Lascio il posto agli anziani anche se non gli ho chiesto di invecchiare io ma lo faccio, sono carini.
Lascio il posto alle donne incinte anche se non le ho messe incinte io ma lo faccio, talvolta sono carine.
Lascio il posto ai bambini anche se non gli ho chiesto di nascere io ma lo faccio, hanno occhi grandi e alcuni poi smettono di fare rumore.
Lascio il posto un po’ a tutti e lo faccio in silenzio, senza chiedere. Mi alzo e me ne vado. Che è un po’ la tecnica che utilizzo nei rapporti umani. Quando sento di essere di troppo, mi alzo e me ne vado. Non serve dire nulla. Alzati e vattene.
Il mio lavoro negli ultimi tempi consiste nel mettere in ordine migliaia e migliaia tra lettere e francobolli. Non ha molto senso, dici. Non è stimolante. Non ha futuro. Ma per me è il contrario. Mettere in ordine mi aiuta a dare un senso al caos attorno. In quella stanza, tutto si sistema come dico io. Ogni album, scatola, cartone, si posiziona dove per me è logico che sia e non c’è niente di più eccitante per un maniaco dell’ordine. Vedere ogni cosa andare al proprio posto. Non mi interessa del futuro, mi interessa del presente e allo stato attuale tutto è in ordine dentro la mia stanza. Fuori può regnare chi vuole ma qua comando io.
Perché non posso controllare i miei occhi e fanno il cazzo che gli pare e peggiorano sempre.
Non posso controllare i miei capelli e fanno il cazzo che gli pare e mi abbandonano sempre.
Non posso controllare il tuo umore e fai pure il cazzo che ti pare, mi trovi nella stanza dove tutto è in perfetto ordine. Se vuoi entra, ti lascio il mio posto così capisci anche tu quanto è bella questa sensazione. Anche se è il mio posto speciale e non lo lascio volentieri. Non lo lascerei ad anziani o a donne incinte o a bambini, ma a te sì e forse mi sforzerei pure ad evitare di andarmene subito dopo.
Non tanto per te, ma perché non mi fido, metti che tocchi qualcosa e scombini il mio ordine?
Meglio restare, per sicurezza.