mio padre mi chiede soldi.
Non posso permettermi di darglieli, e non son sicura nemmeno di volerglieli dare visto che il nostro rapporto negli ultimi anni è riassumibile raccontando di quella volta che ha provato a contattarmi (sempre per chiedermi soldi) ma non ci riusciva, per cui mi ha contattato su Facebook, dove gli ho spiegato che il mio cellulare si era appena rotto dopo che mi avevano investito sulle strisce pedonali. Ecco, non mi ha chiesto nemmeno come stessi. Questo è solo uno dei casi più eclatanti, ma ne avrei a dozzine.
Insomma, dalla semplice richiesta si è finiti ai ricatti morali, e al “grazie di tutto quello che hai fatto per me”, ad avermi rinfacciato di essermene “scappata”… solo perché sono andata a convivere con il mio compagno. Alla veneranda età di 32 anni.
Io lo so che è in difficoltà. Lo so che è solo un uomo fondamentalmente buono che si è incattivito.
Ma ormai ho anche deciso di non volerci avere più niente a che fare.Però ora vi sarei grata se mi sapreste dire… come faccio a convivere con questa decisione senza mangiarmi lo stomaco come sto già facendo, senza piangere nel sonno, senza sentire questo peso nel petto che sembra non andare via.
Dicono che che il passaggio da ragazzo a uomo succeda quando uno fissa dei punti fermi nella sua vita ed ha la forza di mantenerli. Immagino valga anche per le donne.
Personalmente sono in una situazione analoga, anche se diversa, e sto facendo non poca fatica a restare fermo sui punti che mi sono fissato. Certe decisioni non sono facili da prendere, e anche meno da rispettare.
Ma a volte vanno prese ugualmente.
Soluzioni o consigli da darti per stare meglio non ne ho; non riesco a gestire i miei di casini, figuriamoci quelli degli altri.
Pero’ appoggio la tua decisione. Ho sempre pensato che si raccoglie cio’ che si semina, e che l’amore di un figlio, un genitore, non puo’ pretenderlo, ma se lo deve guadagnare. Facendo il genitore. Discorsi tipo “ma e’ pur sempre tuo padre” stanno a zero. Padre e’ chi il padre fa.