Così i rifugiati di Mineo diventano schiavi nei campi di arance

boh-forse-mah:

Lavorano in condizioni disumane attorno al “villaggio della solidarietà” voluto dal governo Berlusconi. Il Cara di Mineo è diventato una fabbrica di braccianti a basso costo. Richiedenti asilo che l’Italia dovrebbe proteggere e che invece finiscono nella filiera dello sfruttamento. Lo rivela la seconda edizione del dossier “Filiera sporca”

Spesi tutto quello che avevo per il viaggio e per i miei documenti

A palermo nel ‘94 eravamo più di cento giù al porto…

Raccoglievo le arance e i limoni in un grande campo in collina

Lavoravo fino a notte inoltrata per due soldi e una stanza nascosta

Così i rifugiati di Mineo diventano schiavi nei campi di arance

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