Tema: mio padre e l’omofobia.

Svolgimento:

Molti anni fa portai per la prima volta a casa dei miei la mia fidanzata (che poi avrei sposato, ma questa è un’altra storia). Durante la cena mio padre le chiese cosa facesse nella vita.
– Sono laureata in lingue: francese e inglese.
– Inglese??? Oh, che combinazione, allora posso chiederti una cortesia! Avrei questo libro che parla di decorazioni murarie: è tutto scritto in inglese. A me interessa sapere cosa dice in questa pagina…
– Ah, ma te la traduco volentieri. Fammi una fotocopia, la porto via e la settimana prossima ti do la traduzione.
Mio padre fu molto soddisfatto della risposta e attese fiducioso. Passò la settimana a chiedermi “allora viene la tua fidanzata, sabato? Sicuro?”.
Il sabato successivo, poche ore prima dell’arrivo di lei, venne a trovarmi un vecchio amico. Non stava bene. Era depresso, triste.
– Cosa c’è che non va?
Si vedeva che voleva sfogarsi, ma sembrava non trovare il coraggio.
– Dài, dimmi! Che sarà mai? Poi ti sentirai meglio!
Alla fine cedette e confessò.
– Thomas, io sono gay.
Sì, certo, quella del gay dal punto di vista sociale è sempre stata una condizione per certi versi difficoltosa, ma tentai ugualmente di minimizzare.
– Embé?
– Come “embé” – mi rispose – Come faccio con la mia famiglia? Prova tu ad andare da tuo padre e dirgli che sei gay…
La sua risposta effettivamente mi spiazzò. Passai il resto del colloquio a cercare di incoraggiarlo, invero senza troppo successo.
La sera mi ripresentai a casa dei miei con la mia fidanzata. Ovviamente mio padre chiese subito notizie riguardo la traduzione della sua pagina in inglese di decorazioni murarie.
– Mi spiace… Non ho fatto in tempo… Te la faccio per la prossima settimana – fu la risposta mortificata della futura nuora.
– No, ma tranquilla, nessun problema – rispose lui, però si vedeva che c’era rimasto un po’ male…
Niente, la cena proseguì.
A un certo punto ricordai la conversazione che avevo avuto durante la giornata col mio amico e quella sua domanda con cui aveva spento ogni mia argomentazione. Così, mantenendo il dovuto anonimato, raccontai la vicenda a tavola e posi la questione:
– Capito, papà? Lui mi ha detto “prova tu ad andare da tuo padre e dirgli che sei gay”! Allora adesso dimmi – aggiunsi, indicando la mia fidanzata – Se stasera anziché con lei fossi venuto con un ragazzo e ti avessi detto “sono gay”, tu che avresti fatto? Come avresti reagito?
Lui sorrise e rispose lapidario:
– A me che mi frega! Per me ti puoi mettere con chi vuoi, basta che sappia l’inglese!

bobbycaputo:

Venture Into a Surreal Salt Mine 2000 Feet Below Lake Erie

Each year, Cities throughout the US scatter 19.5 million tons of salt on icy, snowy roads. Few people give it any thought beyond complaining about the stuff turning their car into a rusty heap, or pause to wonder where it all comes from. A lot of that salt is mined in Ohio, pulled from the remains of massive inland sea that dried up more than 400 million years ago.

This vast deposit lies 2,000 feet below Lake Erie. Enormous machines drill into great veins of halite, extracting huge chunks that other enormous machines crush into bucketloads of salt that ascend on conveyors. It is a strange world of long tunnels and cavernous spaces illuminated by headlamps and floodlights. “It’s so beautiful,” says photographer Ricky Rhodes. “It’s an industrial process, so most people don’t think of it that way. But it’s a beautiful thing most people don’t get to see.”

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