Esimio, a seguito di una tre giorni a base di legumi mi interrogavo: i gas di risultanza della digestione sono validi come fonte di energia rinnovabile a basso impatto ambientale? Non so se le competa come campo di conoscenze, ma fiducioso attendo.

kon-igi:

Per raggiungere l’autonomia energetica, però, i fagioli li devi mettere anche nel latte al posto dei cereali.

@tsuki-nh me li mette pure nei dolci al posto della farina. Sto progettando una modifica dell’impianto a metano della macchina con collegamento diretto sedile/serbatoio.

Takeshi Kitano e la ricerca internazionale

spaam:

C’è il Koreano che quando parla in inglese non usa le consonanti e non coniuga un cazzo e quando mi chiede una cosa sembriamo sempre un film di mafia girato da Takeshi Kitano.

Koreano: 

giù ju ehè antiboti 시간 ahain 있다?
Io: argliu tokkin wimmi?
Koreano: yes! Hai tok 있다 ju”
Io: Ai donnò, lemmi check se ai hev uan
Koreano: Ah
Io: Eh
Koreano: Ah
Io: hau mach?
Koreano: firfi mililiter.
Io: firfi?
Koreano: uan – faiv. 
Io: fiftiiiin!
Koreano: 

시간

Io: apposto

Ecco che arriva spaam a portare a un altro livello il post sulla lingua parlata a lavoro 😀

Domanda ai tumbleri che hanno studiato

sovietcigarettesandstuff:

sabrinaonmymind:

marsigatto:

yoghiorso:

masoassai:

marsigatto:

Ma da voi, al lavoro, si parla l’Italiano? (la polemica non è con voi, ma coi miei colleghi…)

un filino dialettale, a volte, ma: sì.
e ‘un si pole mi’a esse’ perfetti, dio ccangi

col pubblico “elevato” (tipo colleghi esterni, imprese, amministrazioni) si parla in italiano colorito da qualche nota di colore, va… francesismi ecco (ofordiani)
col pubblico “basso” (l’utenza) più si parla come mamma c’ha fatto e più ci si intende, diciamo ecco che il rapporto francesismi – italiano si ribalta
tra colleghi d’ufficio… va bene anche un fischio

Ma che belle persone che siete, ma che fate stasera? ^_^

Giuro che ho millemila email in cui mi si dice ‘apposto’ invece che ‘a posto’, ‘entrambe’ al posto di ‘entrambi’, mi tocca sentire anglicismi sgallettati degni della peggiore adolescenza borgatara, e cose che mi farebbero accendere un cero al mio angelo custode per finire in luoghi di lavoro come i vostri…

Quando lavoravo a Cagliari nessuno mi parlava in dialetto per spiegarmi il funzionamento del trasformatore trifase, mentre qui in veneto pure la fisica nucleare te la spiegano tranquillamente in dialetto.

@sabrinaonmymind: come disse il mio prof di economia, “il veneto no xè un dialeto, xè na malatia” (venetissimo anche lui, ovvio).

Io qui ho una collega italiana, e le parlo in mezzo inglese/triestino/polacco.

(se vale lo stesso, con i colleghi si parla e si smadonna in inglese e in polacco). 

Da noi si parla abbastanza italiano, con inflessioni piu’ o meno dialettali a seconda della persona con cui si sta parlando. Abbiamo siciliani, sardi, romagnoli, genovesi, e toscani di diverse provenienze, dai fiorentini, ai pisani, lucchesi e perfino livornesi.

In genere viene abbastanza automatica la scelta del tipo di linguaggio da usare. Se con un siciliano o un genovese magari mi esce un “É andato di nuovo in crash. Ci sono ancora troppi bug per poterlo rilasciare“, con un toscano mi ci puo’ scappare un “Ale’, ha durato quanto un gatto sull’aurelia. Ma cosa vói rilascia’ che un regge un coomero alla scesa?“

Ovviamente mi riferisco al linguaggio di tutti i giorni tra colleghi. Coi clienti magari parliamo un italiano abbastanza neutro.

Quando invece c’é gente che non parla italiano, passiamo tutti all’inglese piú o meno maccheronico.

tsuki-nh:

Oggi sono alle prese con le odiate pulizie di primavera e Cianci ha deciso di “aiutare”.

Eccolo dall’altra parte della stanza mentre aspetta che abbia finito di passare il cencio per camminare sul pavimento bagnato:

E mentre si nasconde tra i panni appena lavati per lasciare un tappetino di pelo:

-.-

Gato ala Visentina.

Buongiorno! Per lavoro sto tirando a mano righe parallele a 1,5mm di distanza per coprire un’area di un A5. Sono a metà e vorrei uccidere violentemente tutti oltre a che mi si stanno incrociando letteralmente gli occhi. È normale? È considerato training da jihadista?

heresiae:

gigiopix:

heresiae:

brondybux:

kon-igi:

Se ucciderai qualcuno invoca l’attenuante dell’ipnosi da catena di montaggio.

ma sono 140 righe, ci metti 15 minuti °_°

sì, ma quando arrivi alla settantesima è meglio se nessuno cominci a fare cose irritanti intorno a te.

140 righe sono circa 8 comandi offset esponenziali su autocad, oppure un solo comando copia in serie di 140×1. E un comando estendi fino ai limiti del cartiglio. Saranno al massimo 5 minuti (compresa l’impostazione della pagina), non 15.

ma l’anon ha scritto “a mano”. quindi io mi immagino matite, squadre e righelli.

Ok, mi sa che sto un po’ perdendo il contatto con la realtà 😀
Avevo inteso “a mano” nel senso “non voglio usare lo strumento tratteggio” 😀

Buongiorno! Per lavoro sto tirando a mano righe parallele a 1,5mm di distanza per coprire un’area di un A5. Sono a metà e vorrei uccidere violentemente tutti oltre a che mi si stanno incrociando letteralmente gli occhi. È normale? È considerato training da jihadista?

heresiae:

brondybux:

kon-igi:

Se ucciderai qualcuno invoca l’attenuante dell’ipnosi da catena di montaggio.

ma sono 140 righe, ci metti 15 minuti °_°

sì, ma quando arrivi alla settantesima è meglio se nessuno cominci a fare cose irritanti intorno a te.

140 righe sono circa 8 comandi offset esponenziali su autocad, oppure un solo comando copia in serie di 140×1. E un comando estendi fino ai limiti del cartiglio. Saranno al massimo 5 minuti (compresa l’impostazione della pagina), non 15.