Come funziona il giornalismo ascientifico quando si tratta di tradurre le dichiarazioni dei ricercatori

“Abbiamo isolato una molecola che nelle colture cellulari tumorali in vitro riduce lo sviluppo dei vasi sanguigni.”

TROVATA CURA PER IL CANCRO

“Abbiamo individuato un oggetto roccioso che il prossimo 31 agosto transiterà a 1.500.000 km dalla Terra.”

NASA ANNUNCIA: ASTEROIDE IN ROTTA VERSO LA TERRA

“Intorno alla stella Beta Dugongi orbita un oggetto di tipo roccioso la
cui massa è stimata fra 0.8 e 2.5 masse terrestri a una distanza appena
dentro la fascia abitabile del sistema.”

SCOPERTO PIANETA GEMELLO DELLA TERRA COLONIZZABILE

“Nei nostri studi sull’autismo abbiamo fatto fare dei test visivi ai bambini con uno schermo e un joystick.”

I VIDEOGIOCHI CAUSANO L’AUTISMO

“Il mio albero era malato e stava seccandosi, ho tolto le foglie
secche, annaffiato e sfoltito i rami marci che ero triste a vederlo
ridotto così.”

LA CURA PER IL BATTERIO XYLELLA PRESENTE NEI VASI XILEMATICI DEGLI ULIVI È NELLE PRATICHE DEI NOSTRI AVI

“Ho inviato i virus isolati dal campione all’Università di San Gennaro
Vesuviano così potranno condurre la loro parte di esperimenti nella
nostra ricerca congiunta con le loro attrezzature specifiche.”

EMERGENZA TRAFFICO MONDIALE DI VIRUS MORTALI

“Beh, se devo dirvelo, anche questa è una zona ad alto rischio sismico,
potrebbe esserci un terremoto domani come fra dieci anni o più, è
meglio cominciare a mettere in sicurezza il salvabile come scuole od
ospedali e monitorare la regione invece di recriminare ogni volta a
fatti compiuti.”

ULTIM’ORA: GEOFISICO INGV ANNUNCIA TERREMOTO IMMINENTE ENTRO DIECI ANNI

“Il nostro lavoro linguistico è descrittivo, un neologismo che avete
immaginato potrebbe entrare in un vocabolario se divenisse di uso comune
documentato e regolare.”

LA CRUSCA HA INSERITO #PETALOSO NEL VOCABOLARIO.

“Nel nostro acceleratore stiamo indagando quelle reazioni ad alte
energie che ci chiariranno cosa avviene in una supernova o quando si
forma un buco nero.”

SCIENZIATI RIPRODUCONO BUCO NERO IN LABORATORIO

“All’interno delle nostre cellule avviene un fenomeno chiamato
respirazione cellulare, con cui trasformiamo in energia gli zuccheri o
gli acidi grassi.”

PER DIMAGRIRE BASTA RESPIRARE

“Abbiamo osservato delfini montarsi come comportamento sociosessuale.”

I DELFINI STUPRANO I PROPRI SIMILI

“Se proprio dobbiamo parlare a sproposito di chimica, nel pesto c’è un
composto cancerogeno, il metileugenolo, anche se in dosi
infinitesimali.”

IL PESTO CAUSA IL CANCRO, ATTENTATO ALLA TRADIZIONE GASTRONOMICA ITALIANA

“Prevediamo per il 2025 di avere progressivamente rimpiazzato tutti i
vecchi motori a combustibile con quelli elettrici di ultima
generazione.”

AUTO A BENZINA DICHIARATE ILLEGALI

“Siamo
tutti increduli di fronte alle dichiarazioni di questo signore, poiché
ciò che dice viola le leggi della fisica e difatti non ha portato alcuna
prova a sostegno delle sue dichiarazioni né vuole sottoporsi a verifica
sperimentale in ambiente controllato.”

CONTROVERSIA NEL MONDO ACCADEMICO, COMUNITÀ SCIENTIFICA DIVISA DI FRONTE AGLI INCREDIBILI RISULTATI ANNUNCIATI

“Se ogni anno la temperatura crescesse a questo ritmo senza variazioni e
noi non intervenissimo in alcun modo sul nostro inquinamento, avremo i
seguenti problemi.”

SCIENZIATI CATASTROFISTI PREDICONO LO SCIOGLIMENTO TOTALE DEI GHIACCI NEL 2017

“Non ci sono prove che la risublimazione della tiotimolina prematurata
possa accadere, ovviamente per nessuna cosa al mondo c’è certezza
assoluta del 100% ma sarebbe una cosa incredibile per l’antanologia.”

SCIENZIATI NON ESCLUDONO L’IPOTESI E METTONO IN GUARDIA, POSSIBILE RIVOLUZIONE DEL SAPERE

“La smettete di scrivere ca**ate sul vostro giornale e storpiare le nostre parole, razza di cialtroni?”

SCIENZIATO PAZZO AGGREDISCE GIORNALISTA

Come funziona il giornalismo ascientifico quando si tratta di tradurre le dichiarazioni dei ricercatori

Proxima b, quanto ci vuole per arrivarci e come fotografarlo

Ieri l’ESO ha annunciato la scoperta di un Proxima b,
un pianeta che orbita attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina
al nostro Sole, scatenando la fantasia degli appassionati di viaggi
interplanetari: sarà davvero possibile raggiungere per la prima volta un pianeta esterno al Sistema Solare?

Partiamo dalla distanza: Proxima Centauri dista da noi “appena” 4,23 anni luce.  Un anno luce è la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un anno, vale a dire circa 9500 miliardi di km, quindi il nuovo pianeta si trova a circa 40.000 miliardi di km da noi.
Per confronto, Nettuno, l’ultimo pianeta del Sistema Solare, dista dal
Sole all’incirca 4,5 miliardi di km. Se paragonata con le distanze con
cui abbiamo a che fare tutti i giorni, quella di Proxima b è sicuramente
enorme, ma in campo astrofisico questa distanza è del tutto irrisoria:
trattandosi del sistema planetario più vicino al nostro è diventato
immediatamente l’obiettivo numero uno di una potenziale spedizione dalla
Terra verso un esopianeta.

Nel loro articolo
apparso su Nature, gli autori della scoperta del pianeta non escludono
che nei prossimi secoli una missione robotica possa partire con rotta
verso Proxima b, ma quanto durerà il viaggio? Per poter parlare di tempo
per raggiungere Proxima b dobbiamo parlare di velocità, ma dobbiamo
prima chiarire un punto a questo riguardo. Le velocità non sono
assolute, devono essere sempre riferite a qualcosa. Questo è il motivo
per il quale troverete spesso velocità molto differenti quando si parla
di velocità di mezzi spaziali.

Nella nostra vita quotidiana non abbiamo generalmente dubbi:
prendiamo come riferimento un qualsiasi punto “fisso” solidale con la
Terra. Invece come si misurano le velocità delle navicelle spaziali? Se
devono raggiungere destinazioni non molto distanti dal nostro pianeta
(come la Luna), si può ancora usare il centro della Terra come
riferimento, ma per missioni a più lungo raggio il discorso è più
complicato. Se si misurasse la velocità di un’astronave
relativamente alla Terra, questa sarebbe dominata dalla velocità con cui
la Terra gira attorno al Sole (in media poco meno di 30 km/s, cioè poco più di 100 000 km/h).

Un punto di riferimento molto più utile nel caso di viaggi interplanetari è il Sole. Usando questo riferimento, il mezzo più veloce mai costruito dall’uomo è stata la sonda Helios-2,
che negli anni ‘70 ha raggiunto la nostra stella alla velocità record
di oltre 250.000 km/h.  Se un’ipotetica missione verso Proxima Centauri
raggiungesse un’analoga velocità impiegherebbe più di 18.000 anni per
giungere a destinazione.

C’è però da notare che è molto più facile muoversi verso il Sole
piuttosto che oltre i confini del Sistema Solare, data l’intensa forza
di attrazione gravitazionale che la stella esercita, quindi sarà
difficile raggiungere quella velocità utilizzando la stessa tecnologia.
Navicelle spaziali più recenti dirette verso regioni più esterne del
Sistema Solare (come Juno e New Horizons) non si sono neanche avvicinate a quelle velocità durante il loro viaggio.

Il progetto Breakthrough Starshot,
tanto ambizioso quanto di difficile realizzazione, mira a costruire
delle nano sonde estremamente piccole e leggere, accelerate da un
potente laser posizionato a terra, che secondo i piani potrebbero
addirittura raggiungere una velocità pari a un quinto della velocità
della luce nel vuoto.  Ciò significa che impiegherebbero cinque volte il
tempo necessario alla luce per giungere su Proxima Centauri partendo
dalla Terra, cioè poco più di 20 anni.

Finora nessun equipaggio umano ha raggiunto un pianeta del Sistema Solare e i progetti per formare una missione per Marte
sono ancora ben lontani dalla realizzazione. Ci vorrà quindi ancora
molto tempo prima di poter solo pensare di portare il primo uomo su
Proxima b.  È realizzabile questa idea?

Il primo ostacolo da affrontare è che l’unica opzione attualmente all’orizzonte per raggiungere Proxima Centauri in breve tempo, Breakthrough Starshot,
richiede l’uso di navicelle microscopiche che avranno una
strumentazione di bordo molto limitata, lasciamo stare la possibilità di
trasportare un equipaggio umano.

Come abbiamo visto, utilizzando una navicella al meglio della
tecnologia attuale sarebbero necessarie decine o centinaia di migliaia
di anni per giungere a destinazione, ben oltre la durata della vita
umana.  Le opzioni che si prospettano a questo punto ci portano nel
dominio della fantascienza: rallentare artificialmente le funzioni
vitali umane per prolungare la vita (la cosiddetta animazione sospesa, ottenibile, forse, mediante l’ibernazione), oppure viaggiare a bordo di una nave generazionale,
all’interno della quale gli astronauti dovrebbero vivere e riprodursi,
in modo da mantenere una popolazione più o meno stabile fino al
raggiungimento di Proxima b.

In quest’ultimo caso, tralasciando tutte le difficoltà legate alla
convivenza perenne di molte persone in spazi limitati e al fatto che si
dovrebbe trasportare sull’astronave anche la strumentazione (resistente
millenni) necessaria per permettere all’uomo di sopravvivere durante
tutto il viaggio e su un pianeta completamente sconosciuto (e forse
soggetto a una fortissima radiazione ionizzante), i primi uomini che
sbarcherebbero sul pianeta non avrebbero mai conosciuto la Terra.

A meno che qualche geniale scienziato non inventi il motore a curvatura, oppure scopra come effettuare il salto nell’iperspazio o come sfruttare un wormhole
per effettuare viaggi interplanetari in poco tempo, per il momento, con
le attuali conoscenze scientifiche a nostra disposizione, la possibilità di visitare di persona Proxima b o qualsiasi altro esopianeta rimane un’utopia. Ciò nonostante l’uomo continuerà sempre a spingersi sempre più in là, provando a superare limiti che appaiono invalicabili.

Prima di viaggiare verso Proxima b ci chiediamo: è possibile fotografare dalla Terra un pianeta così lontano?
Beh, di certo non con un comune obiettivo fotografico commerciale, ma
parlando dei più potenti telescopi oggi a nostra disposizione la
risposta è: “nì”. La distanza da noi non è un grosso ostacolo in questo
caso: sono stati fotografati pianeti ben più lontani, fino a 1200 anni luce.

Il problema, invece, è che la tecnica di fotografia diretta di un esopianeta
è particolarmente complicata e generalmente richiede un pianeta
relativamente giovane, quindi ancora caldo e abbastanza luminoso, e
sufficientemente lontano dalla sua stella. Questo perché deve essere
possibile bloccare con degli appositi strumenti, i coronografi, la luce proveniente dalla stella in modo da poter visualizzare solo il pianeta.

Proxima b è molto vicino alla sua stella, dista 7,3 milioni di km, un ventesimo della distanza fra Sole e Terra (un’unità astronomica).  Per confronto, il pianeta più vicino al Sole, Mercurio, si trova a 0,39 unità astronomiche. L’uso della fotografia diretta nel caso del pianeta attorno a Proxima Centauri quindi è attualmente molto difficile. Tuttavia, i grandi telescopi di prossima generazione, come l’europeo E-ELT, potrebbero avere la risoluzione angolare adatta per distinguere correttamente la stella dal pianeta, in modo da poter visualizzare e fotografare solo quest’ultimo.

Proxima b, quanto ci vuole per arrivarci e come fotografarlo

Terremoti: conoscerli per sopravvivere

Cosa fare quando si è colti da un terremoto?

1) Se sei in auto:
Fermati il più velocemente possibile, sempre tenendo in considerazione la tua sicurezza, e resta nel veicolo.
Evita di fermarti nei pressi o al di sotto degli edifici, degli alberi,
dei cavalcavia e dei cavi elettrici. Possono cadere sul tuo mezzo. Rimani seduto nella tua macchina fino a quando non sarà finito.
Sta tranquillo! Le automobili sono fatte di metallo, che proteggerà
sia te sia la tua famiglia dalla maggior parte dei detriti e degli
oggetti che cadono. Se sei in un garage esci immediatamente dalla macchina e accucciati vicino al mezzo.
Per quanto resistente il metallo non ti proteggerà dai pezzi di cemento
che cadranno sul veicolo. Se sei in un parcheggio su molteplici
livelli, la sopravvivenza dipende unicamente dalla fortuna. Il modo
migliore di massimizzare le tue chance di sopravvivenza è fare quello
che faresti in un garage: accucciarti vicino all’auto. Non cercare di affrettarti per tornare a casa.
La maggior parte dei terremoti presenta delle scosse di assestamento,
che non vanno sottovalutate perchè hanno il potere di far crollare gli
edifici danneggiati durante il primo terremoto. Queste scosse secondarie
possono durare circa 10 secondi, o di più, e possono rappresentare una
minaccia alla vita. Purtroppo, non è possibile sapere quando accadranno,
dunque non hai altra scelta se non stare all’erta. Procedi con cautela una volta che il terremoto finisce. Evita le strade, i ponti o la rampe che potrebbero essere stati danneggiati dal fenomeno sismico.

2) Se sei in un edificio:
Stabilizzati. Afferra un oggetto solido e stenditi a terra in modo da non cadere, ad esempio le gambe della scrivania. Buttati a terra, copriti e fermati.
Questo è lo standard nazionale per la sicurezza contro i terremoti. Il
consiglio alternativo è avvicinarti a un mobile solido in modo che, se
il muro dovesse cadere, crei uno spazio in cui ti sia possibile
sopravvivere. Tuttavia, questo metodo, chiamato “triangolo della vita”,
non è di aiuto quando si cercano i superstiti e non viene raccomandato
dalla Croce Rossa Americana, dalla Structural Engineers Association of
Northern California Response e dall’Earthquake Country Alliance.

Se ti trovi in una struttura che collassa mentre sei
all’interno, prima devi assicurarti che tu e le persone che ti sono
intorno stiate bene.
Un modo comune per farlo è chiamare tutti per
nome per stabilire un contatto con loro. Poi, cerca di capire se i
membri del tuo gruppo sono stati feriti, e qual è la gravità delle
lesioni. Se si tratta di un problema trattabile nell’edificio, come un
graffio, può aspettare. Se ne hai la possibilità, chiama il dipartimento
locale della polizia o un’ambulanza per comunicare la tua ubicazione.
Cerca anche di identificare l’odore di gas, che sia naturale o quello
che utilizzi per la tua macchina. Se senti odore di gas, cerca di
trovare il punto in cui si è verificata la perdita avvalendoti
dell’udito e della vista. Parla con le persone del tuo gruppo per capire
chi è quella più vicina alla perdita, e poi chiedile di spiegarti se è
particolarmente grave. Procedi nello stesso modo con gli eventuali
incendi o se vedi o percepisci il fumo. Non avvicinarti agli incendi.

Copri la testa e il collo. Usa le mani e le
braccia. Dovresti coprire anche la parte superiore del corpo per
proteggere gli organi vitali (polmoni e cuore in primis). Se soffri di disturbi respiratori,
assicurati di coprire la testa con una t-shirt o una bandana, fino a
quando tutte le macerie e la polvere si saranno assestate. Inalare
l’aria contaminata non farà bene ai polmoni. Quando tutto sembra finito non muoverti e resta
dove sei per un paio di minuti, fino a quando non sarai sicuro della
fine delle scosse. Se riesci a vedere la luce, cerca di muoverti in sua
direzione. Se le macerie intralciano verticalmente la via d’uscita che
credi possa consentirti di andare all’esterno, non provare a spostarle potresti
provocare un crollo mortale. Meglio attendere i soccorsi. Quando esci
dalla struttura, aiuta tutti gli altri nella maniera più pronta
possibile, affinché nessuno si faccia ulteriormente male. Conta ogni
persona per vedere se tutti coloro che erano con te all’interno sono
usciti.

In caso negativo, non rientrare nell’edificio per
cercarli. Potrebbe verificarsi una scossa di assestamento in qualsiasi
momento e tu potresti rimanere intrappolato all’interno. È meglio
aspettare che arrivino i vigili del fuoco per aiutare tutte le persone
rimaste nella struttura. Una volta fuori, recati in un luogo sicuro,
lontano dagli edifici alti, dagli alberi, dai cavi dell’elettricità, dai
pali del telefono e dai camion. Esci lentamente da casa.
Vedi cosa ne resta e incontra la tua famiglia all’esterno. Come in caso
di incendio, si consiglia di riunirsi in un posto sicuro scelto in
anticipo dalla famiglia, come un campo da calcio o un parco vicino.
L’arrivo dei rinforzi non dovrebbe tardare tanto. Ispeziona la tua casa per trovare ciò che potrebbe essere in una condizione pericolosa.

I frammenti di vetro, l’odore di gas o i dispositivi elettronici danneggiati sono degli esempi. Non spegnere gli elettrodomestici usando la manopola on/off.
Non conosci bene l’entità dei danni causati e il solo accendere un
interruttore potrebbe creare una scintilla, darti la scossa o causare un
incendio. Tieniti alla larga dalle aree danneggiate. Evitale fino
all’arrivo della polizia, di un idraulico, dei pompieri o dei soccorsi,
che ispezioneranno la zona e ti diranno se è sicuro entrare. Non bere l’acqua del lavandino
perché potrebbe non essere pura. Il sistema delle acque di scolo viene
danneggiato dai grandi terremoti, dunque non scaricare. Piuttosto,
chiudi l’acqua girando la valvola principale (lascia che lo faccia un
idraulico al posto tuo se non sai dov’è). Assicurati di tappare i
lavandini e le vasche per prevenire che le acque di scolo tornino
indietro. Ispeziona il caminetto per valutare se ci sono dei danni prima
di accendere il fuoco. I danni invisibili in questi punti possono
causare incendi. Ispeziona le utenze: verifica le eventuali perdite di
gas. Se avverti un forte odore di gas o senti un rumore simile a un
soffio o a un sibilo, apri una finestra ed esci subito dall’edificio.

Chiudi il gas girando la valvola principale esterna
se puoi e chiama la compagnia che eroga il servizio dalla casa di un
vicino. Ricorda, se chiudi il gas per una qualsiasi ragione, dovrà
essere un professionista a riaprirlo, dunque gira la valvola solo se
credi che le linee del gas siano state danneggiate o ci siano delle
perdite. Valuta gli eventuali danni al sistema elettrico. Se noti delle
scintille o dei cavi rotti o sfilacciati o senti un odore di bruciato, stacca la corrente dalla scatola dei fusibili principali o dall’interruttore.
Se devi passare attraverso un posto bagnato per arrivare alla scatola
dei fusibili o all’interruttore generale, prima chiama un elettricista
per chiedergli un consiglio. Valuta i danni al sistema delle acque di
scolo e a quello idraulico in generale. Se sospetti che le linee delle
acque di scolo siano danneggiate, evita di usare il gabinetto
e chiama un idraulico. Se i tubi dell’acqua sono danneggiati, mettiti
in contatto con la compagnia che eroga il servizio ed evita di
utilizzare l’acqua di rubinetto. Per andare sul sicuro, usa l’acqua imbottigliata o fai sciogliere dei cubetti di ghiaccio. Apri con cautela i mobili.
Gli oggetti potrebbero cadere se apri velocemente gli sportelli.
Ispeziona il danno e presta attenzione alle bottiglie di vetro, che
potrebbero essersi rotte o avere delle perdite. Sii particolarmente
attento per quanto riguarda l’alcool, gli acidi, i detergenti e
qualsiasi altro prodotto tossico per il corpo umano. I contenitori
potrebbero avere delle perdite o potrebbero essersi rovesciati.

3) Se ti trovi all’esterno:
Resta fermo dove sei. Osserva i dintorni,
specialmente se sei situato in un’area urbana. Ricorda che anche gli
edifici costruiti secondo la normativa antisismica possono cadere,
dunque non credere di essere totalmente al sicuro. Potrebbe formarsi una
dolina sul suolo a causa del terremoto, quindi non camminare troppo. Allontanati dagli edifici, dai lampioni sulle strade, dai cavi elettrici e da qualsiasi altra cosa che possa crollare.
Assicurati anche di non essere vicino a una faglia aperta. Molte
persone sono morte dopo essere cadute nelle enormi voragini che si sono
improvvisamente aperte dopo il terremoto. Ciò può succedere ovunque,
includendo le strade e i parchi. Cerca un rifugio vicino a una collina o a un luogo in cui le macerie non ti cadano addosso.
Se puoi, opta per un posto dove tu possa essere protetto dagli agenti
atmosferici, ma accertati che le rocce e il suolo non crollino a causa
delle scosse di assestamento.

Non rifugiarti sotto un ponte, pur essendo robusto. Alcuni
possono essere antisismici, ma gli elementi non del tutto sicuri, come i
segnali o le luci, possono caderti addosso. NON CORRERE è la cosa peggiore da fare nel corso dei movimenti tellurici. Osserva
gli edifici, i cavi dell’alta tensione o tutti gli elementi grandi e
pesanti che potrebbero caderti addosso se fossi nelle loro vicinanze.
Comprendi che potrebbero ucciderti se fossi vicino a loro. Inoltre, durante una bufera di neve,
non camminare nei pressi delle linee elettriche, dei lampioni caduti o
dei resti degli edifici. Il vetro sembra liscio e uniforme, ma, quando
si rompe, un pezzettino potrebbe danneggiare un piede. È per questo che
dovresti calzare delle scarpe pesanti per proteggerti in questi
momenti. Aspetta per qualche minuto dopo la prima scossa e poi muoviti per andare in un altro posto.
È meglio aspettare, perché le scosse di assestamento solitamente sono
le più forti. Puoi anche uscire, ma stai attento, evita che le macerie
ti cadano addosso.

ALTRI CONSIGLI UTILI:

Se sei in trappola, mettiti in comunicazione con le autorità per
indicare la tua posizione. Un fischietto o un clacson può aiutare la
gente a trovarti. Dai una mano. Se sei sopravvissuto a un grave
terremoto, offriti come volontario per fare il possibile allo scopo di
trovare i sopravvissuti, far riunire le famiglie e gli animali domestici
e ripulire dopo il disastro. Richiedi l’assistenza di emergenza solo nelle situazioni urgenti.
Le autorità sapranno che si è verificato un grave terremoto. Se puoi
gestire in sicurezza la tua situazione da solo o aspettare l’arrivo dei
soccorsi, non chiamare. Le linee telefoniche vanno lasciate libere
soprattutto per chi necessita subito di essere aiutato. Ascolta o leggi
le ultime notizie sui social questo è molto utile se hai bisogno di
aiuto. Rivolgiti a un parente di fiducia che viva in un altro posto e
usalo come contatto di emergenza nel caso di una grave urgenza. Ricorda
che le linee telefoniche probabilmente saranno intasate, dunque usa
parsimoniosamente il telefono, specialmente dopo le prime ore dalla
scossa. In genere, i terremoti dalla magnitudo inferiore a 6.0 non
dovrebbero mettere in pericolo la vita. Appoggiarti a una parete o a un
mobile pesante quando capitano queste scosse più deboli di solito
funziona.

Non lasciarti prendere dal panico! I terremoti non durano a
lungo, di solito qualche secondo, al massimo un minuto. La scossa a San
Francisco del 1989 durò solo 15 secondi. Sebbene un terremoto di 15
secondi sembri durare un’ora, alla fine terminerà. Se viene lanciata
un’allerta per uno tsunami, allontanati subito dalle spiagge.
Migliaia di persone sono annegate durante lo tsunami del 2004
nell’Oceano Indiano perché rimasero a fissare “l’oceano vuoto”. Qualche
minuto dopo, un potente tsunami si abbattette sulla costa, facendo
annegare migliaia di persone, distruggendo molti edifici e causando
innumerevoli dispersioni.

IL KIT DI SOPRAVVIVENZA

Poichè prevenire è meglio che curare, fa sempre comodo gestire e revisionare un kit di emergenza pronto da usare in casi come questi. Assicurati che vi sia una torcia con pile caricare (revisionala periodicamente).
Fa sempre comodo tenere con sè dei viveri:  acqua imbottigliata e cibo
in scatola (verifica la scadenza periodicamente). Una coperta spessa e
calda potrebbe servire anche in estate, soprattutto se siamo reduci di
un imprevisto idraulico che ci ha resi fradici. Un piccolo kit di pronto
soccorso con i farmaci, disinfettanti e garze più utili in caso di
ferite di piccole-medie entità. Una radio. Vestiti puliti e asciutti che
potrebbero tornarci utili. Un navigatore. Caricabatteria generico per i
dispositivi mobili.

Terremoti: conoscerli per sopravvivere

A Proxima Centauri trovato l’esopianeta più vicino a noi

La ricerca è stata lunga, ma alla fine l’ESO ha annunciato di avere trovato Proxima b, l’esopianeta potenzialmente abitabile più vicino alla Terra che sia mai stato scoperto.
Orbita attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sole,
nella cosiddetta zona abitabile, dove le condizioni sono compatibili
con l’esistenza di acqua liquida in superficie.

Le sue dimensioni sono paragonabili quelle della Terra e la distanza è di “soli” 4,2 anni luce,
quindi non è così vicino da essere raggiungibile con le tecnologie
attuali, ma sicuramente è più vicino di altri esopianeti scoperti
finora, che si trovano anche a 40 anni luce da noi.

A Proxima Centauri trovato l’esopianeta più vicino a noi