecc.
Crescendo ho cominciato a socializzare. Una volta eravamo in bici in due (io seduto sulla canna con le gambe di traverso, mentre un altro amico pedalava), abbiamo preso una buca, e la botta mi ha fatto infilare il piede tra i raggi della ruota anteriore: caviglia rotta io, braccio rotto lui, sangue ovunque.
Un‘altra volta sono caduto in un fosso pieno di ortiche. Ero in maglietta e pantaloncini. Vi lascio immaginare come ne sono uscito.
Una volta ho quasi dato fuoco al bosco, a mia sorella, e al mio vicino, giocando “al lanciafiamme“ con la lacca per capelli di nonna e un accendino, ad agosto.
Poi c’é stata quella volta in cui, dopo aver visto “Indiana Jones”, si giocava al “ponte sospeso“ in bosco (un tronco d’albero che era caduto di traverso su un ruscello), e sono caduto di sotto infilzandomi sugli spuntoni di rami rotti.
Un’altra volta sono salito in macchina giocando all’autista, e ho per sbaglio messo la folle e lasciato andare il freno a mano. La macchina era leggermente in salita, ed e’ cominciata a scendere all’indietro, attraversando la strada (per fortuna non passava nessuno) e andando a sbattere contro la casa del vicino.
Dopo c’é stata la fase pseudo-belligerante fai-da-te, durante la quale mi sono ferito
all’incirca con: arco e frecce autocostruite; punteruoli da trappole scavate per terra e coperte di foglie (dopo aver visto “Rambo”); coltelli
artigianali fatti con le rocce (dopo la gita al museo archeologico);
nunchaku fatte con manici di forbici da siepe e catena del pozzo (dopo aver visto “Dragon, la storia di Bruce Lee“”); fionde
fatte con pezzi di ramo e copertoni di bicicletta; spuntoni di vetro da
molotov improvvisate con la birra al posto della benzina (”la birra e’ alcolica,
brucera’ ? proviamo“); bombe a implosione tirando sassi ai vetri di
vecchi televisori; mine claymore artigianali sotterrando petardi magnum
sotto ai sassi, accendendoli, e scappando via; bombe di profondita’ con
petardi dentro a barattoli legati a un sasso, e tirati nello stagno.
Poi e’ subentrata la fase scientifica, e li siamo passati al cercare di scaldare piu’ velocemente l’acqua della vasca infilandoci il phon acceso, costruire i primi circuiti elettrici a scuola con pila e lampadina per poi a casa infilare i fili nella presa della 220v per vedere che succedeva, o rovesciare bicchieri di acqua fredda sulle vaschette di citronella completamente liquefatta per spegnerle (fiammate alte un metro e mezzo).
Alla fine e’ arrivata l’adolescenza, ed é iniziato il periodo delle risse, denti rotti, braccia/gambe/costole incrinate da voli in motorino, gare di velocitá finite male, e altre cosine divertenti, ma per adesso puo’ bastare..