Specialmente quando sono in anticipo, valuto il modo migliore per investirlo.
La canzone nelle cuffie era bella e volevo godermela ma il portone dell’ufficio era già giunto a rovinare tutto così ho detto di no, che mi merito di finirla e arrivare in ritardo e ho proseguito a camminare fino al parco poco distante. Mi sono seduto su una panchina, ho lasciato che il sole mi facesse pentire di essermi vestito per l’ennesima volta di nero e ho preso il tempo per me.
Lo stesso che prendo quando vedo troppa gente al binario della metropolitana. Lascio che si accalchino loro, io prendo quella dopo. La più grande libertà è non avere fretta. Poter dire dopo. Poter investire il tempo in quello che ci interessa di più ovvero noi stessi e noi solamente.
Anche investire il tempo nel comunicare con le altre persone deve essere ragionato. Valutato. Ne vale la pena di aspettare? Puoi considerarlo al pari di stare seduto su una panchina scaldato dal sole mentre finisci di ascoltare la tua canzone preferita?
Se non è tutto questo, se è solo attesa e niente musica, la risposta sai già che è utilizzare meglio il tempo. Magari andando avanti. Oltre il parco poco distante dall’ufficio. Oltre la città dove abiti. Oltre quello che credi di sapere di te e quello di cui credi di avere bisogno. Si scoprono un sacco di cose stando seduti su una panchina a scrivere, quando la canzone è finita e resti solo con i tuoi pensieri, quelli che di notte spaventano e di giorno spaventano il doppio perché restano immutati. Ma ci vuole solo tempo, sono un binario troppo affollato di una risposta che può anche aspettare di essere presa.