Una delle prerogative inderogabili del cretino è quella di individuare, dopo che è accaduto un fenomeno di qualsiasi tipo, la spiegazione più comoda e naturale per il proprio punto di vista, rifiutandosi pervicacemente di considerare il fatto che ce ne sono altre centomila, tutte molto più plausibili della propria.
Dipende tutto dal numero di informazioni che abbiamo, e dalla consapevolezza che ne esistono altre che non abbiamo.
In un mondo fisico che è notoriamente a tre dimensioni, è piuttosto facile capire che la fotografia in cui un tizio sorregge la torre di Pisa con le mani è data da un gioco prospettico, e solo nel mondo incorniciato della fotografia, che di dimensioni ne ha due, riusciamo a illuderci per un attimo del fatto che esistano persone così forti da sorreggere una torre.
Se siamo consapevoli che le dimensioni sono tre, comprendiamo al volo che la fotografia in questione è una proiezione, un’illusione ottica; ma se fossimo nati e vissuti in un mondo a due dimensioni, sarebbe molto difficile liberarsi dal punto di vista che il fotografo ci ha obbligato ad assumere.
Quando siamo convinti che tutto quello che sappiamo sia tutto quello che serve per capire, comportarsi da cretini è molto più facile di quanto non sembri.
Mese: Maggio 2016

If we have data, let’s look at data. If all we have are opinions, let’s go with mine.
– Jim Barksdale, Netscape
Vorrei spezzare un’arancia (cit.) in favore del progetto Save Sammezzano.
Il governo propone un progetto di recupero di beni culturali da 150 milioni di euro, per i luoghi segnalati dalla popolazione.
Il progetto Save Sammezzano e’ un gruppo di persone che si e’ organizzato come ente giuridico, per cercare di approfittare di questa possibilita’, e recuperare il Castello di Sammezzano rendendolo accessibile a tutti, prima che venga venduto all’asta a privati, e trasformato in albergo o residenza di lusso.
Purtroppo ve lo sto dicendo solo all’ultimo minuto: le segnalazioni vengono accettate solo fino al 31 maggio, rimangono solo 2 giorni. Ma per copincollare questa mail e spedirla a bellezza@governo.it , bastano 30 secondi.
Grazie a chiunque vorra’ contribuire.
Lascio il posto agli anziani anche se non gli ho chiesto di invecchiare io ma lo faccio, sono carini.
Lascio il posto alle donne incinte anche se non le ho messe incinte io ma lo faccio, talvolta sono carine.
Lascio il posto ai bambini anche se non gli ho chiesto di nascere io ma lo faccio, hanno occhi grandi e alcuni poi smettono di fare rumore.
Lascio il posto un po’ a tutti e lo faccio in silenzio, senza chiedere. Mi alzo e me ne vado. Che è un po’ la tecnica che utilizzo nei rapporti umani. Quando sento di essere di troppo, mi alzo e me ne vado. Non serve dire nulla. Alzati e vattene.
Il mio lavoro negli ultimi tempi consiste nel mettere in ordine migliaia e migliaia tra lettere e francobolli. Non ha molto senso, dici. Non è stimolante. Non ha futuro. Ma per me è il contrario. Mettere in ordine mi aiuta a dare un senso al caos attorno. In quella stanza, tutto si sistema come dico io. Ogni album, scatola, cartone, si posiziona dove per me è logico che sia e non c’è niente di più eccitante per un maniaco dell’ordine. Vedere ogni cosa andare al proprio posto. Non mi interessa del futuro, mi interessa del presente e allo stato attuale tutto è in ordine dentro la mia stanza. Fuori può regnare chi vuole ma qua comando io.
Perché non posso controllare i miei occhi e fanno il cazzo che gli pare e peggiorano sempre.
Non posso controllare i miei capelli e fanno il cazzo che gli pare e mi abbandonano sempre.
Non posso controllare il tuo umore e fai pure il cazzo che ti pare, mi trovi nella stanza dove tutto è in perfetto ordine. Se vuoi entra, ti lascio il mio posto così capisci anche tu quanto è bella questa sensazione. Anche se è il mio posto speciale e non lo lascio volentieri. Non lo lascerei ad anziani o a donne incinte o a bambini, ma a te sì e forse mi sforzerei pure ad evitare di andarmene subito dopo.
Non tanto per te, ma perché non mi fido, metti che tocchi qualcosa e scombini il mio ordine?
Meglio restare, per sicurezza.
La soluzione ai problemi di discriminazione sull’aspetto fisico?
Mi venne data una ventina di anni fa da un mio collega che aveva perso la vista alla nascita e fu tanto banale quanto abbacinante.Mi disse – Valuto la bellezza di una persona sulla base di quello che dice.
(via kon-igi )
Quindi non ci resta che cavare via gli occhi a tutti.
(via tralserioeilfaceto)
Saramago insegna che non si risolverebbe niente, anzi.
This is one of my favorite posts because that cat’s fucking name is fucking meatloaf
Let us just appreciate that this person’s dad didn’t know when they would be home and so he couldn’t plan for them to be able to join the family for dinner, but he knew with no doubts that dear sweet Meatloaf staying in that exact position for hours was an absolute in this scenario. Truly, that cat was named well.
one of my favorite posts on tumblr over the course of 5 fucking years.. clearly i need a life
Good work, Meatloaf.
Il Pentagono si affida ancora a floppy e IBM degli anni ’70
Nel rapporto dettagliato del GAO si legge che il sistema della Difesa che coordina i missili balistici intercontinentali, i bombardieri nucleari e i loro aerocisterna “gira su computer IBM Serie-1 degli anni ‘70 e usa floppy disk da 8 pollici”.
La portavoce del Pentagono, il Tenente Colonnello Valerie Henderson, ha
risposto ad Associated Press che “è ancora in uso perché, per farla
corta, funziona ancora”.

Germania, Pegida contro la Kinder: “No ai bimbi neri sulle barrette di cioccolato”. Ma sono i giocatori della Nazionale
Com’è vivere in una gated community: siamo entrati in uno dei quartieri ‘blindati’ d’Italia | VICE News | Italian
Che cazzo di incubo
Mi sento degradato solo al pensiero di condividere materiale genetico con queste persone… anche se i film horror che ricordo con più piacere (compreso un episodio di X Files) sono ambientati in posti del genere.
A Borgo di Vione le mamme possono lasciare i bambini liberi, tanto sanno benissimo che dietro l’angolo non ci sarà mai un mendicante che chiede l’elemosina, un campo rom, un venditore ambulante o un kebabbaro aperto fino a tarda notte
I notori rischi di trovare un kebabbaro aperto fino a tarda notte.
Se io fossi la mamma, affiderei probabilmente al pupo il compito di ordinarmi un kebab alle tre del mattino.
(diocane che incubo, il gruppo delle mamme su whatsapp, e famo tutte pilates insieme, e andiamo tutte in piscina insieme. che due coglioni.
Mi piace soprattutto il nesso logico implicito tra “qui di solito le mogli non lavorano ma badano ai figli e fanno la spesa” e “quello che vogliamo fare è recuperare i valori familiari“.
Perché nella famiglia tradizionale, si sa, la donna sta a casa e non fa un cazzo.
Io a questo tizio gli farei fa’ due chiacchere con la mi’ nonna.




