se la “d” vuol dire quello che penso io, sì, l’errore c’è
Sta mettendo la benzina sbagliata?
Benzina in un motore diesel. Spero non abbia messo in moto, poi. Perché nella migliore delle ipotesi sono 1000-1500 euro di danni per cambiare tutti gli iniettori, la pompa del gasolio, il filtro del gasolio, e forse anche il filtro anti particolato. Nella peggiore deve rifare completamente il motore.
Sta destando scalpore questo scambio su Twitter, nel quale l’ISTAT ribadisce il criterio per la definizione degli «occupati». Il criterio è noto agli addetti ai lavori, meno al grande pubblico, almeno a giudicare dalle reazioni. La narrazione governativa che vanta l’aumento di qualche frazione di percentuale degli «occupati», dimentica infatti di sottolineare questo fondamentale dettaglio. Forse perché l’esplosione nell’impiego dei voucher ha creato più «occupati» (male) per le statistiche, che veri nuovi posti di lavoro.
Ora, alle feste di compleanno in America si va sempre con il regalo. A Berlino potevi portare pure un Ananas e non è figurativa la cosa. Se vuoi 3 oggetti che non mancano mai alle feste berlinesi, sono le birre nella vasca da bagno piena, il nerd seduto sul divano col computer e l’ananas sul tavolo. Dicevo, il regalo va portato incartato dentro una busta regalo, rosa per lei, blu per lui, gialla se lei è incinta e non sa il sesso. In Nebraska nessuno vuole sapere il sesso del nascituro. La busta viene lasciata su un tavolo apposito con tutte le buste degli altri regali, tipo matrimonio calabrese negli anni ‘50.
Sai il vecchio discorso dell’egocentrismo, dello stare centrati su problematiche che riguardano solo te, il tuo Paese al massimo e poi scoprire che il Mondo è grande e nessuno ha mai sentito parlare di Renzi (ai tempi di Rutelli o Di Pietro), figuriamoci di personaggi come Di Maio, Salvini ecc., e allora capisci che per anni hai ascoltato Sanremo e Festival Bar e gli altri invece stavano a Woodstock? Tu ai 18 anni con gli amici aspettavi il trenino per Ostia mare o rimediavi una macchina per Torvajanica e gli altri giravano il Sudamerica zaino in spalla. Ai 20 anni mamma e papà ti pagavano la retta dell’Università e gli altri andavano a vivere da soli, fuori città, affanculo da qualche parte. In case occupate, condivise, divise, subaffittate, rubate ecc. Tu parlavi delle buche di Roma mentre loro creavano condomini indipendenti con spazi condivisi, pur mantenendo il loro spazio privato nell’appartamento, per creare una nuova forma di comune di cui, la mia preferita, sono quelli che vivono lungo l’ex linea del muro di Berlino. Da una parte gente a cui non andava mai di fare un cazzo (Seeeee mo te metti a fa questo? Ma sei matto?) e dall’altra gente in continuo fermento.
Funzionava così. I miei amici spagnoli avevano iniziativa. I tedeschi programmavano e io c’avevo sempre un asciugamano a portata di mano.
Povero Sabrino. Non so se lo piglieranno piu’ per il culo per il nome, o per la merenda, a scuola.