
La dura vita del bagnino pt.2
Se e’ bar zotto, é dura, si.
Sbarazzarsi di un fastidioso raffreddore.
Senza ricorrere agli antibiotici, un foglio di alluminio può aiutare a
sbarazzarsi di quel fastidioso raffreddore in modo davvero semplice.
Basta avvolgere i piedi in 5-7 strati di stagnola e lasciarli avvolto
per un’ora. Rimuovere la pellicola e lasciate che i vostri piedi
respirino per un’ora o due e ripetere il processo. Ripetere ancora una
volta e farlo ogni giorno per una settimana. Vi sentirete molto meglio
in seguito.
A quanto pare hanno scoperto la cura per il raffreddore. Prevedo rotoli di Cuki omeopatici a 2500 euro al metro
Avvolgi i piedi in un foglio di alluminio. Dopo un’ora risultati impensabili sul proprio corpo
aliceindustland
replied to your photo “decorsolento: niente, ho bisogno di ferie. Quando il capo ti assegna…”
io sono alla seconda puntata e sinceramente è talmente goonies e super otto che se me la spoilerate manco mi incazzo, la gif è un peccato non giffi, ciao!
Niente spoiler, tranqui 🙂 La gif effettivamente non giffa da pc. Da cellulare si. Boh…

niente, ho bisogno di ferie.
Quando il capo ti assegna un progetto nuovo da iniziare, a 4 giorni dalle ferie.
stamattina stavo portando i miei bimbi a giocare ( sono un babysitter a tempo perso ) e son passato come al solito davanti al monumento alle barricate dei Fatti di Parma.
ho risposto alla curiosità di Lara, di 8 anni, raccontandole di una battaglia mai finita contro un pensiero che vuole essere l’unico, con tutti i mezzi, contro la libertà. un pensiero che divide, uccide, punisce, incatena, impoverisce.
di come si è imbracciato i fucili per difenderci, a Parma in questi giorni degli anni ‘20.
di come si è morti dove si aspettava il treno, tra partenze per le vacanze e famiglie, a Bologna in questo giorno di tanti anni fa.
e le ho spiegato che non è una battaglia facile e lungi dall’essere vinta.
ma è una battaglia giusta.
Lara ha annuito ma ho visto nel suo sguardo un pochino perso un grande timore.
– no piccola, non dovrai usare anche tu il fucile. ma impara rispetto, giustizia e libertà, sono le armi migliori.
Speriamo davvero, che non dovrà mai usare anche lei il fucile.
Mio papà é un altro papà da dieci anni.
É una malattia romantica quanto crudele e stremante, l’Alzheimer. Alcuni estremi di assurdità che é in grado di conferire sono incredibilmente esilaranti. E questo lo può capire solo chi ci convive ogni giorno.Giovedì lo operano alla gamba e oggi l’hanno ricoverato in ospedale.
Mi hai accompagnata a trovarlo dopo il lavoro ed era un po’ arrabbiato, un po’ musone, un po’ bambino che fa una nuova esperienza. É così, davvero.Gli dico, andando via.
– ciao papi, fai il bravo e dormi, ci vediamo domani
*si volta verso mia madre e incredulo come se avessi detto una pazzia*
– come domani? Rosi, chesta chi l’è na rebambida. (Questa qui é rimbambita)
Gira che ti rigira mi fa sentire come se davvero avessi detto un’assurdità e mi strappa una risata questo suo alienarsi dalle cose, dai luoghi, dal tempo, dalle persone. Vorrei passare un giorno nella sua testa e vedere il mondo dalla prospettiva di un malato di Alzheimer.
Mi dico ogni giorno che la vita é stata ingiusta e spietata con mio padre, piango ancora la sera, a distanza di anni.
Dimmi, cosa c’è di più prezioso dei ricordi di un uomo? Cosa lo rendi privandolo?Quando saliamo in macchina vedi la mia tristezza malcelata, mi dai un bacio sulla fronte e mi citi quel film giapponese di Gosho che ami: let’s have the dignity to laugh at our happiness.
Non lo tratti mai con accondiscendenza. Ed io per questo non smetterò mai di amarti e ringraziarti.
Di amarvi e ringraziarvi.